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I segnalibri di Sant'Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant'Agostino. Noi abbiamo preparato dei segnalibri, utilizzando l'opera di Simone Martini. Potete scaricarli dall'area di download.

 

Articoli con tag Giovani

La morte e la fanciulla

Quando l’impiegata del Protocollo le riferì, quasi per caso, che la collega Marconi dell’Ufficio Passaporti era da mesi in aspettativa Carla si stupì: non aveva notato la sua assenza.

In effetti non erano amiche, non lavoravano neanche sullo stesso piano, ma a Carla sembrava una persona a modo e con lei scambiava volentieri quattro chiacchiere davanti alla macchinetta del caffè o attendendo di timbrare il cartellino all’uscita.

“Non lo sapevi? – aggiunse seccamente l’impiegata del Protocollo – la figlia è malata e lei non se la sentiva più di venire al lavoro…quelli del Personale hanno sbrigato la sua pratica a tempo di record. Capirai, si tratta di una faccenda seria e quando ti prende a quell’età dicono sia peggio.”

Per deformazione professionale la signorina Baldi, detta Leccafrancobolli, era abituata a trattare le informazioni come meri dati da trascrivere nell’apposito registro del Protocollo e, di solito, si vantava di essere muta come una tomba riguardo alle notizie apprese per ragioni di  servizio; la ‘disgrazia’ però era già di pubblico dominio e le sembrava giusto che tutti in Prefettura fossero al corrente della situazione, nel caso si imbattessero nella Marconi per strada o in un negozio.

Carla aveva incontrato la figlia della collega solo una volta e di sfuggita, anni prima. Era venuta per vedere “dove lavorava la mamma”, una curiosità che quasi tutti i bambini manifestano, e si era intrufolata nella sua stanza, inseguita dal padre. Dopo tanto tempo non ricordava quasi nulla di lei, a parte una gran massa di ricci biondi.

“Fa lo stesso…adesso comunque non la riconoscerei più – pensò, sospirando all’idea degli anni trascorsi –  però deve essere ancora una ragazzina, perché la madre è del…-  Carla fece un rapido calcolo e si rese conto di avere ben dodici anni più della Marconi – com’è giovane…beata lei!”

Intanto aveva raggiunto la porta del suo ufficio ed entrò nella stanza con un’espressione tesa in volto: la notizia, anche se riguardava una persona quasi sconosciuta, l’aveva turbata.

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Rosanna Bogo

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Balconing

Erano giovani inesperti e stare in gruppo li rassicurava. Il più audace, in piedi su una sporgenza a metà del  palo di un lampione, propose ai  compagni “Buttiamoci da quassù!.”

“No, troppo alto –  sentenziò il ‘capo’, considerato il più esperto perché aveva già ripetuto tre volte la prova d’iniziazione, sempre con ottimi risultati – qualche burba potrebbe farsi male.”

Un grassottello pessimista che dubitava di sopravvivere a quella ‘eroica’ giornata tirò un respiro di sollievo. Già si immaginava venire giù da quell’altezza spaventosa in verticale e spiaccicarsi a terra come un uovo.  Che colpa aveva se era il solo figlio rimasto a sua madre e lei lo rimpinzava per tre!

“Allora andiamo lì, su quella costruzione più bassa” propose un tipo agitato che aveva fretta di mettersi in mostra o, forse, di levarsi il pensiero. L’edificio era un casotto ad un piano: “misura giusta” sentenziò il ‘capo’e nessuno osò criticare la sua affermazione.

Si raccolsero tutti sul tetto piatto e incatramato della piccola costruzione. Alcuni si sporsero dal parapetto per valutare meglio l’altezza: anche scendere da là non era uno scherzo, pensarono.

“Per me si può fare, davvero!” disse il ‘capo’, rassicurando i compagni.

Al grassottello sembrava comunque un salto troppo pericoloso: dopo tutto erano dei principianti e, da lì, l’effetto ‘pera marcia’ poteva essere letale!

