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	<title>Scrivolo &#187; Dughet</title>
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	<description>i racconti del nano grafomane</description>
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		<title>La buca</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 07:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosanna Bogo</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Selva Sacra]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Dughet]]></category>
		<category><![CDATA[S. Agostino]]></category>
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Personaggi:
Primo giovane
Secondo giovane
Un bambino
Una matrona
Un ecclesiastico
Un pittore
La scena si svolge sulla spiaggia di una località dell’Africa settentrionale, nei primi secoli dell’Era Cristiana.
Primo giovane: Questo mi sembra il posto giusto. Su, mettiamoci al lavoro (afferra a due mani la vanga che ha in spalla)
Secondo giovane: Per me siamo troppo vicini a quelle case di pescatori, potremmo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scrivolo.it/wp-content/uploads/2010/02/Dughet.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1176" title="Dughet, S. Agostino (part.)" src="http://www.scrivolo.it/wp-content/uploads/2010/02/Dughet.jpg" alt="" width="494" height="306" /></a></p>
<p><strong>Personaggi:</strong></p>
<p>Primo giovane</p>
<p>Secondo giovane</p>
<p>Un bambino</p>
<p>Una matrona</p>
<p>Un ecclesiastico</p>
<p>Un pittore</p>
<p>La scena si svolge sulla spiaggia di una località dell’Africa settentrionale, nei primi secoli dell’Era Cristiana.</p>
<p><strong>Primo giovane</strong>: Questo mi sembra il posto giusto. Su, mettiamoci al lavoro (afferra a due mani la vanga che ha in spalla)</p>
<p><strong>Secondo giovane</strong>: Per me siamo troppo vicini a quelle case di pescatori, potremmo dare nell’occhio.</p>
<p><strong>Primo giovane</strong>: Senti, prima o poi ci dobbiamo procurare il bambino, quindi tanto vale restare in prossimità dell’abitato. Io scavo e tu porti la rena oltre quella duna.</p>
<p><strong>Secondo giovane</strong>: Mi sembra una fatica inutile, potremmo semplicemente raccogliere la sabbia a lato della buca.</p>
<p><strong>Primo giovane</strong>: Sei sempre il solito scansafatiche! Eppure lo dovresti sapere, con me le cose si fanno bene o non si fanno. La tua montagnola di sabbia farebbe subito capire che qui c’è una buca.</p>
<p><strong>Secondo giovane</strong>: Dicevo così, per dire, il capo sei tu.</p>
<p><strong>Primo giovane</strong>: La buca non si deve vedere da lontano, altrimenti manca l’effetto sorpresa e magari “lui” si insospettisce e passa da un’altra parte.</p>
<p><strong>Secondo giovane</strong>: Non potrebbe comunque evitarla, la spiaggia in questo punto è stretta e costeggia la pineta.</p>
<p><strong>Primo giovane</strong>: Giusto, e “lui” deve per forza passeggiare sulla spiaggia.</p>
<p><span id="more-1175"></span></p>
<p><strong>Secondo giovane</strong>: Forse dovremmo tenerci più lontani dalla battigia, la marea potrebbe ingoiarsi il nostro lavoro. E se si alza il vento? I cavalloni ci metterebbero un attimo a far sparire buca e bambino!</p>
<p><strong>Primo giovane</strong>: E magari l’intero paese potrebbe sprofondare come Atlantide. Se hai finito con il catalogo delle disgrazie di Nettuno mettiti a lavorare!</p>
<p><strong>Secondo giovane</strong>: Credimi, quando siamo in questo Mondo la prudenza non è mai troppa. A proposito, la conchiglia l’hai portata?</p>
<p><strong>Primo giovane</strong>: Siamo al mare, vuoi che non trovi da qualche parte una conchiglia!</p>
<p><strong>Secondo giovane</strong>: In giro io vedo solo gusci di telline del tutto inadatti allo scopo.</p>
<p><strong>Primo giovane</strong>: E cosa vorresti, un nautilo? Comunque se non trovo una conchiglia come si deve vado alla bancarella di <em>souvenirs</em> che sta vicino alle terme…</p>
<p><strong>Secondo giovane</strong>: No, le teme no! Lo sai che non possiamo avvicinarci a quel genere di locali.</p>
<p><strong>Primo giovane</strong>: Porta via la sabbia e non farmi la predica. Ho certi nervi!</p>
