“Ecco, lo sento, sta per cominciare” disse la signora Margherita con tono irritato, posando bruscamente la pentola sul fornello. Il colpo secco risuonò per tutta la cucina e un po’ d’acqua uscì dalla pila, rischiando di spengere la fiamma.

“Sì, hai ragione, manca poco” rispose tranquillamente il marito, senza sollevare gli occhi dal giornale. Il gesto della moglie aveva un chiaro intento provocatorio, ma era sabato, fuori il sole brillava, gli uccellini cantavano e, per nulla al mondo, si sarebbe lasciato trascinare in una discussione domestica, soprattutto prima di pranzo.

“E’ insopportabile, mi fa impazzire. Lo odio, gli torcerei il collo! – proseguì la moglie, sempre più arrabbiata – sono una casalinga, io! a mezzogiorno devo preparare il pranzo per i figli che tornano da scuola: il mio è un lavoro, non un divertimento, e nessuno ha diritto di farmi uscire dai gangheri proprio mentre sto cucinando! E tu potresti almeno darmi ragione, una volta tanto, visto che non intendi reagire!”.

“Ma via, povero Professore! in fondo lo fa solo a mezzogiorno. Certo, se fosse mezzanotte…allora sì che avresti motivi per protestare. E poi, che mi dici di don Anselmo? quando andiamo in vacanza a casa dei tuoi tutte le mattine alle sei ci sveglia suonando a distesa le sue maledette campane e fa bestemmiare mezzo paese senza motivo, perché sa bene, il tonacone, che le vecchiette della prima messa stanno già in chiesa ad aspettarlo da un bel po’! vuoi eliminare anche lui?”

Margherita, cattolica praticante, trovò subito un argomento per controbattere la malevola osservazione del consorte:

“Don Anselmo con le sue campane almeno ci ricorda che abbiamo un’anima e un giorno dovremo renderne conto a Dio.”

“Beh, allora diciamo che il Professor Fausto D’Errico ci ricorda che esiste il tempo e un giorno per noi finirà” replicò conciliante il marito. Quindi girò rumorosamente il foglio del giornale con l’aria di dire “E ora lasciami leggere in pace.”

Margherita lo guardò da dietro le spalle con malcelato disprezzo: “Signor ‘porta pazienza’ dei miei stivali – pensò adirata – sono dieci mesi che questa storia va avanti! fossi io l’uomo di casa… sarebbe già finita da un pezzo, con le buone o con le cattive.”

Poi, per dare sfogo alla sua rabbia, prese il batticarne e iniziò a percuotere furiosamente una bistecca, immaginando di colpire la testa del vicino.

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Rosanna Bogo

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