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	<title>Scrivolo &#187; Estate</title>
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		<title>Modelle sulla spiaggia</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 05:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrix</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="tweetbutton2757" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fgoo.gl%2FOF6u5&amp;via=scrivolo&amp;text=Modelle%20sulla%20spiaggia&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.scrivolo.it%2F2011%2F08%2Fmodelle-sulla-spiaggia%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.scrivolo.it/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div><p><a href="http://www.scrivolo.it/wp-content/uploads/2011/08/cabina.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2758" title="cabina" src="http://www.scrivolo.it/wp-content/uploads/2011/08/cabina.jpg" alt="" width="321" height="500" /></a></p>
<p>Sulla spiaggia assolata gli ombrelloni colorati si confondono ed il caldo rende la sabbia rovente, mentre l’acqua si rifrange tranquillamente su se stessa seguendo il ritmo del vento.</p>
<p>Qualcosa, però, attrae l’attenzione dei bagnanti.  Non i bambini, ma gli adulti si voltano quasi tutti. Non è inusuale vedere sulla spiaggia un fotografo, tuttavia c’è qualcosa che stona, nella scenetta che è sotto i loro occhi in questo momento. Colui che imbraccia la macchina fotografica è completamente vestito, con tanto di camicia a maniche lunghe, scarpe sportive, cappellino e occhiali da sole. Chiaramente è lì per lavorare e non per prendere il sole.</p>
<p>Con lui ci sono due modelle e sono loro ad attrarre l’attenzione dell’intera spiaggia. Una delle due è decisamente bella: capelli lunghi e scuri, fisico scultoreo, un bikini rosso ed essenziale. L’altra non le somiglia affatto: fisico giunonico, forme e rotondità che non si limitano al sovrappeso; la ragazza, peraltro di graziosi lineamenti, è senza dubbio una grande obesa ed indossa un due pezzi che non lascia nulla all’immaginazione.</p>
<p>È lei la prima ad essere fotografata. Gioca con uno scialle dai colori accesi, cambia posa e si mostra senza riluttanza. È questo che sorprende: non tanto le sue forme, quanto il fatto che si esponga con tanta tranquillità agli sguardi di tutti e che si lasci fotografare con tanta disinvoltura.</p>
<p>È il turno della ragazza magra. Lei sì che sembra una modella, con le gambe lunghe e affusolate, i fianchi stretti, il seno prominente. Gli sguardi di tutti stavolta approvano le pose e i movimenti rapidi del fotografo.</p>
<p>“La bella e la bestia” mormora un uomo che ha interrotto la passeggiata per assistere allo spettacolo. I vicini approvano borbottando.</p>
<p>Intanto la ragazza obesa si è sdraiata nell&#8217;acqua bassa, in cerca di una posizione che le sembri degna di essere immortalata. Sembra completamente incurante di quello che le accade intorno, è tutta concentrata su ciò che sta facendo. Si mette una farfalla tra i capelli e muove la testa per vedere che effetto fa. “Oh, guarda, si è arenata una balena!” grida un ragazzo sghignazzando con gli altri del suo branco. Lei deve averlo sentito, ma rimane impassibile. Il fotografo si volta e le dà istruzioni su come muoversi. Le gira intorno e scatta, esattamente come ha fatto poco fa con l’altra, con la stessa cura ed attenzione ai particolari.</p>
<p>La ragazza bella si è messa una maglietta color arancio, che spicca nel contrasto con la sabbia dorata. Anche l’altra cerca nella borsa, estrae una maglietta identica ma visibilmente più grande e la indossa. Poisi passa le mani tra i capelli con un gesto a cui non si può non riconoscere una certa sensualità e toglie il fermaglio a forma di farfalla. In pochi attimi le loro sagome spariscono tra gli ombrelloni. Lo spettacolo è finito, la spiaggia può tornare al suo ozio, sonnolenta ed accaldata.</p>
<p>Image credits: <a href="http://www.postcardroundup.com/seaside-sweetheart">postcardroundup</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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	<p class="firma-autore">Beatrix</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il terrazzino</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 07:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fuchs</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Condominio]]></category>
		<category><![CDATA[Estate]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div id="tweetbutton1107" class="tw_button" style="float:right;margin-left:10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fgoo.gl%2FWNZ5w&amp;via=scrivolo&amp;text=Il%20terrazzino&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=vertical&amp;counturl=http%3A%2F%2Fwww.scrivolo.it%2F2010%2F01%2Fil-terrazzino%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('http://www.scrivolo.it/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div><p><a href="http://www.scrivolo.it/wp-content/uploads/2010/01/Tenda.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1108" title="Tenda" src="http://www.scrivolo.it/wp-content/uploads/2010/01/Tenda.jpg" alt="" width="239" height="417" /></a>È per combattere il caldo che c’è in questa brutta città d’estate che abbiamo coperto il terrazzino con delle tende, verdi, come se fosse il baldacchino di un letto: ci ripariamo così dal sole e cerchiamo di tenere fresco il nostro tinello. Dalle cinque di mattina, ora a cui mi alzo puntualmente dal letto, la porta finestra rimane aperta sino a quando, nel pomeriggio, non entra, caldo, il sole.</p>
