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	<title>Scrivolo &#187; occhi</title>
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		<title>Lo spacciatore d&#8217;occhi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 06:30:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un racconto di Giulia Riccò Il vicolo era mal illuminato e puzzava come una latrina. Mi metteva a [<a href="http://www.scrivolo.it/2009/10/lo-spacciatore-docchi/">continua...</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="tweetbutton413" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fgoo.gl%2FCynib&amp;via=scrivolo&amp;text=Lo%20spacciatore%20d%26%238217%3Bocchi&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.scrivolo.it%2F2009%2F10%2Flo-spacciatore-docchi%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.scrivolo.it/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div><p style="text-align: right;font-style:italic">Un racconto di <a title="Gli ospiti: Giulia Riccò" href="http://www.scrivolo.it/gli-ospiti/giulia-ricco/">Giulia Riccò</a></p>
<div class="no_indent"><img class="aligncenter size-full wp-image-424" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" title="spacciatore d'occhi" src="http://www.scrivolo.it/wp-content/uploads/2009/10/spacciatore-docchi.jpg" alt="spacciatore d'occhi" width="400" height="266" /></div>
<div class="no_indent">Il vicolo era mal illuminato e puzzava come una latrina.<br />
Mi metteva a disagio. Quando entrai nel piccolo negozio mi sentii anche peggio.<br />
Come c&#8217;ero finito in quella situazione?<br />
Ah già. Era stata Nike.<br />
Nike, lei era una di quelle che ti convincono, che quando le incontri non le puoi dimenticare.<br />
La vidi la prima volta al pub del guercio qualche mese prima. Si sedette accanto a me come farebbe una vecchia amica e, dopo essersi presentata, cominciò a parlare liberamente.<br />
Mi sentivo bene con lei accanto, anche se pensai che fosse un po&#8217; strana. Non ci provai nemmeno, la confidenza che mi dava era quella che si danno due amici e non lasciava trapelare altro.</div>
<div class="no_indent">
<p>Non so come ma, alla terza pinta di birra, finimmo col parlare della visione che ognuno di noi aveva della vita.<br />
Gli esposi le mie opinioni e lei mi ascoltò in silenzio. Aveva uno strano scintillio negli occhi e fu lì che mi accorsi che aveva un occhio viola e uno nero.</p>
<p>«Dovresti andare nel negozio del signor Foster» mi disse quando terminai. “Lui ti regalerebbe una visione del mondo più&#8230; sferica! Sei troppo estremista nelle tue idee, rammenta che ci sono diversi modi di vivere la vita. Per viverla intensamente intendo”.<br />
Risi. “Cosa venderà mai questo magnifico Signor Foster per fare una meraviglia del genere” la schernii.<br />
Lei rimase seria. Solo un piccolo e ambiguo sorriso sulle labbra. “Non posso svelartelo se ti va vacci, sta nel vicolo dei ciechi. Digli che ti mando io lui farà il resto.”<br />
Prese un sottobicchiere e scrisse, con bella calligrafia, l&#8217;indirizzo, la parola sfera e con affetto Nike.<br />
“Dagli questo, lui farà il resto.” disse infilandomi il sottobicchiere in tasca.</p>
<p>Non incontrai più Nike e non pensai più a questa storia. Almeno fino a questa mattina, quando ritrovai quel sottobicchiere. Lo rigirai a lungo tra le mani prima di decidermi. Mi vestii, lo infilai nella tasca della giacca e mi avviai a lavoro. Ci sarei andato una volta finito il servizio fotografico per il giornale, pensai.<br />
E così, a sera andai in quel vicolo puzzolente, dentro quel negozio di chincaglieria grande quanto uno sgabuzzino.<br />
“Buona sera posso aiutarla?” chiese una vocina dietro al bancone. Ebbi una sgradevole sensazione quando incrociai lo sguardo dell&#8217;ometto che aveva parlato. Aveva una faccia da topo e le mani ossute che sfregava con vigore. Gli occhi poi erano qualcosa di inquietante e ipnotico. Due pozzi neri senza fondo. Si poteva perdere il senno a guardarli troppo a lungo.<br />
“Ecco&#8230; io&#8230;” Balbettai agitato. “Veramente io non saprei. Nike mi ha dato questo e mi ha detto di dirle che mi manda lei.” Misi il sottobicchiere sul bancone per evitare un qualsiasi contatto fisico con quell&#8217;uomo.<br />
Il sorriso che apparve sul volto del signor Foster era qualcosa di spaventoso, era come se il suo volto fosse stato tagliato da un coltello affilato.<br />
“Molto beeeene!” disse con una cadenza fastidiosa. “Mi segua caro signor ?”<br />
“Sullivan” Dissi mentre lo seguivo.<br />
Non ricordo molto bene quello che accadde dopo. So solo che quando mi svegliai la testa mi pulsava fastidiosamente e Nike era al mio fianco.<br />
“Ben svegliato” mi disse sorridendo. La trovai differente dall&#8217;ultima volta. Non so cosa fosse ma mi sembrava di vederla sotto una luce differente. Ebbi una fitta di dolore alla parte sinistra della testa.<br />
“Cosa&#8230; cosa mi ha fatto?” Domandai guardandomi intorno. Ero sdraiato in una stanza completamente bianca, c&#8217;era odore di disinfettante e di incenso.<br />
“Una piccola meraviglia” Disse dolcemente Nike. Si alzò e andò a versare in una tazza del liquido caldo. “Bevi, ti farà passare il dolore.” Disse porgendomi poi la tazza.<br />
Passò un po di tempo e il dolore passò. Rimasi nella stanza ancora due giorni poi finalmente riuscii ad alzarmi.<br />
Nike ogni tanto veniva a trovarmi per il resto del tempo restavo da solo.<br />
Quando uscii mi accorsi che qualcosa era cambiato. Non riuscivo a definire cosa ma più mi guardavo attorno più mi accorgevo che sentivo le cose diversamente. Più che altro vedevo le cose diverse. Il negozio, che prima mi sembrava angusto e inquietante, ora lo vedevo come un piccolo gioiello di curiosità, lo stesso Signor Foster, che non avevo più visto da quella sera, mi sembrò meno inquietante, addirittura gentile. Passando davanti a uno specchio notai qualcosa. I miei occhi erano diversi. Il destro era come sempre ma il sinistro aveva un altro colore. Avevo un occhio grigio e uno nero. Guardai prima Nike e poi il signor Foster perplesso.<br />
“Ma&#8230; ma cosa avete fatto?! Perché i miei occhi sono così?” Domandai leggermente spaventato.</p>
<p>“Non è nulla ragazzo mio” disse il signor Foster con tono pacato. “E&#8217; solo una magia per farti vedere il mondo in più maniere. Diciamo che è la piccola magia dello spacciatore di occhi.”<br />
Da allora non vidi mai più né Nike né il Signor Foster.<br />
In compenso vidi molte più cose a cui un tempo sarei stato cieco.</p></div>
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