giallo da mare

Le onde quella mattina carezzavano dolcemente la spiaggia, la tempesta dei giorni precedenti, il vento e le onde alte erano ormai soltanto un ricordo. Sulla battigia, milioni di piccole “bocche” rilasciavano l’aria rimasta intrappolata al passaggio dell’ondata.

Tutto era tranquillo. I bambini giocavano a fare castelli di sabbia, o più semplicemente larghe buche con alte “mura” come riparo dalle onde, solo a volte ornate di sassi, conchiglie o alghe marine.

In distanza la musica di un animatore, faceva ballare i ragazzi lì vicino e dava il tempo ai giochi di tutta la spiaggia. Ai ragazzi che urlavano di gioia per l’ultimo gol o alle grida delle persone infastidite da quei palloni che attraversavano tutta la spiaggia portandosi dietro una nube di sabbia. Alle palline da tennis che correvano tra una racchetta e l’altra di quella coppia che pochi minuti dopo sarebbe andata a rinfrescarsi in mare, o di quello zio che rideva vedendo i progressi del piccolo nipote che con quella racchetta in mano sembrava un perfetto giocatore immortalato negli scatti fotografici della madre.

Più in là, dove ormai la sabbia era stata riscaldata dal sole, solo a tratti coperto da piccole nuvole passeggere, ancora un mondo di personaggi, ognuno con la propria vita, ognuno con i propri affetti, ognuno con una storia, a volte da continuare altre volte da inventare. Una famiglia festeggiava la promozione del figlio, e poco distante un cellularomane con occhiali neri, lontano dal suo ufficio in centro, si atteggiava a dare ordini col suo fido telefono come a spostare migliaia di euro sui mercati di tutto il mondo.

Nello stesso luogo e nello stesso istante, un ragazzo tentava un qualche approccio con la figlia dei vicini di ombrellone. Una conchiglia, la proposta di un gelato e poi ancora un bagno insieme, o forse una passeggiata.

Ma nel frattempo una sdraio, in una zona più riservata, riparata da un ombrellone stanco e accaldato, pensava ai vecchi tempi, di quando, ancora fino alla scorsa estate, ospitava sulle sue stoffe le più belle dive della spiaggia. Ricordava decine di ombrelloni a corteggiarla ogni sera e il corpo di una ragazza bellissima spalmato sopra.

Invece quella estate era cominciata decisamente male e il mal tempo aveva ritardato l’arrivo degli ospiti di maggior pregio. In particolare una coppia russa aveva aspettato, barricata nella villa presa in affitto, l’arrivo della bella stagione. Solo qualche tuffo in piscina da parte della signora, ormai impaziente di toccare quel mare e portarne i ricordi alle amiche rimaste nella gelida terra natia. E quel sole era proprio quello che serviva per andare in spiaggia.

Li aveva sentiti parlare la mattina presto, mentre sistemavano le sdraio e gli ombrelloni per l’arrivo dei bagnanti: i bagnini ridevano di quella coppia straniera così ricca ed anche generosa, vista la grossa mancia che gli addetti alla piscina della villa andavano vantandosi da giorni. Per loro avrebbero riservato la migliore sdraio della spiaggia, e certo non poteva essere che lei, e difatti un brivido freddo corse attraverso i fili intrecciati e colorati del suo schienale.

Erano ormai le 11.30 quando un uomo alto e corpulento, pieno di collane d’oro si affacciò sulla spiaggia. I bagnini si diressero subito da lui per accoglierlo ed esaudire i suoi desideri, e magari godere delle sue famose mance. Subito dopo apparve la moglie, una biondona alta, due spalle da uomo, e una quantità di oro addosso pari al suo peso.

I bagnini accompagnarono la coppia verso la Sdraio, portando come in un cerimonioso corteo ogni sorta di cocktail e cibarie, frutta esotica e patatine. I due russi squadrarono superficialmente l’angolo di paradiso a loro riservato, la donna sistemò il suo enorme telo sulla sdraio e vi si distese.

Subito il primo crack fragoroso annunciò la tragedia che dopo pochi attimi si concluse: la signora e la sdraio erano a terra, l’una pretendendo aiuto dai poveri bagnini che stavano cercando di rialzarla senza lasciar trapelare le grosse risa che rimbombavano dentro i loro polmoni. L’altra pronta ormai per il suo ultimo saluto alla spiaggia ed ai suoi amici che si protendevano tutti verso di lei.

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Juan

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