Febbraio 2014 - Il Principe di LegnoAcrilico 60 x 70 cm (P1401)

 

I colori terrosi come ocra, terra di Siena o terra d’ombra ci trasmettono quasi sempre solidità, intimità e attaccamento alla terra. Sono anche i colori della semplicità e della povertà. Ma trasmettono sempre un certo calore e fiducia. Una speranza silenziosa penetra con il giallo attraverso l’ocra rossiccio, è una luce che sfida ogni minaccia.

Per Kandinsky il colore marrone possiede un suono esteriore sottomesso dal quale ne scaturisce uno interiore forte e violento. “Attraverso l’uso del marrone si crea una indescrivibile bellezza interiore.”

É questa bellezza interiore che ci fa pensare al legno, alla terra calda e feconda e ad una vita gradevole, confortevole e protteta. Ma forse soltanto le persone che passano la loro vita sulla e con la terra lo vedono così, per gli altri “terra” significa sporcizia e sudiciume. Un berlinese vede magari nel color marrone solamente gli escrementi del cane e un pezzo di legno al naturale potrebbe recare disturbo all’unità architettonica di un appartamento moderno.

Il marrone caldo ci fa pensare alla vita e alla crescita, ma anche alla morte e alla putrefazione. Il marrone freddo indica terre magre o delle costruzioni audaci, di cemento, che dominano con una loro estetica, il paesaggio.

Questa ambivalenza grava sull’impiego dei colori terrosi, ma allarga le possibilità di vivere e interpretare un quadro.

Nella musica di Béla Bartok riemergono sempre di nuovo dei suoni della terra. Sarà forse per le molte indicazioni concernenti la musica popolare e il loro legame con la terra o forse è una particolarità della sua musica e della sua bellezza interiore. In ogni caso sono questi i colori, quando nel “principe di legno” gli alberi iniziano a danzare…

(Traduzione di R. Battilani)

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Johann Widmer

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