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I segnalibri di Sant'Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant'Agostino. Noi abbiamo preparato dei segnalibri, utilizzando l'opera di Simone Martini. Potete scaricarli dall'area di download.

 

Articoli con tag Evoluzione

Il merlo, la gazza e il buon Dio

Non tutti hanno la sfortuna di possedere una siepe di alloro. Che sia sfortuna lo so per certo e da tempo: le poetiche piante che coronano la mia casa, alte quasi tre metri, richiedono annualmente l’intervento di ben prezzolati potatori, tolgono luce al giardinetto sottostante e, particolare non secondario, ogni primavera a causa della fumaggine (malattia fungina purtroppo non letale) producono secrezioni appiccicose che sporcano i vestiti e attirano insetti molesti. Come se non bastasse, di recente una nuova disgrazia si è aggiunta all’elenco: i merli.

Il merlo in sé non è creatura nociva o repellente: ha piumaggio nero ma becco sgargiante (giallo nelle femmine, arancione nei maschi), cerca gli insetti di cui si nutre nella terra e qualche volta può mettere sottosopra un vaso da fiori però non danneggia le colture, fischietta o chioccola senza infastidire il prossimo e, di sicuro, piace ai cacciatori perché sono felici di averlo a pranzo. Tutto sommato sembra un volatile che vive e lascia vivere: non fa nulla di male, non sporca, è persino commestibile e quindi utile anche agli occhi di quella parte di umanità che non ama gli animali…direi che ha un solo grosso difetto: tende a nidificare nelle siepi, in particolare nella mia.

Non è la prima volta che una coppia di merli si accasa da queste parti: ci sono molti alberi nei dintorni ma un campagnolo informato mi ha spiegato che questi uccelletti prediligono abitare nel fitto delle siepi. A mio parere così rischiano di diventare bocconcini per un eventuale gatto che passeggi sul muretto del giardino, ma la Natura non detta a caso le sue leggi e ci sarà un motivo anche per la loro scelta.

Così, questa primavera, quando l’ennesima coppia di merli ha preso in comodato un ramo di alloro a due metri di distanza dalla finestra della mia camera, non mi sono stupita.

Prima hanno deciso di costruire il nido in una posizione invisibile dal cielo (ma non da terra), poi si sono dati da fare per accatastare stecchini erbe e brandelli di plastica, infine la signora Merlo ha deposto un uovo: poco dopo è nato un pulcino. Immediatamente i genitori, come tutti i genitori, si sono messi a svolazzare qua e là cercando il meglio per il figlio: i vermetti più rosei, gli insetti più grassottelli (anche loro di certo avranno genitori ma evidentemente distratti) e altre prelibatezze merlesche.

Il campagnolo informato che, di tanto in tanto, mi illumina riguardo alla coltivazione dei campi, all’arte culinaria, alla linguistica, alla letteratura italiana e straniera, non sembrava però contento della soluzione logistica adottata dai merli. Osservava la famigliola e scuoteva la testa:

“I gatti…le gazze…ho sentito un gran baccano qualche giorno fa!”

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Rosanna Bogo

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La logica

La signora Maria aiutò il figlio a scendere dall’auto e subito squadernò un ampio mantello di loden. Con le manine protese il piccolo Giulio tentò di tenere a distanza l’opprimente palandrana che lo minacciava ma, in un attimo, venne avvolto dalla cappa e quasi sparì dietro il verde sipario.

La mamma chiuse il primo bottone del mantello, poi spinse il bambino recalcitrante verso l’ingresso dell’ambulatorio, senza prestare attenzione al suo sommesso piagnucolio: erano in ritardo e non intendeva perdere ancora tempo per una bizza…non il tempo prezioso di un luminare della medicina che le costava tanto denaro e incresciose discussioni con il marito, convinto dell’inutilità di nuovi consulti. E forse, pensò la signora Maria, non aveva tutti i torti.

Quasi ogni mese portava Giulio in ospedale per una visita di controllo e, ogni volta, i dottori esaminavano il bambino, scuotevano la testa e confermavano la prima inesorabile diagnosi; poi, di fronte alle sue lacrime, aggiungevano qualche parola di conforto, evitando però di alimentare illusorie aspettative. Per loro la sentenza era senza appello.

Un cuore di mamma tuttavia non rinuncia facilmente a sperare e se in città capitava un nuovo specialista, subito la signora Maria prenotava una visita per il figlio, sicura che, prima o poi, qualcuno avrebbe scoperto una terapia sperimentale o una tecnica chirurgica rivoluzionaria in grado di curarlo.

Così, in quattro anni di vita, Giulio aveva incontrato un’infinità di sconosciuti vestiti di bianco che lo toccavano qua e là con la faccia seria mentre la mamma stringeva nervosamente un fazzoletto umido tra le mani. Ormai i mobili e le attrezzature degli ambulatori, i bizzarri macchinari per gli esami, le spettrali luci al neon dei corridoi non lo intimorivano più, aveva paura solo delle sale d’aspetto: in quei luoghi, d’inverno, il riscaldamento era sempre al massimo, forse per dimostrare preventivamente ai pazienti l’importanza attribuita al loro benessere dalla scienza medica, ma la mamma non gli permetteva di togliersi il mantello…“Fermo! prendi freddo!” gli diceva, rinfilando inesorabile il bottone nell’asola. Così Giulio trascorreva tutto il tempo dell’attesa boccheggiando per il caldo, con le guance a fuoco e la fronte gocciolante. Se però la stanza era vuota, dopo un po’ la mamma cedeva alle sue insistenti richieste e lo lasciava uscire dal bozzolo.

Con la bella stagione i termosifoni degli ambulatori si raffreddavano, ma Giulio neppure se ne accorgeva perché gli appuntamenti all’improvviso si diradavano: fino al tardo autunno, la mamma era sempre troppo occupata per accompagnarlo dal dottore ed alle visite di controllo in ospedale andava con la nonna.

Poi le temperature iniziavano a calare e la signora Maria riprendeva a frequentare gli studi medici. In quella fredda mattina di gennaio, alle dieci e trenta, doveva appunto incontrare uno specialista reduce da un lungo soggiorno in una famosa università straniera e, contrariamente alle sue abitudini, non era in orario. Uscendo dalla macchina si era accorta con disappunto che ormai mancavano solo venticinque minuti alle undici…di solito, riusciva a calcolare con precisione il tempo necessario per percorrere un qualsiasi tragitto urbano ed arrivava quasi sempre in anticipo, ma quel giorno il traffico doveva essere più intenso del previsto…o forse, pensò, l’agitazione le aveva giocato un brutto scherzo…evidentemente, dopo tanti fallimenti, non si recava a quel genere di appuntamenti con l’entusiasmo dei primi anni, quando dondolava la carrozzina del suo bimbo nelle sale d’attesa di città sempre nuove con il cuore pieno di speranze. Ora una vocina interiore sempre più insistente le ripeteva di continuo le parole che avevano sempre in bocca il marito e la suocera: rassegnati, Giulio non guarirà mai.

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Rosanna Bogo

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Scrivolo

i racconti del nano grafomane

http://www.scrivolo.it

Segnalibri Sant’Agostino

Segnalibri Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant’Agostino. Un’occasione, per noi, per ricordare il grande lettore (e scrittore!), morto 1583 anni fa.

Da stampare fronte e retro e  ritagliare: [download id=”52″]

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Dr J. Iccapot