<p>Sul terrazzo ci sono alcuni vasi con delle piante che soffrono più di noi, nonostante le mie cure; ci sono un tavolo e due sedie di plastica e, in un angolo, un armadietto di metallo color sabbia, per le scope; per fortuna il terrazzino dà sull&#8217;interno del condominio, al riparo da traffico e smog, cosicché qualche volta io e mia moglie ci possiamo anche pranzare.</p>
<p>Nell&#8217;appartamento sotto al nostro abita una signora di quasi cinquant&#8217;anni, con un ragazzino, un dodicenne dall&#8217;aria poco sveglia, forse anche per via di certi occhiali spessi, ma molto gentile. Non so come stiano con precisione le cose ma lei ha convissuto con un muratore, da cui ha avuto il bambino; il muratore però era ed è sposato e qualche anno fa li ha lasciati per tornarsene dalla moglie. So che lui tutti i mesi le dà un po’ di soldi, per il ragazzino; lei va a servizio da qualche famiglia della zona; in casa ci sono solo la madre, il figlio e una gatta. “Operata”, come dice la signora.</p>
<p>Da qualche mese il muratore è ricomparso, viene a pranzo quasi tutti i giorni; ha i capelli improvvisamente bianchi, ma sempre foltissimi, e una cera poco in salute, lo sguardo febbricitante, la barba mai fatta di fresco. Lei è contenta di questo ritorno e quando parla di lui dice: &#8220;Mio marito&#8221;, ma anche il ragazzino sa che non è vero visto che ha il cognome della mamma. Ci salutiamo se ci incontriamo per le scale, ma niente di più; in effetti, niente di più con nessun altro.</p>
<p>Anche loro tengono la porta-finestra del terrazzino aperta e se c’è qualcuno in casa è come essere tutti insieme; quando capita che abbiano ospiti mi ritiro in tinello, chiudendomi dentro: starò al caldo ma così non mi faccio i fatti loro; sono un povero pensionato ma non sono un impiccione, non lo sono mai stato.</p>
<p>Sabato scorso ero sul terrazzino, al fresco; a dire il vero stavo sonnecchiando o mi ero proprio addormentato, subito dopo la prima colazione. Tutto il giorno non ho nulla da fare e, prima della passeggiata che faccio fino al parco e ritorno per aiutare la mia circolazione e mettermi un po’ di appetito in vista del pranzo, ne approfitto per accumulare le forze; la notte non dormo molto e il caldo del pomeriggio è sempre più spossante per la mia età.</p>
<p>Di sotto, all’improvviso, delle voci di donne mi svegliano: due sono più mature, una più giovane. La sorella e la nipote, penso. Il ragazzino è fuori, a scuola di musica, a quest’ora  (abbiamo anche la fortuna degli esercizi musicali, da un po&#8217; di tempo, ma ci penserà la moglie del macellaio a fare una vociata per le scale e a farlo smettere, uno di questi giorni).</p>
<p>&#8220;La gatta l&#8217;ho fatta operare, sennò era sempre in calore&#8221; &#8220;&#8230;.&#8221; &#8220;Perché così non ci si diverte.&#8221;</p>
<p>&#8220;E&#8217; per questo che ci si diverte?&#8221; chiede la giovane. Si sente un ridacchiare delle signore. &#8220;Antonio una volta lo diceva: quando non sono più buono a farlo mi ammazzo. E ora, è in queste condizioni, proprio lui&#8230;&#8221;. Antonio è il muratore. &#8220;Ma adesso come va?&#8221; &#8220;Come vuoi che vada, fa la terapia, l&#8217;hai visto anche tu com&#8217;è!&#8221;</p>
<p>&#8220;Che vuoi, gli uomini sono così, se non lo fanno sono morti!&#8221; &#8220;E tu?&#8221; &#8220;Io, un giorno sì e uno no!&#8221; risponde la sorella, col tono un po&#8217; grasso di quando ci si confessano faccende goderecce. &#8220;Povero babbo!&#8221; sogghigna la giovane, pensando al genitore che si sottopone alle fatiche amorose a giorni alterni. Hanno tutte e tre la voce di gola che hanno le donne nei momenti di intimità.</p>
<p>Io, ad essere lì, sono imbarazzato, ma non muovo neanche un muscolo per evitare di essere sentito attraverso il pavimento e mettere a disagio le signore, ma anche me stesso, ad essere sincero.</p>
<p>Le sento ancora parlare, per qualche minuto, ma ora non capisco più cosa dicono: per fortuna si sono ritirate nel tinello; dopo un po&#8217; serrano la porta finestra del terrazzo e sento chiudere il loro portone di casa. A dire la verità lo sente tutto il palazzo, mai che lo accostino piano, girando la chiave e tirandolo a sé dolcemente: sempre un bel colpo netto, che rintrona nella tromba delle scale. Ma la ‘macellaia’ questo non lo sente? Almeno gliene dicesse quattro, una di queste mattine!</p>
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