Ultime pubblicazioni

I segnalibri di Sant'Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant'Agostino. Noi abbiamo preparato dei segnalibri, utilizzando l'opera di Simone Martini. Potete scaricarli dall'area di download.

 

Articoli con tag avvento

Renzino e l’albero di Natale

Renzino era stanco: faticava a seguire la mamma su e giù per le affollate vie del centro e si lasciava trascinare svogliatamente per una mano, come un peso morto.

La nonna, ogni tanto, si voltava per rimproverarlo: se non smetteva di piagnucolare, minacciava, avrebbe scritto una letterina a Babbo Natale per raccontare quanto era capriccioso. Così, invece dei regali, sotto l’albero avrebbe trovato il carbone.

Renzino ignorava cosa fosse il carbone comunque, se si portava ai bambini cattivi, non doveva trattarsi di un giocattolo: era piccolo ma abbastanza sveglio da capire che gli conveniva comportarsi bene e, per un po’, si zittiva, asciugandosi con la mano guantata le lacrime e il moccio; dopo qualche minuto, però, riprendeva a lamentarsi: non faceva le bizze, soffriva davvero!

Da tre ore arrancava dietro alle due donne, con le sue gambette corte, schiacciato tra adulti incappottati, carrozzine, pacchi, cani, borse borchiate e ombrelli.

I passanti, agitati come onde in un mare tempestoso, sembravano tutti impazienti di arrivare a una meta. Anche la mamma e la nonna camminavano in fretta però, di tanto in tanto, si fermavano bruscamente davanti a una vetrina e parlottavano… a volte decidevano di entrare nel negozio. Renzino le seguiva a malincuore in quel pigia pigia: per i grandi era facile affrontare la ressa dei clienti, il caldo, la confusione, avevano la testa in alto e la forza per farsi largo! a livello di bambino, invece, mancavano spazio e aria.

Verso le sette la nonna e la mamma decisero di rincasare. Non avevano esaurito le energie e, tantomeno, la lista dei regali, semplicemente erano cariche di pacchi e pacchetti oltre il limite di guardia.

Si incamminarono verso il parcheggio. Quando passarono davanti alla piazza in fondo al corso, Renzino costrinse la mamma a fare una deviazione. Voleva controllare, sbirciando tra le gambe dei passanti, se nella piazza c’era l’abete alto come un palazzo che aveva visto l’anno prima.

Ricordava che era tutto scintillante di luci, decorato con un’infinità di palle colorate e davvero gigantesco, soprattutto per lui che non arrivava a un metro. Era rimasto a bocca aperta. A casa aveva visto la mamma e il babbo che addobbavano il piccolo abete in salotto, ma chi mai aveva messo le lucine e i fili dorati fin lassù, quasi in cielo?

I genitori gli avevano spiegato che, nottetempo, uno gnomo al servizio di Babbo Natale aveva annaffiato il centro della piazza e l’albero, come un fungo, era sbucato fuori: il folletto, saltando di ramo in ramo, aveva appeso le decorazioni e, all’alba, era tornato al Polo Nord per costruire altri giocattoli da portare ai bambini buoni.

Prosegui la lettura »

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 5.0/5 (1 vote cast)

Rosanna Bogo

Tags: , , ,

Mario e Luigi

«Mario!», disse una voce d’uomo nella strada affollata di persone a caccia degli ultimi regali di Natale.

Mario aveva sentito chiamare ma non pensava si rivolgessero a lui: aveva un nome comune e lì, in quella città, non conosceva nessuno.

«Mario!!» insisté la voce, un po’ più vicina; Mario dette una veloce occhiata in giro ma, a causa di una sua parziale sordità all’orecchio destro, non fu in grado di stabilire da dove provenisse il richiamo. E poi, chi mai poteva essere? Cercavano di certo qualcun altro.

«Mario, finalmente! Ma non mi hai sentito?» disse la voce accanto a lui, mentre una mano senza guanti gli batteva sulla spalla. Mario si dovette fermare per forza e si voltò per capire chi era che lo aveva riconosciuto. Ci mise qualche secondo: possibile, Luigi? «Luigi, quanto tempo, come stai?» e strinse la mano al sessantenne minuto, i capelli a spazzola ormai completamente bianchi, la faccia grinzosa con due occhi celesti ancora vivacissimi.

