“Hai sentito, stanotte?” chiese Andrea.

“Sì, sono entrati nel palazzo qui accanto” rispose Maria.

“Macché! nella casa di fronte, al numero ventidue – replicò Andrea – sembrava che il rumore venisse dal nostro lato della strada per via del rimbombo.”

“Davanti, dietro, a lato…tanto è lo stesso” mormorò Maria, con tono infastidito.

“Sono sicuro di quello che dico: era il palazzo di fronte – esclamò il marito, quasi offeso – lo so perché ho sbirciato dalla finestra del bagno!”

“Bravo! Ora ti metti a spiare i vicini – lo rimproverò la moglie – ma, per vivere tranquilli, bisogna fare come le tre scimmiette: io non parlo, io non sento e io non vedo!”

“Un onesto cittadino avrà ben il diritto di guardare fuori, ogni tanto” borbottò Andrea, sollevando la tapparella.

“Ma sei impazzito! – esclamò Maria, togliendo di mano al marito il cintino – Ti pare il caso di metterci in piazza!” Con un gesto brusco abbassò di nuovo la tapparella.

“Insomma, io non ho niente da nascondere, perché devo vivere al buio come una talpa?” protestò debolmente Andrea, indietreggiando.

“E’ colpa mai se il mondo è tondo? Anche a me piace il sole, cosa credi – disse la moglie – ma, se spalanchi la finestra, i vicini penseranno che ti vanti di non avere nulla da nascondere.”

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Rosanna Bogo

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