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I segnalibri di Sant'Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant'Agostino. Noi abbiamo preparato dei segnalibri, utilizzando l'opera di Simone Martini. Potete scaricarli dall'area di download.

 

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Delitto senza castigo – III

scaffalecuboterza

Qui la Seconda Puntata


Da: girolamo.demause@libero.it
A: adelia.edelwaiz@libero.it

Signorina Edelwaiz, la credevo più giudiziosa. Cos’è questa storia dell’extracomuntario Pepos? L’idea di ospitare uno sconosciuto di incerta origine mi pare non solo pericolosa ma anche poco opportuna dal punto di vista del suo buon nome. Pensi alla maldicenza dei vicini, sempre pronti a giudicare male una donna nubile con amicizie maschili, rifletta sulla possibilità di trovarsi la casa svaligiata dal suo salvatore, la cui fedina penale dubito sia immacolata, valuti il rischio di subire percosse, per non parlare di violenze d’altro genere… Non sarà per caso vittima di turbe mentali conseguenti all’anossia nella piscina? Non mi sento affatto tranquillo ed al più presto manderò Ubaldo a dare un’occhiata a questo bel tomo. Se necessario, io stesso farò indagini sul suo passato. Quanto al fatto che il giovanotto sia apprezzato da Antiveduto, la cosa più che rassicurarmi mi preoccupa.
Veniamo ora alle questioni di lavoro: il professor Negri è ormai agli sgoccioli e conto di recarmi dalla vedova per lo condoglianze entro due giorni, provveda quindi ad allertare il Baluardi, sarà sufficiente il camioncino piccolo a tre ruote.
Controlli in tipografia a che punto è la preparazione del nostro catalogo per l’esposizione alla fiera dell’antiquariato e, tramite i suoi canali riservati, veda di procurarmi al più presto i cataloghi degli studi bibliografici concorrenti: detesto le sorprese e non vorrei trovare in vendita qualche mio articolo a prezzi stracciati. Questa volta dovrò preoccuparmi più di fare cassa che di comprare per la mia collezione perché le spese di casa, a causa di Lefteria, stanno crescendo e la questione del testamento è ancora in alto mare.
A proposito, non appena possibile e, comunque, prima di martedì prossimo, si rechi dall’orefice Rocchi: deve acquistare una spilla ed un braccialetto, scelga oggetti vistosi ma non troppo cari, si regoli considerando che sono doni che offrirò a mia cugina in occasione della sua festa di compleanno, sabato prossimo. Non parli dei gioielli con Galba perché è all’oscuro della mia romantica iniziativa e non approverebbe. Il vecchio mulo fa ancora resistenza, ma presto capitolerà: il testamento incombe. Sulla spilla faccia incidere le iniziali G ed L intrecciate all’interno di un cuore.
Per rimanere in tema di affari, le lettere che mi ha inoltrato riguardano offerte di biblioteche a corpo di scarso interesse, vale comunque la pena di fare una visita a casa del generale De Bonis perché è noto che il vecchio scapolone possedeva una collezione di stampe pruriginose che potrei esporre alla fiera del libro come richiamo per gli allocchi. Ubaldo mi accompagnerà domani in ricognizione a casa del defunto pornomane.
P.S. A proposito di defunti, pare che le condizioni del Prof. Balestrucci si siano improvvisamente aggravate. Speriamo bene…


Da: girolamo.demause@libero.it
A: galba.demause@unino.it

Fratello, sabato prossimo festeggeremo con una cena sontuosa il compleanno della cugina Lefteria. Non puoi mancare! Per i regali ho già provveduto io, tu limitati a portare qui la tua professorale persona ed un po’ di affabile buonumore.
Girolamo


Da: galba.demause@unino.it
A: girolamo.demause@libero.it

Fratello, non ho affatto intenzione di partecipare alla cena in onore di Lefteria: non oso neppure immaginare quante candeline spengerà la Sibilla cumana di casa De Mause e comunque non illuderti che mi metta a corteggiare quella vecchia carampana, accada quel che deve accadere. Se davvero sei interessato all’eredità stai certo che non dimenticherò di farti il regalo di nozze: auguri e figli maschi.
Sono appena tornato dall’ospedale e mi sento veramente a pezzi: il povero Negri è spirato all’alba, non aveva ancora quaranta anni. Speravo divenisse il continuatore della mia opera scientifica ed ora seguirò la sua bara e lo commemorerò di fronte ai colleghi. Il mondo va davvero alla rovescia e tu pensi ai confetti di Lefteria!