Luigi lo volle addirittura abbracciare, bloccando il passeggiare svelto di chi li circondava; per un po’ sembrarono entrambi emozionati. Mario si riprese; rimise velocemente le mani nelle tasche del giaccone «Devo aver lasciato i guanti in macchina» fece a Luigi «e stasera fa un bel freddo! Vieni, andiamo a scaldarci» ed entrò in uno dei bar più ‘in’ del corso. Luigi lo seguì ma, mentre Mario si dirigeva al bancone, Luigi prese posto ad un tavolo libero, un po’ in disparte.

Mario fece retromarcia. «Ecco, ora si siede anche al tavolo» pensò preoccupato. «Cosa prendi?» «Un cioccolato bollente con panna e biscotti: mi sembra l’ideale no? Così ci scaldiamo!» «Un cioccolato…» «..con panna!» « ..con panna e dei biscotti e un decaffeinato» ordinò svelto al cameriere che si era avvicinato, solerte.

«Un decaffeinato?» fece Luigi. «Eh sì, ormai… il cuore, sai… non va più tanto bene» rispose Mario.

«Ma insomma, dimmi di te, sono 5 o 6 anni che non ci vediamo più. Sei sempre a Firenze? Che ci fai qui, in provincia?» Mario aveva bevuto rapidamente il suo caffè, sperando che anche Luigi facesse in fretta. Luigi, invece, si era messo con calma a zuppare un biscotto nella cioccolata bollente, di cui aveva assaggiato golosamente un paio di cucchiaini, colmandoli di panna. Guardava il liquido scuro e viscoso e mordeva la parte terminale del biscotto con avidità, viziosamente, gustandone in bocca tutto il calore e la mollezza.

Prosegui la lettura »

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Dr J. Iccapot

Tags: , ,

L’apocrifo dell’oste

La cometa di Halley nel 1910

L’oste irruppe nella cucina, satura di odori, vapore e fuliggine, come una folata di vento.

“Tre zuppe di farro, un piccione ben cotto e due frittate. Di corsa! Ah, sì, anche una scodella di lenticchie calde.”

“E come si chiama il tuo cliente, padrone, Esaù?” disse Shimon per far ridere le sguattere.

“No, micragna. Non può permettersi di aggiungere al contorno neanche un uovo. E il pane e l’olio li ha portati da casa – ribatté l’oste, sempre pronto allo scherzo – ma invece di fare tanto lo spiritoso, fannullone, passami lo schidione con gli uccelletti…la zuppa di certo non toglierà la fame a quei tre giovanotti che vengono dalla Galilea. Hanno l’aria di non mangiare da giorni.”

“Ma avranno denaro per pagare?” chiese la moglie dell’oste. Negli ultimi tempi, con tutti gli stranieri che giravano in paese, capitava spesso che qualcuno approfittasse della confusione per svignarsela senza regolare il conto.”

“Per chi mi hai preso, donna! Mi sono fatto mostrare il loro tesoretto, basta per la cena e l’alloggio. Passeranno la notte sui pagliericci che stanno nel corridoio grande.”

“Sistemazione regale!” commentò Shimon.

“Lo puoi ben dire, sciocco! Anche se girassero tutte le locande del circondario stanotte non troverebbero un buco per dormire, al massimo potrebbero chiedere ospitalità ai pastori che bivaccano all’aperto.”

“Davvero non c’è più posto?” chiese Deborah, la figlia dell’oste, entrando in cucina. Era uscita per andare a prendere da un vicino una forma di cacio.

“Niente di niente: ho dato via anche la stanza delle serve: si arrangeranno qui in cucina” sentendo la notizia le sguattere protestarono, ma a bassa voce.

“Non fate tante storie, galline spennate, si tratta di una situazione d’emergenza! e tu Deborah, aiutami a portare di là le scodelle.”