<p><strong>Secondo giovane</strong>: Ti capisco, organizzare un evento del genere non è semplice, ci sono troppe variabili. La madre, ad esempio, è un tipo petulante: metti che a tavola gli fa una ramanzina, lo mette di malumore e “Lui” rinuncia alla solita passeggiata postprandiale&#8230;</p>
<p><strong>Primo giovane</strong>: E così, mentre noi lo aspettiamo tutto il pomeriggio, “lui” se sta chiuso nel suo studio e così abbiamo faticato tanto per nulla.</p>
<p><strong>Secondo giovane:</strong> Anche il tempo peggiora, il cielo si sta rannuvolando…Forse potrebbe addirittura piovere. E “lui” non è certo il tipo che passeggia sotto un acquazzone.</p>
<p><strong>Primo giovane</strong>: Guarda, laggiù ci sono dei bambini che giocano intorno ad una barca in secca, vai a prenderne uno.</p>
<p><strong>Secondo giovane</strong>: E perché io? Magari nei dintorni c’è qualche parente che mi scambia per un maniaco greco e mi riempie di botte.</p>
<p><strong>Primo giovane</strong>: Senti, non posso fare tutto da solo! Io penso alla conchiglia e tu al bambino. E mi raccomando, che sia ben preparato (si allontana).</p>
<p><strong>Secondo giovane</strong>: Bambino, ehi, bambino.</p>
<p><strong>Bambino</strong>: Chiama me, signore?</p>
<p><strong>Secondo giovane</strong>: Sì, vieni qui: vorrei che tu mi aiutassi a fare uno scherzo ad un amico, un tipo che si dà arie da filosofo, dovresti… (bisbiglia lungamente all’orecchio del bambino).</p>
<p>Nel frattempo sopraggiunge una matrona di mezza età. Si ferma e guarda con disapprovazione la buca.</p>
<p><strong>Matrona</strong>: Che tempi! Non si può più passeggiare tranquillamente neppure sulla spiaggia! Se si cade in una buca del genere si rischia l’osso del collo. Vorrei proprio sapere chi sono i teppisti che si divertono a trasformare la battigia in una gruviera: eccone uno!  Bambino, richiudi subito quel trabocchetto micidiale o mi rivolgerò ai tuoi genitori, e poi vedi che busse!</p>
<p><strong>Bambino</strong> (piangendo): Non sono stato io! Io non c’entro. E’ lui che ha scavato la buca (indica il Secondo giovane).</p>
<p><strong>Matrona</strong>: Ah sì! Lei mi sembra un po’ cresciuto per fare certe marachelle, non è certo di buon esempio al suo bambino. Magari avete pure una palla nascosta da qualche parte. Per caso vi divertite a mettere in difficoltà le anziane matrone?</p>
<p><strong>Secondo giovane</strong>: Le assicuro che non ho l’abitudine di giocare a pallone sulla spiaggia e la buca non è una trappola per bagnanti: è stata realizzata con un fine del tutto diverso, edificante. E poi questo bambino non è mio figlio.</p>
<p><strong>Matrona</strong>: Davvero? Allora perché gli sussurrava qualcosa all’orecchio con tanta confidenza. Non sarà per caso un greco? Guardi che certe porcherie oggigiorno non si tollerano più neanche a Sparta ed Atene, figuriamoci da queste parti!</p>
<p><strong>Secondo giovane</strong>: Ma no, lei ha frainteso: non facevo nulla di male, insegnavo al bambino una piccola parte che deve recitare in una burla. Una cosa innocente, tanto per ridere tra amici.</p>
<p><strong>Matrona</strong>: Sarà, ma non ci vedo chiaro.</p>
<p><strong>Primo giovane</strong> (si presenta con la conchiglia che ha appena acquistato): Tre sesterzi per una conchiglia, che ladri!</p>
<p><strong>Secondo giovane</strong>: Forse era meglio accontentarsi di un secchiello o un cucchiaio.</p>
<p><strong>Primo giovane</strong>: Presto, mettiamoci in posizione! “Lui” si sta avvicinando. Bambino, ecco, prendi la conchiglia e datti da fare.</p>
<p>Il bambino, utilizzando la conchiglia, inizia a versare nella buca acqua prelevata dal mare. Il suo via vai è frenetico.</p>
<p><strong>Matrona</strong>: Ma che gioco sarebbe? Non capisco!</p>
<p>Un Ecclesiastico in veste nera, intento a leggere un libro, si avvicina camminando lentamente. Nel frattempo i due giovani spariscono.</p>
<p><strong>Matrona</strong>: Finalmente una persona dotata di buon senso. Padre reverendissimo mi dica lei se è normale vedere due adulti che si comportano come ragazzini, scavano buche nella sabbia per fare scherzi ai bagnanti e coinvolgono nei loro giochi di dubbio gusto anche una povera creatura innocente.</p>
<p><strong>Ecclesiastico</strong> (sollevando lo sguardo dal libro): Cara signora, non mi sembra che nei dintorni si trovino individui siffatti, io vedo solo questo dolce bambino che gioca con la sua conchiglia. Ma cosa stai facendo esattamente piccolino?</p>
