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I segnalibri di Sant'Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant'Agostino. Noi abbiamo preparato dei segnalibri, utilizzando l'opera di Simone Martini. Potete scaricarli dall'area di download.

 

Articoli con tag Siena

S. Bernardino da Siena, Novellette morali

Le Novellette morali che qui pubblichiamo sono tratte dalle prediche che Bernardino di Tollo degli Albizzeschi fece in Piazza del Campo a Siena nell’estate del 1427.
Queste prediche furono scrupolosamente trascritte da un artigiano, un cimatore di panni, Benedetto di maestro Bartolomeo, che se ne andava in Piazza ad ascoltare il frate armato di tavolette di cera su cui, grazie ad un suo speciale sistema di stenografia, vergava velocemente parola per parola tutto quanto il sant’uomo diceva, per poi correre a casa e trascriverlo ad uso dei tanti fedeli estimatori che aveva il francescano.
E quell’italiano semplice, popolano, di seicento anni fa, complice forse la mia toscanità, è talmente vicino al parlare comune che non c’è difficoltà alcuna ad intenderlo e a leggerlo speditamente.

Potete scaricare il libro qui: [download id=”14″]

Tutte le prediche tenute nell’estate del 1427 (Le prediche volgari di San Bernardino da Siena) ebbero una famosa edizione a cura di Luciano Banchi nel 1884. Le trovate qui.

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admin

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Il nonno

Nonno Biagio era sempre il primo a fare colazione; non che avesse particolarmente fame, la mattina: conduceva una vita molto tranquilla, vista l’età, ma la notte dormiva poco e quel primo pasto della giornata serviva a tenerlo impegnato e a fargli passare il tempo; si svegliava nel cuore della notte, dopo poche ore di sonno e se ne stava buono, buono, cercando di non muoversi per non far rumore e svegliare figli e nipoti.

In quelle lunghe ore di attesa pensava e nella mente gli passavano i tanti fatti della sua vita, le storie della sua famiglia ma soprattutto andava indietro nel tempo a quando era giovane e aveva lavorato, e duramente, per il sant’uomo; ora le ossa gli facevano male e si muoveva a fatica ma quanta strada aveva fatto, a piedi, accanto a lui, in giro per mezzo mondo!

I figli e i nipoti e anche i bisnipoti più piccoli lasciavano che fosse il  nonno a cominciare la colazione, per fargli scegliere prima di tutti quello che preferiva: tutti lo rispettavano, per la sua età, per la sua saggezza e perché aveva accompagnato il sant’uomo; Biagio masticava piano, i pochi denti rimasti erano tutti usurati e quel pasto per lui era una cosa lunga ma questo gli permetteva di fare due chiacchiere con la famiglia, che si trovava riunita in più di una generazione.

“Beato te che sei giovane” fece a un nipote (o era un bisnipote? Non se lo ricordava con precisione) “guarda che bella vita fai. Senza nessun merito, tutte le mattine eccoti la pappa pronta!”

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Dr J. Iccapot

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Il viaggiatore

autobus siena sita

Interno di un autobus di linea della Sita

Erano decenni che faceva su e giù per mezza Toscana. Ogni giorno aveva preso il solito autobus a Siena, era sceso alla solita fermata a Firenze. E poi di nuovo, il pullman a Firenze per il ritorno a Siena. Alla solita ora, la mattina, per andare. Alla solita ora, la sera, per tornare. Una vita in pullman regolata da altri.

Aveva visto e conosciuto anche tante persone. Gente più anziana, quando cominciò il suo lavoro. E poi via via, sempre più persone giovani. Era sempre stato naturale, questo, ma negli ultimi anni cominciava a farci sempre più caso. Gli anni passavano. 30 anni fa non avrebbe mai immaginato che quella vita così faticosa sarebbe durata per così tanto tempo. Ogni giorno le stesse facce. Gli stessi posti a sedere. I sogni interrotti dalla sveglia e ripresi in superstrada. A volte le ferie ad interrompere quella monotonia, ma ogni volta, ognuno, tornava là, magari più abbronzato in volto e con ricordi da raccontare. Ma comunque là, di nuovo, sul pullman.