Appena i clienti gli concessero un attimo di tregua, l’oste chiamò la figlia.

Prosegui la lettura »

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Rosanna Bogo

Tags: , ,

Un Natale esotico

23 dicembre

Carlo entrò nella stanza senza fretta, posò delicatamente la valigia sul letto e l’aprì: la prima cosa da fare, si disse, era rendere ‘natalizia’ quell’anonima camera d’albergo.

Dal suo piccolo trolley a prova di bagagliaio d’aereo estrasse lentamente un oggetto, avvolto alla meno peggio nella carta velina.

“I doganieri si sono comportati proprio male – pensò, guardando con aria preoccupata l’informe pacchetto – hanno strappato la confezione senza alcun riguardo… forse è anche colpa mia, dovevo mettere l’avviso ‘handle with care’, per sicurezza”.

Poi, maneggiando con attenzione l’involucro, cominciò a togliere i fogli di protezione, uno ad uno, finché da quell’ammasso di carta non saltò fuori un alberino di Natale ripiegato ad ombrello.

Non un moderno gadget di plastica ‘made in China’, ma un’accurata imitazione della natura, un abete mignon con appesi innumerevoli vetri di Murano colorati raffiguranti animali, fiori, sfere e stelle.

Carlo possedeva quell’insolito oggetto fin dall’infanzia: era un regalo che i nonni, stanchi di sentirlo chiedere ogni Natale un albero come quello degli altri bambini, gli avevano portato da Venezia.

All’epoca la nordica moda di Santa Claus e dell’abete decorato aveva già attecchito in tutto il Paese ma in casa di Carlo, per principio, si continuava a fare solo il presepe.

Non però un presepe qualsiasi: ai primi di dicembre tutti i membri della famiglia, escluso Carlo, iniziavano a montare in salotto un enorme plastico che, di anno in anno, conquistava spazio arricchendosi di nuovi personaggi e scenari.

I genitori, i nonni ed il fratello, con la scusa di rappresentare la nascita di Gesù nella Palestina occupata dai Romani, per quindici giorni davano libero sfogo alle loro fantasie, ricreando un minuscolo universo fuori dal tempo e dalla storia. La Sacra Famiglia, di solito, finiva relegata in un angolo e, in quel coacervo di case, taverne, soldati, acquaiole, pecore, pastori, cammelli e artigiani intenti alle più varie attività nel pieno della Notte Santa, la grotta della Natività si riconosceva solo per la Cometa che sovrastava l’ingresso del misero ricovero di Giuseppe e Maria.

Prosegui la lettura »

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Rosanna Bogo

Tags: , ,

Natale 2010

“Vieni a vedere, Zark, credo di avere trovato qualcosa di interessante.”

“Davvero? Io sono incollato qui da tre ore e non ho ancora visto nulla degno di essere guardato.”

“E’ davvero un record particolare. L’ho ripulito e ora mi sembra presentabile.”

“Darò solo un’occhiata, Idik, ho ancora un po’ di lavoro arretrato da smaltire.”

Zark si alzò malvolentieri dalla sua postazione operativa: Idik era imbattibile quando si trattava di trovare immagini bizzarre e, di certo, anche questa volta aveva scovato un’inedita curiosità.

Non provava nei suoi confronti sentimenti di invidia o gelosia professionale però, ogni volta che Idik gli annunciava una scoperta divertente, non poteva fare a meno di irritarsi. E a nulla serviva pensare che i successi del collega erano dovuti solo al caso o ripetersi che quel frivolo genere di indagini non aveva alcun rapporto con le loro mansioni ordinarie.

A parte questo piccolo punto di attrito, i rapporti tra Idik e Zark si potevano definire amichevoli.

Da anni lavoravano fianco a fianco nel Centro di Implementazione, scandagliando lo sterminato archivio dell’istituto a caccia di dati scientifici rilevanti. Ogni giorno dovevano valutare lotti standard di record, estrarre e classificare i contenuti giudicati interessanti, eliminare le informazioni inutili: un’attività decisamente noiosa, di routine, perché quasi tutto il materiale esaminato apparteneva alla categoria “spazzatura”.

