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I segnalibri di Sant'Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant'Agostino. Noi abbiamo preparato dei segnalibri, utilizzando l'opera di Simone Martini. Potete scaricarli dall'area di download.

 

Articoli con tag Frate

Rapito! – 3

Terza e ultima parte.

Qui la Seconda parte.

Erano trascorse ormai due settimane dal furto nel Convento di San Giuseppe e le indagini non progredivano, tuttavia ogni mattina il maresciallo Pullizzi, detto Regolo, apriva coscienziosamente il fascicolo ‘Zacchia’, dava un’occhiata alla foto del rapito cercando di scoprire in quell’immagine sfocata un particolare che aveva trascurato, rileggeva le poche carte contenute nel raccoglitore con la speranza di trovare la traccia di una nuova pista da seguire, e si chiedeva a cosa mai potesse servire il corpo di un povero frate. Il movente, lo sapeva bene, è quasi sempre la chiave di lettura di un reato.

La visione del programma ‘Verità nascoste’, la sera precedente, gli aveva suggerito una possibile soluzione: truffa. Da morto il conte Cagliostro aveva solo qualche vaga somiglianza con il povero Zacchia, ma l’età, l’anno di morte, le cause naturali del decesso erano coincidenze sospette, senza contare la strana sensazione di deja vu che aveva provato di fronte al teschio del presunto Balsamo. Chiamò Trotti.

“Dovresti cercare in quel tuo Internet notizie su un certo Balsamo Giuseppe…una specie di mago vissuto nel Settecento.”

“Anche lei, maresciallo, ha visto il programma di Longoni ieri sera? Certo a volte le spara grosse, ma riguardo a Cagliostro non ha detto cavolate; tempo fa ho letto un libro sull’argomento e mi pare che davvero il corpo non sia mai stato trovato. Comunque non mi sembra una gran perdita, considerato che si tratta della tomba di un delinquente, un truffatore che ha vissuto da gran signore. Non mi piace chi si approfitta degli ingenui. Si figuri, fosse per me, quelli che in televisione reclamizzano le creme della giovinezza, i numeri del lotto sicuri, il sale antimalocchio o leggono le carte e fanno l’oroscopo starebbero tutti in galera.”

“A confronto della media dei delinquenti sono moscerini – replicò Pullizzi – e oggi manco se ammazzi il Papa ti tengono dentro a vita, figurati se imbrogli qualche allocco!”

“Certo, fanno un danno modesto però colpiscono i più deboli. Magari per una nonnetta pensionata la perdita di cento euro succhiati da quei vampiri equivale al furto di un diamante per Bulgari. Quando sento palare di microcriminalità mi girano…”

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Rosanna Bogo

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Rapito! – 2

Seconda parte.

Qui la Prima parte.

L’indomani mattina si presentò al convento un funzionario della Soprintendenza: era stato segnalato il furto di un bene demoetnoantropologico e quindi l’Ufficio competente doveva verificare la situazione ed avvertire il nucleo tutela presso il Ministero dei Beni Culturali.

Il funzionario osservò che le finestrelle a livello del piano stradale non erano sicure e questo comprometteva la sicurezza non solo dei ‘mamozzi’ appesi nella cripta, ma anche delle opere  d’arte, grandi pale d’altare del ‘600, conservate nella soprastante chiesa. Al termine del sopralluogo, prima di salire sull’auto di servizio, il funzionario chiese  se era possibile vedere una foto del bene sottratto.

Crescentino avrebbe voluto gridare che non era scomparso un bene ma il corpo di un uomo, anzi, un santo uomo che da morto certamente valeva più di tanti vivi in circolazione, presenti inclusi. Conosceva il suo nome, la data di nascita e di morte, le meditazioni religiose che aveva appuntato sul suo piccolo diario: no, non era un oggetto, era un essere umano che aveva amato e sofferto, era fra’ Zacchia. Però rimase in silenzio e corse in archivio a prendere la foto richiesta. Il funzionario la guardò con visibile disgusto, chiese di tenerla per qualche tempo e l’infilò in tasca sgarbatamente, sbattendo la porta dell’auto.

“Via – disse all’autista – un tipo con la faccia altrettanto scocciata – andiamo a respirare un po’ d’aria fresca.”

Il maresciallo iniziò le sue indagini con il solito giro di valzer dei confidenti, ma nessuno aveva sentito parlare di un furto così bizzarro. Qualcuno rise, qualcuno si abbandonò a gesti scaramantici, corna, toccatine, segni di croce, tutti si stupirono che il maresciallo, persona notoriamente seria e attaccata al lavoro  perdesse il suo tempo dietro a simili sciocchezze. E con quello che succedeva il giro…

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Rosanna Bogo

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Rapito! – 1

Prima parte.

Come ogni sera fra’ Crescentino scese la scala della cripta con circospezione: trascinava un carico ingombrante e più di una volta aveva rischiato di rotolare fino in fondo alla rampa con tutto il suo ambaradan.

Del resto spazzole, scope, panni, filo di ferro e un aspirapolvere portatile erano strumenti indispensabili per la toilette dei suoi “vecchietti”, così chiamava le mummie più o meno scheletrite che pendevano dalle pareti dell’enorme ambiente sottostante la chiesa, frati deceduti ormai da secoli ed esposti come memento mori alla vista dei fedeli o, considerati i tempi, come curiosità per turisti amanti del genere ‘dark’.

Dopo aver cenato con gli altri fratelli nel piccolo refettorio del convento, Crescentino si recava nel sotterraneo per togliere le ragnatele, riattaccare le ossa cadute, spesso a causa della curiosità eccessiva di qualche visitatore, sistemare le tonache scomposte, spolverare i crani, spazzare ben bene il pavimento. I fedeli non erano più quelli di un tempo: toccavano i defunti, buttavano cartacce e bucce di frutta dappertutto, insomma non avevano più rispetto del luogo sacro!

Fra’ Crescentino era un trovatello, non aveva parenti, ed era felice di vivere come converso nel convento: si sentiva circondato da ‘fratelli’, come in una vera famiglia, ed anche gli ospiti della cripta facevano parte della sua piccola cerchia di affetti. Quelle mummie rappresentavano, in certo senso, i nonni, gli zii, i genitori che non aveva conosciuto e di cui era lieto di prendersi cura per interposta persona.

Quando entrava nella Cripta per prima cosa si inginocchiava e recitava le preghiere dei morti, poi si metteva al lavoro ma non in silenzio: aveva infatti l’abitudine di chiacchierare animatamente con i suoi muti confratelli appesi alle pareti. Durante il giorno Crescentino aiutava il frate archivista e quindi conosceva, attraverso le carte del convento, vita, morte e miracoli degli abitanti del sotterraneo: così, quando si rivolgeva a fra’ Armando, noto per essere stato un severo Padre Guardiano, chiedeva se i visitatori  si erano comportati bene, oppure suggeriva a fra’ Gaudenzio, organista barocco, il tema per qualche nuovo mottetto e non mancava mai di  raccontare a fra’ Galgario, rinomato semplicista al servizio di Benedetto XIV, le malefatte del fraticello teutonico che si occupava da qualche mese dell’officina di erboristeria.

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Rosanna Bogo

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Scrivolo

i racconti del nano grafomane

http://www.scrivolo.it

Segnalibri Sant’Agostino

Segnalibri Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant’Agostino. Un’occasione, per noi, per ricordare il grande lettore (e scrittore!), morto 1583 anni fa.

Da stampare fronte e retro e  ritagliare: [download id=”52″]

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Dr J. Iccapot