Acrilico, 40 x 50 cm (2013)

 

Sarc è il titolo di un assolo per oboe di Maurice Ohana. Qualsiasi cosa possa significare questa parola (in una qualche lingua avrà pure un senso), la musica ha comunque qualche cosa di affascinante. Dalla linea melodica si distaccano certi effetti speciali che salgono come perle colorate, diventando indipendenti e libere.

Liberarsi da costrizioni e convenzioni, crearsi spazi, aprirsi al nuovo, prendersi delle libertà, tutto questo conduce all’universale concetto di LIBERTÀ.

La libertà in sè è uno stato naturale delle cose o esiste soltanto in relazione alle costrizioni e alle limitazioni?

Un testo aderente a questo tema che merita di essere letto l’ha scritto la filosofa ginevrina Jeanne Hersch: “l’incapacità di sopportare la libertà”.

Ma quanto grandi sono realmente le nostre libertà, quelle possibili e praticate, e cosa possiamo fare veramente contro la costrizione e la limitazione?

Citazione: “gli uomini con una libertà esteriore limitata, diventano capaci di una libertà interiore che si traduce in resistenza e operatività.”

Pensiamo soltanto un’attimo a quanto limitata sia la nostra libertà per opera di leggi nuove, varate da parte dei parlamenti di tutto il mondo; ogni giorno aumentano e spesso pensiamo che siano giustificati. Quando succedono fatti che ci turbano o ci sconvolgono, immediatamente chiediamo ad alta voce una legge…

Chiediamo protezione, ordine, giustizia e intanto dimentichiamo che questo va a scapito della libertà.
E se ci mettessimo un po’ di auto-responsabilità?

Per una volta lasciamo che le banane e i cetrioli crescano storti, così come lo vogliono loro. Chiediamoci piuttosto quanta libertà ci rimane veramente, con tutte le costrizioni che accettiamo e che limitano la nostra libertà esteriore. Fuga nella libertà interiore?

La libertà mancante dev’essere rivendicata, pur rischiando che la primavera araba possa trasformarsi rapidamente in un cupo autunno e in un feroce inverno.

Inoltre ci sarebbe da menzionare un altro titolo di Jeanne Hersch: “la portata e i limiti dell’azione politica”.

Citazione: “non si possono voltare le spalle alla politica quando non ci se ne occupa, è lei che si occupa di noi; è meglio prevenire e scegliersi una posizione di lotta in questo sporco distretto” o “in politica non contano le buone intenzioni. Questa è la dura regola del gioco…”.

Questi sono testi dell’anno 1974 che non perderanno mai la loro attualità.

Persino nelle elezioni libere, cosiddette democratiche, abbiamo il dovere di intervenire nel limite del possibile. Abbiamo pur sempre la libertà di scegliere tra la peste e il colèra, con la vaga e celata speranza che da lì possa nascere, magari più tardi, qualcosa come una vera democrazia.

Intanto, godiamoci le libertà a noi concesse, sperando in una nuova primavera.

(Traduzione di R. Battilani)

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Johann Widmer

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