Gli analisti del Centro, navigando in un oceano di dati, spesso si imbattevano in notizie prive di importanza ma insolite e così, per vincere il tedio, avevano inventato il concorso dell’acchiappasciocchezze.

I partecipanti, alla fine dell’anno, depositavano nella cartella delle “sciocchezze” una copia dell’unità archivistica scartata che ritenevano più curiosa e una giuria di dieci membri, esaminati i record in gara, eleggeva il vincitore. I giudici, scelti dal computer tra i dipendenti amministrativi, in caso di parità procedevano al sorteggio.

Prosegui la lettura »

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Rosanna Bogo

Tags: , ,

La farina del diavolo

Fin dal primo mattino la giornata si annunciava fredda e umida. Non pioveva ma, lungo il viale alberato, grosse gocce d’acqua sospese alla punta delle ultime foglie ingiallite, scosse dal vento, cadevano sui passanti: anche se il cielo era azzurro cristallino qualcuno apriva l’ombrello, incurante di apparire ridicolo, ma i più sopportavano stoicamente il fastidioso stillicidio. Quasi tutti facevano una breve sosta al piccolo chiosco che si trovava a metà del viale: era l’unica rivendita di giornali nei paraggi e la più vicina al capolinea dei tram urbani.

Ugo, l’edicolante, già alle cinque e mezzo alzava il bandone. A quell’ora non si vedevano finestre illuminate, le macchine attendevano immobili nei parcheggi, le strade apparivano vuote e silenziose: la città dormiva ma l’invisibile popolo dei mattinieri era già in marcia ed i clienti non mancavano. Padroni di cani, pendolari a lungo raggio, infermiere, guardie notturne, operai turnisti, qualche anziano sveglio dalle quattro…ormai Ugo li conosceva uno per uno e sapeva in anticipo il giornale che avrebbero chiesto, così allungava subito il quotidiano, risparmiando agli involontari insonni il disturbo di aprire bocca. Non sembravano davvero in vena di conversare.

Appena il viale si svuotava Ugo scaricava il suo camioncino, portava all’aperto gli espositori e metteva in ordine il banco. Poi si sedeva, pronto a fronteggiare l’ondata dei lavoratori dipendenti: insegnanti, impiegati di uffici pubblici e privati, commessi dei negozi del centro.

Non erano clienti facili: sempre preoccupati di non arrivare in tempo alla fermata del tram, si spazientivano quando indugiava un attimo prima di dare il resto e rumoreggiavano se qualcuno si metteva a scegliere una rivista.

In certi momenti davanti al chiosco si ammassava una piccola folla e i più disinvolti, approfittando della confusione, non aspettavano il proprio turno per farsi servire: gli scavalcati a volte reagivano al sopruso e così scoppiavano improvvisi diverbi che però cessavano quasi subito: i litiganti dovevano correre a prendere l’autobus.

Ugo non capiva per quale motivo i clienti delle sette e trenta fossero ogni giorno in lotta con l’orologio. Non potevano uscire dal letto dieci minuti prima e raggiungere tranquillamente la fermata dell’autobus, dedicando all’acquisto del giornale il tempo necessario?

Prosegui la lettura »

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Rosanna Bogo

Tags: , ,

Annuncio “I racconti dell’Avvento”

Da oggi, 3 Dicembre, cominciamo la pubblicazione dei nuovi racconti dell’Avvento che ci accompagneranno sino a Natale.

Sono da qualche giorno disponibili per il download  I racconti dell’Avvento, vol. 1,  le storie pubblicate lo scorso anno ambientate in un’atmosfera natalizia.

Buone letture!

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

admin

Tags: , ,

Scrivolo

i racconti del nano grafomane

http://www.scrivolo.it

Segnalibri Sant’Agostino

Segnalibri Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant’Agostino. Un’occasione, per noi, per ricordare il grande lettore (e scrittore!), morto 1583 anni fa.

Da stampare fronte e retro e  ritagliare: Segnalibro Sant'Agostino (485)

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Dr J. Iccapot