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I segnalibri di Sant'Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant'Agostino. Noi abbiamo preparato dei segnalibri, utilizzando l'opera di Simone Martini. Potete scaricarli dall'area di download.

 

Articoli con tag orizzonte

Marzo 2014 – Bagliori – Una fiaba

Marzo 2014 - Bagliori - Una fiabaAcrilico 30×60 cm (14C01)

 

Bagliori all’orizzonte lontano.
Per alcuni significa l’avvicinarsi di un temporale, il maltempo o persino l’indizio di una infuocata e apocalittica fine del mondo. Un altro invece vi scorge la bellezza di uno spettacolo naturale o presume che dietro le montagne un fuoco pirotecnico sul lago stia terminando in modo dignitoso.

Nella nostra epoca isterica ci si aspetta sempre il peggio.
Il minimo segnale di fumo porta grande agitazione nel vespaio. Si sente ronzare e sibilare e fischiare e rumoreggiare, ma nessuno sa esattamente che cosa stia succedendo, poichè nemmeno presso le vespe esiste una informazione obiettiva e neutrale.
L’importante è che si faccia un gran bailamme.

Qui una famiglia di conigli sta cercando una nuova stalla, forse perchè quella vecchia puzza o perchè non offre protezione contro i predatori di conigli.

Ci sono due opzioni: o si trasloca nella stalla del circolo dei bottegai o in una che appartiene alla volpe. Nel primo caso si rischia che i conigli finiscano nella grande distribuzione a prezzi scontati, nel secondo caso è verosimile che la volpe chieda poi l’affitto in natura.
Secondo il principio dell’autodeterminazione dei popoli i conigli hanno votato liberamente per la seconda possibilità.
Tumulto nel circolo dei bottegai e sdegno oltre il grande stagno del villaggio nel branco di lupi che già cacciò e azzannò a morte parecchi innocenti conigli.

I piccoli bottegai mostrano i muscoli. Il grasso bigatto bianco che si crede un fiero gallo sul mucchio del letame canta a più non posso e sbatte all’impazzata le sue ali immaginarie, essendo lui il grande capo di una potenza mondiale (Sire, lei ha letto troppi libri di Asterix!)
Anche gli altri piccoli bottegai digrignano i denti, stringono i pugni in tasca, roteando gli occhi. Il fatto che la volpe gli abbia rovinato un buon affare è troppo. Decisamente troppo!

Schiamazza l’oca, stride lo scarafaggio fra le tagliatelle, striscia l’orbettino, secerne muco e abbaia e urla e inveisce e grida e grugnisce e gracchia e al di sopra di tutto questo starnazza la gallina, la buona e cara madre chioccia che stende affettuosamente le sue ali sulla società adirata, per ristabilire la calma nella stalla.

E guarda un po’… tutti si accucciano e ascoltano il chiocciare monotono e soporifero della loro capa.
I bagliori si disperdono, l’incendio mondiale non avrà luogo e gli avvoltoi devono cercarsi una nuova vittima…

(Traduzione di R. Battilani)

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Johann Widmer

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Ottobre – Orizzonte

Acrilico su tavola, 48 x 45 cm (2011)

 

Al giorno d’oggi è ancora lecito dipingere dei paesaggi o quadri che ricordano paesaggi nel momento che la pittura è stata dichiarata morta e superata? Possiamo ancora dipingere dei quadri che prendono in considerazione i nostri sentimenti estetici e che rallegrano il nostro animo? “Con la pittura non si può esprimere più niente”. Questa è la frase che attualmente si sente dire spesso e senza pensarci troppo. Ma – siamo sinceri – cosa esprimono le tante sciochezze postmoderne e concetti d’arte pseudo-intellettuali?

Ma tralasciamo la polemica e rallegriamoci dei quadri che ci piacciono. Hegel riteneva che un’opera d’arte non esiste per sè stessa ma per un pubblico che, guardando e godendola, riesca a instaurare un dialogo con l’opera. Una opinione obsoleta?

Come se l’uomo, da allora, si fosse evoluto “in avanti”, diventando più moderno. Dovunque stiamo la nostra esistenza è delimitata da un’orizzonte che non si allarga nemmeno stando sulla punta dei piedi. Anche il nostro pensare ha i suoi limiti, anche qui viene stabilita una linea d’orizzonte che di volta in volta si allarga o si restringe. Potrebbe persino darsi che la nostra linea d’orizzonte abbia l’impronta della regione dove siamo cresciuti e nella quale viviamo. Se si tratta di una linea lontana dove il cielo e la terra si toccano in una pianura quasi sconfinata o di una linea tagliente, dentellata, di vette montane che spingono il cielo più in alto; tutto questo ha sicuramente un’ influenza sul nostro comportamento e sul carattere delle persone.

Persino nel mondo urbano troviamo una linea d’orizzonte che spesso fugge al nostro sguardo, essendo molto in alto tra i grattacieli. All’improvviso il primo piano diventa importante: vetrine, passanti, macchine, cartelli stradali, colori, luci, movimento, fretta… É un mondo senza orizzonte, privo del passaggio dalla terra al cielo, senza alcuna linea che stuzzica la nostra curiosità per vedere cosa ci possa essere oltre…

Ma mai si potrà oltrepassare questa linea.

Qualche volta però constatiamo con stupore che la linea d’orizzonte è sparita o percepita solo vagamente perchè si è aperta una nuova dimensione; la nebbia che lascia sparire gli orizzonti interni ed esterni.

Un preludio per pianoforte di Claude Debussy “Brouillard” esprime molto bene l’atmosfera di questo quadro, pur non essendoci delle sfumature blu-grigie e gialle come nella musica. Ma questo è già il motivo per un quadro nuovo.

(Traduzione di R. Battilani)

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Johann Widmer

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Scrivolo

i racconti del nano grafomane

http://www.scrivolo.it

Segnalibri Sant’Agostino

Segnalibri Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant’Agostino. Un’occasione, per noi, per ricordare il grande lettore (e scrittore!), morto 1583 anni fa.

Da stampare fronte e retro e  ritagliare: [download id=”52″]

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Dr J. Iccapot