E poi aveva visto correre quel prezzo dell’abbonamento, sempre più veloce. E quei pullman sempre più scassati. Qualche volta quando era giovane aveva provato a far qualcosa, uno sciopero degli abbonamenti, segnalare quella loro situazione alla stampa, magari chiamare l’Ausl perché controllassero l’igiene di quei pullman e magari staccare una multa in direzione dell’azienda di trasporti. Ma ogni volta la noia della quotidianità aveva vinto lui e tutti gli altri viaggiatori.

Ma gli anni erano comunque volati, il suo lavoro gli piaceva e aveva stretto ottimi legami con i colleghi, anche se soffriva ad ogni organizzazione di eventi, perché lui non poteva partecipare se non saltuariamente. E passare sempre per asociale, per quello che non vuol far amicizia con i colleghi gli dava fastidio. Gli piaceva divertirsi, uscire con i colleghi a prendere una birra, ma svegliarsi presto e venire in macchina, invece che con il pullman, era davvero troppo faticoso.

Quanti pensieri gli venivano quel giorno. Rivedeva nei volti stanchi degli altri passeggeri tutti quelli che negli anni si erano susseguiti ai loro posti. Erano partiti da pochi minuti, come al solito in ritardo, ed erano ancora in città che già sentiva un groppo alla gola per tutti quei ricordi che stava per lasciare sul pullman. Così come poche ore prima lo aveva assalito la tristezza di abbandonare la sua scrivania, i suoi colleghi, quella macchinetta del caffé che ogni giorno proponeva bevande sempre più ustionanti e imbevibili. Ma quel giorno era arrivato e così come lo aveva visto vivere da suo padre un paio di decenni prima o da altri colleghi arrivati e partiti prima di lui da quel pullman, anche per lui era colmo di ricordi, di emozioni e di paura per quella sveglia che il mattino successivo non avrebbe suonato.

Poi tutto d’un tratto, il piede sull’acceleratore schiacciato appena entrati in superstrada per recuperare quei dieci minuti di ritardo. Le buche nell’asfalto di una strada vecchia già appena fatta. E quel rumore ossessivo, come di vetri che vanno frantumandosi in un pullman.

Forse fu l’ennesima buca presa dall’autobus e il relativo tremore di tutti gli interni, forse furono le lacrime che ormai scendevano dai suoi occhi. Ad un tratto si alzò, fece quei pochi passi che lo separavano dall’autista e a voce bassa, ma ferma, gli disse di fermarsi. Quello non lo sentì o fece finta di nulla, cosa voleva quel vecchio? Ancora più infuriato per quel disprezzo, il vecchio tirò il freno a mano. L’autobus perse stabilità, l’autista incredulo si fece spostare con grande facilità, il vecchio viaggiatore si mise al suo posto e con sangue freddo fermò il pullman. Aprì le portiere come aveva sempre sognato fin da giovane e fece scendere tutti, compreso l’autista, facendo incetta di insulti di ogni genere. Poi richiuse le porte e premette sull’acceleratore. Il cambio era automatico, il volante servoassistito, era una passeggiata guidare quel coso. Ancora un po’ di più sull’acceleratore e già correva su quella pista così tante volte percorsa passivamente e adesso comandata a folle velocità. Infine ecco il suo obiettivo.

Il ponte lo vide arrivare e puntare dritto verso il guard rail, lo sfondò facilmente e si perse tra le fronde degli alberi che nascondevano un lento e tranquillo ruscello. Quando ritrovarono il pullman, il corpo del vecchio era sparito e non c’erano tracce di sangue.

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Juan

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Scrivolo

i racconti del nano grafomane

http://www.scrivolo.it

Segnalibri Sant’Agostino

Segnalibri Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant’Agostino. Un’occasione, per noi, per ricordare il grande lettore (e scrittore!), morto 1583 anni fa.

Da stampare fronte e retro e  ritagliare: [download id=”52″]

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Dr J. Iccapot