Il calendario mi suggerisce di spostare l’attenzione sulla letture che si fanno, se devoti, in occasioni molto particolari della vita.
Il pittore fiammingo Rogier van der Weyden rappresenta, verso il 1450, in questo grande trittico, i sette sacramenti: dal Battesimo, sulla sinistra, all’Estrema Unzione (come si chiamava sino a poco tempo fa) sulla destra, imprigionando le singole scene nella viva realtà delle navate di una chiesa.

Nella pala di destra l’ultimo sacramento: il prete unge le mani del moribondo, sulla cui testa già aleggia l’angelo nero della morte.

Una donna, nella camera dove si svolge la scena, legge una qualche preghiera da un libro devozionale che tiene con gran cura appoggiato su un tessuto bianco, lavorato, per non sporcarne la preziosa copertina.

Anche la donna, della coppia che si intravede tra le colonne, nella pala centrale, tiene in mano un libro aperto, poggiato su un pizzo bianco.

Nella pala sinistra si vede invece chi torna dall’aver ricevuto la Confermazione (la Cresima) con in mano, chiuso, un libriccino evidentemente più comune e di minor valore.

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fuchs

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