<p><strong>Bambino</strong>: Verso tutta l’acqua del mare nella buca.</p>
<p><strong>Ecclesiastico</strong>: Sciocchino, come può quella piccola buca contenere l’immenso mare?</p>
<p><strong>Matrona</strong>: Beh, si sa che i bambini a quell’età sono pieni di fantasia, io ho tre nipotini… non si può certo pretendere che ragionino con l testa di un adulto!</p>
<p><strong>Bambino</strong>: Sarò anche un bambino, però se la mia buca non può contenere il mare neanche la tua limitata mente umana può contenere l’infinita grandezza di Dio.</p>
<p><strong>Ecclesiastico</strong> (volgendosi al cielo nel gesto dell’orante): Signore, io ho preteso di comprendere il mistero della divina Trinità e Tu, per mezzo di questo innocente, hai giustamente umiliato la mia superbia intellettuale.</p>
<p><strong>Matrona</strong>: Piccolo impertinente, chiedi subito scusa al Reverendo. E’ questo che ti hanno suggerito di dire quei due birbanti sconsacrati! (dà uno schiaffo al bambino che si mette a piangere) Prendersi gioco di un ecclesiastico! Vergogna! (rivolta all’ecclesiastico) Davvero, mi creda reverendo, sono costernata. Simili ribalderie non si erano ancora mai viste a Ippona!</p>
<p><strong>Ecclesiastico</strong>: Signora, penso proprio che lei non abbia afferrato il senso recondito delle parole di questo piccolo angelo. (accarezza la testa del bambino)</p>
<p><strong>Bambino</strong>: (piangendo) Non è colpa mia, io non ho fatto niente</p>
<p>Appaiono nuovamente i due giovani, questa volta in veste d’angeli alati.</p>
<p><strong>Secondo angelo</strong>: Altro che senso recondito, la vecchia impicciona ha rovinato tutto.</p>
<p><strong>Primo angelo</strong>: La sua presenza non era prevista. Sulla spiaggia Sant’Agostino doveva incontrare solo il bambino.</p>
<p><strong>Ecclesiastico (Sant’Agostino)</strong>: Su via, messaggeri celesti, non ve la prendete con questa povera donna, non aveva cattive intenzioni. Ho compreso ugualmente la lezione, però c’è una cosa che vorrei dirvi… la storia della buca e del bambino, devo riconoscere, è molto bella e piena di profondi significati, ma non ho intenzione di inserirla nelle mie opere, anche se non sfigurerebbe in un capitolo delle “Confessioni”. I lettori potrebbero pensare che i quindici libri del “De Trinitate” siano frutto delle meditazioni di un presuntuoso sprovveduto e poi… a nessuno piace fare la figura dello stupido.</p>
<p><strong>Secondo angelo</strong>: Stai a vedere che facciamo finta che non sia successo nulla, con tutta la fatica che c’è costato preparare l’incontro! E già, i pezzi grossi come lei, Dottore, non si preoccupano del sudore dei poveri diavoli che si rompono la schiena per mandare avanti la baracca e farla durare nei secoli! Ci tengono al loro prestigio, a quello che pensa di loro la gente.</p>
<p><strong>Ecclesiatico (Sant’Agostino)</strong>: Ma no, che dici! E poi sono sicuro che l’episodio rimarrà nella tradizione, ci sono tutti gli elementi che piacciono al pubblico, l’ambientazione in una località di mare, un bambino, la <em>suspence</em> e il colpo di scena finale: è il tipico aneddoto che i fedeli memorizzano facilmente ed i pittori amano rappresentare.</p>
<p>Entra il pittore Gaspard Dughet con un carrellino pieno di colori, pennelli e tele bianche.</p>
<p><strong>Pittore (Dughet)</strong>: Qualcuno ha bisogno di un pittore? Ma bene, visto che siamo tutti qui e</p>
<p>la luce è giusta, si potrebbe fare una bella posa! (prende una tela e la sistema su un cavalletto)</p>
<p><strong>Matrona</strong>: Può aspettare un attimo, ho i capelli in disordine.</p>
<p><strong>Pittore (Dughet)</strong>: Guardi signora che lei non fa parte del gruppo; anche gli angeli si possono allontanare. In primo piano voglio solo Sant’Agostino con il ragazzo, ma in mano deve tenere un secchiello, è più realistico di quella conchiglia tropicale, roba da turisti.  Sullo sfondo il mare (inizia a dipingere) ed a lato un carrettino che passa… un tocco di pittoresco non guasta mai.  Ecco, fermi così…</p>
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	<p class="firma-autore">Rosanna Bogo</p>


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