I più paurosi, riuniti in un angolo, decisero di buttarsi sui tettucci delle macchine parcheggiate per attutire il primo colpo, e poi scendere a terra. Il loro confabulare insospettì il ‘capo’.

“Niente trucchi, intesi! le macchine sono escluse: questa è una prova d’iniziazione, non un gioco: dobbiamo dimostrare cosa sappiamo fare davvero, i pivelli che se la fanno sotto possono tornare dalla mamma. E chi bara se la vedrà con me…”

“Spicciamoci” disse l’audace, arrivato sul tetto per ultimo. Scendere dal suo lampione non era stato facile.

“Sì, non perdiamo tempo, comincia a fare freddo, dobbiamo essere pronti ad affrontare il futuro” osservò un tipo smagrito e tremolante. Probabilmente veniva da una famiglia numerosa, ma in certe situazioni, pensò il grassottello, meglio essere pelle e ossa che tondi come palle.

“Che c’è, tremi di paura?” gli chiese l’audace.

“No, ho freddo. Non lo vedi che sono poco coperto!” rispose il magro. E forse era vero.

“Ma se ci facciamo male come torniamo a casa?” chiese uno dei pavidi.

“Chiudi il becco. Se ti rompi qualcosa a casa non ci torni” rispose il “capo” seccamente.

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Rosanna Bogo

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Il 10 era in ritardo

Marcella camminava appoggiandosi al bastone, ma più per abitudine che per necessità. Quando era ancora una ‘giovane’ sessantenne si era slogata malamente una caviglia e, da allora, non aveva più lasciato la sua fidata gamba di legno. Ora gli anni erano settanta e quel sostegno, sebbene non indispensabile, la faceva sentire più sicura se doveva percorrere un marciapiede un po’ sconnesso o scendere una scala priva di corrimano.

Nonostante gli acciacchi e l’età andava di fretta: voleva arrivare in orario alla fermata del 10 ma era già rassegnata ad attendere un bel po’ il passaggio del suo autobus.

Nel tardo pomeriggio i mezzi pubblici, imbottigliati nel caos del traffico, avevano una frequenza casuale e gli aspiranti viaggiatori dovevano affidarsi alla loro buona stella. A volte il ritardo era minimo, però non si trattava di un miracolo: l’autobus passava in orario solo perché aveva saltato del tutto la corsa precedente e se uno degli ultimi arrivati alla fermata lodava la precisione svizzera del trasporto pubblico cittadino, gli sventurati in attesa da quasi un’ora non mancavano mai di svelare all’ottimista novellino l’arcano paradosso.

Marcella da più di un mese prendeva tutti i giorni il 10 ed era ormai abituata a questi inconvenienti: si affidava alla sorte e pazientava. Quel giorno però non aveva proprio voglia di aspettare.

Appena giunta alla fermata notò subito la presenza di una rumorosa comitiva di adolescenti. Annoiati e stanchi di trafficare con il telefonino o di spararsi musica nelle cuffiette, per passare il tempo giocavano a darsi spinte e calci, incuranti del fastidio arrecato alla piccola folla di viaggiatori in attesa sotto la pensilina. Piovigginava e nessuno se la sentiva di rinunciare alla protezione della tettoia.

Una signora di mezza età, per schivare uno dei ragazzi urtò leggermente Marcella e subito si scusò:

“I giovani! Hanno l’argento vivo addosso. Io lo so bene, sono nonna!”

“Io no – disse gelida Marcella – e comunque mi vergognerei di avere nipoti simili”.

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Rosanna Bogo

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Scrivolo

i racconti del nano grafomane

http://www.scrivolo.it

Segnalibri Sant’Agostino

Segnalibri Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant’Agostino. Un’occasione, per noi, per ricordare il grande lettore (e scrittore!), morto 1583 anni fa.

Da stampare fronte e retro e  ritagliare: [download id=”52″]

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Dr J. Iccapot