Acrilico, 35 x 50 cm (2011)

 

Rosso-magenta, un rosso che non diventa mai veramente allegro, che ha perso il suo calore per opera di una leggera sfumatura blu, diminuendo la forza intrinseca del rosso. Nella freddezza del colore si intuisce una silenziosa maliconia, il rosso vivace del sangue diventa colore di lutto. E’ il colore dei martiri come il rosso-carminio in fondo al quadro, forse meglio intenso come colore del fanatico. Il rosso ha nuovamente acquisito calore senza tuttavia essere un fuoco divampante, è piuttosto il colore della brace misteriosa, un focolaio che – in ogni momento – potrebbe trasformarsi in una tempesta di fuoco.

Ma quello che conferisce veramente vita al quadro sono le linee e i punti.

La orizzontale, simbolo di sicurezza, sensazione di terra e fermezza diventa qui un fattore imprevedibile, addirittura „insicurezza“, dovuta alla piega che la orizzontale prende verso il basso. La linea sottrae all’osservatore la terra sotto i piedi e lo trascina con sé fino al punto più profondo. La linea stessa si è sciolta, è fatta di piccoli segni diffusi che si possono interpretare come una specie di scrittura che suggerisce una sorta di comunicazione proveniente da un mondo sconosciuto.

Mentre la orizzontale è sinonimo di equilibrio statico e di esistenza immobile, la verticale è sempre legata al movimento; cade dal cielo o cresce dal basso verso l‘alto. In qualsiasi direzione si muovano le verticali – allineate come in questo quadro – rappresentano una divisione del tempo, una sequenza di ritmi, sono musica. Come per esempio la musica di Philip Glass che scrisse delle composizioni nelle quali si ripetono sempre sequenze di suoni simili che possono ispirare un quadro come questo.

Non è una musica facile ma ci si può immedesimare e imparare ad apprezzarla ascoltandola attentamente, trovando il tempo necessario e disponendo di una certa calma interiore.

(Traduzione di R. Battilani)

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Johann Widmer

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