Acrilico, 40 x 60 cm (2011)


Secondo la sua caratteristica il colore blu celestiale ha l’impulso di liberarsi nella lontananza e nell’infinito. Ma qui viene catturato tramite parallele e fissato nel “finito”. L’infinito rimane soltanto accennato. Rimane anche la contraddizione tra quiete e forza allontanatrice. È l’adagio nella musica, avanzando tranquillamente e senza fare dei balzi scatenati. Il blu chiaro, trasparente come il cielo primaverile, invita a sognare mentre il blu scuro, il colore del sogno, ci conduce nelle profondità della mistica. Qui regna l’inconscio, il misterico.

Nel blu chiaro invece dondolano le prime farfalle colorate dell’anno. Al posto dell’approfondimento, della riservatezza, serietà o fedeltà troviamo ubriachezza, spensieratezza, blu come il “grazioso niente”, come lo definiva Goethe.

Tuttavia il blu iridescente nel mezzo del quadro ha in sè due caratteri estremi: nella luce chiara, diretta irradia leggerezza e sognante romanticismo, nella luce più scura vi è improvvisamente il contrario: profondità, notte, distanza e persino qualcosa di demoniaco…

“Adagio for strings” di Samuel Barber ha dato il suo contributo nella realizzazione di questo quadro.

(Traduzione di R. Battilani)

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Johann Widmer

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