Non tutti hanno la sfortuna di possedere una siepe di alloro. Che sia sfortuna lo so per certo e da tempo: le poetiche piante che coronano la mia casa, alte quasi tre metri, richiedono annualmente l’intervento di ben prezzolati potatori, tolgono luce al giardinetto sottostante e, particolare non secondario, ogni primavera a causa della fumaggine (malattia fungina purtroppo non letale) producono secrezioni appiccicose che sporcano i vestiti e attirano insetti molesti. Come se non bastasse, di recente una nuova disgrazia si è aggiunta all’elenco: i merli.

Il merlo in sé non è creatura nociva o repellente: ha piumaggio nero ma becco sgargiante (giallo nelle femmine, arancione nei maschi), cerca gli insetti di cui si nutre nella terra e qualche volta può mettere sottosopra un vaso da fiori però non danneggia le colture, fischietta o chioccola senza infastidire il prossimo e, di sicuro, piace ai cacciatori perché sono felici di averlo a pranzo. Tutto sommato sembra un volatile che vive e lascia vivere: non fa nulla di male, non sporca, è persino commestibile e quindi utile anche agli occhi di quella parte di umanità che non ama gli animali…direi che ha un solo grosso difetto: tende a nidificare nelle siepi, in particolare nella mia.

Non è la prima volta che una coppia di merli si accasa da queste parti: ci sono molti alberi nei dintorni ma un campagnolo informato mi ha spiegato che questi uccelletti prediligono abitare nel fitto delle siepi. A mio parere così rischiano di diventare bocconcini per un eventuale gatto che passeggi sul muretto del giardino, ma la Natura non detta a caso le sue leggi e ci sarà un motivo anche per la loro scelta.

Così, questa primavera, quando l’ennesima coppia di merli ha preso in comodato un ramo di alloro a due metri di distanza dalla finestra della mia camera, non mi sono stupita.

Prima hanno deciso di costruire il nido in una posizione invisibile dal cielo (ma non da terra), poi si sono dati da fare per accatastare stecchini erbe e brandelli di plastica, infine la signora Merlo ha deposto un uovo: poco dopo è nato un pulcino. Immediatamente i genitori, come tutti i genitori, si sono messi a svolazzare qua e là cercando il meglio per il figlio: i vermetti più rosei, gli insetti più grassottelli (anche loro di certo avranno genitori ma evidentemente distratti) e altre prelibatezze merlesche.

Il campagnolo informato che, di tanto in tanto, mi illumina riguardo alla coltivazione dei campi, all’arte culinaria, alla linguistica, alla letteratura italiana e straniera, non sembrava però contento della soluzione logistica adottata dai merli. Osservava la famigliola e scuoteva la testa:

“I gatti…le gazze…ho sentito un gran baccano qualche giorno fa!”

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Rosanna Bogo

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