Nonno Biagio era sempre il primo a fare colazione; non che avesse particolarmente fame, la mattina: conduceva una vita molto tranquilla, vista l’età, ma la notte dormiva poco e quel primo pasto della giornata serviva a tenerlo impegnato e a fargli passare il tempo; si svegliava nel cuore della notte, dopo poche ore di sonno e se ne stava buono, buono, cercando di non muoversi per non far rumore e svegliare figli e nipoti.

In quelle lunghe ore di attesa pensava e nella mente gli passavano i tanti fatti della sua vita, le storie della sua famiglia ma soprattutto andava indietro nel tempo a quando era giovane e aveva lavorato, e duramente, per il sant’uomo; ora le ossa gli facevano male e si muoveva a fatica ma quanta strada aveva fatto, a piedi, accanto a lui, in giro per mezzo mondo!

I figli e i nipoti e anche i bisnipoti più piccoli lasciavano che fosse il  nonno a cominciare la colazione, per fargli scegliere prima di tutti quello che preferiva: tutti lo rispettavano, per la sua età, per la sua saggezza e perché aveva accompagnato il sant’uomo; Biagio masticava piano, i pochi denti rimasti erano tutti usurati e quel pasto per lui era una cosa lunga ma questo gli permetteva di fare due chiacchiere con la famiglia, che si trovava riunita in più di una generazione.

“Beato te che sei giovane” fece a un nipote (o era un bisnipote? Non se lo ricordava con precisione) “guarda che bella vita fai. Senza nessun merito, tutte le mattine eccoti la pappa pronta!”

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Dr J. Iccapot

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