Da: antiveduto.demause@libero.it
A: girolamo.demause@libero.it

Caro cugino, mi sono proprio goduto la festa della zia Lefteria, il dolce era eccellente e la vecchietta racconta aneddoti davvero divertenti su mio nonno. Ora so da chi ho ereditato la mia “passion predominante” per il bel sesso, peccato però che mi manchino le capacità imprenditoriali del vecchio Tommaso: come uomo d’affari somiglio in tutto a mio padre, ho l’animo dell’artista e quindi sono assolutamente incapace di gestire il lato economico della mia vita. In fondo per me il denaro non ha nessuna importanza ed anche la questione dell’eredità, a mio avviso, si potrebbe risolvere con un accordo tra gentiluomini, un’equa divisione tra tutti gli interessati che non scontenti nessuno. Ma l’avvocato Vitale sostiene che, alla fine, la clausola matrimoniale sarà rispettata.
Spero che zia “Lefti” abbia gradito il cofanetto con le mie opere complete: se proverà a leggerle sarà premiata perché, tra le pagine del secondo volume del mio capolavoro “Ascensore per l’inferno”, ho nascosto un sostanzioso buono acquisto da spendere in una delle migliori boutique della città. Potrei accompagnarla io stesso, ho una certa pratica in fatto di abbigliamento femminile.
Oggi ho pranzato con Galba. Sta benissimo ed il malessere di ieri sera era evidentemente solo una scusa per declinare il tuo invito.  Però mi è sembrato molto scosso per la morte del Prof. Negri e forse è questo il motivo per cui non ha  voluto partecipare alla festa di compleanno di Lefteria.
Riguardo al “badante” di Adelia non è il caso di preoccuparsi: Pepos è un giovane benvoluto da tutti e svolge con impegno le piccole commissioni che gli vengono affidate anche da altri anziani abitanti del condominio. Adelia si sta abituando alla nuova carrozzina elettrica: compie manovre spericolate ed è più agile di un ragazzino sullo skatebord, ma quando esce in strada Pepos controlla che non esageri con le sue esibizioni acrobatiche. Che ne pensa Ubaldo? Intendo dire di Pepos, non della carrozzina di Adelia.


Da: adelia.edelwaiz@libero.it
A: girolamo.demause@libero.it

Caro Dottore, le invio come sempre tramite pony express la selezione della corrispondenza settimanale dello Studio Bibliografico e la sua posta privata: ha ricevuto nuovamente una di quelle sgradevoli lettere che non desidera leggere ed ho subito provveduto ad eliminarla.
I cataloghi della concorrenza che mi aveva richiesto le saranno recapitati domani. Ho concordato con i tipografi compiacenti un prezzo onesto e, nel pomeriggio, Pepos andrà a ritirare il materiale: con la mia carrozzina superaccessoriata questa volta non sarei passata inosservata in vicinanza delle principali tipografie cittadine.
Sono contenta che Ubaldo abbia deciso di farsi aiutare da Pepos nel prossimo carico, significa che lo ritiene un ragazzo affidabile, e speriamo che la biblioteca del povero prof. Balestrucci, deceduto per complicazioni post-operatorie, non sia una delusione.
Riguardo alla cronaca rosa di casa De Mause, le comunico che Antiveduto si è di nuovo fidanzato. Pepos accetta puntate sulla durata della relazione: io ho scommesso dieci euro che l’idillio avrà termine entro un mese. Il matrimonio è quotato uno a cento. Vuole puntare?
Adelia


Continua…

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Rosanna Bogo

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Delitto senza castigo – II

scaffalecuboSeconda

Qui la Prima Puntata.

Da: vitale.studiolegale@libero.it
A: galba.demause@unino.it

Egregio Professore, il dr. Girolamo De Mause mi incarica di ricordarle che la clausola del testamento di vostro zio Tommaso de’ Tommasi De Mause relativa alle nozze di Lefteria Tolos non indica quale dei due fratelli debba impalmare la predetta.
Il mio cliente fa presente che già da tempo si sobbarca l’onere di ospitare la signorina Tolos, provvedendo con larghezza di mezzi al suo mantenimento, e nota che, in caso di non ottemperanza della clausola, quasi tutta la cospicua eredità di famiglia passerà ad Antiveduto De Mause, discendente in linea diretta del de cuius. In questo caso il conte Tommaso ha previsto un legato molto sostanzioso per la signorina Tolos, lasciando  a lei ed a suo fratello, solo le briciole del patrimonio.
A parere del mio cliente, tra i due candidati al ruolo di marito della Tolos, lei è senza dubbio il più adatto perché ancora giovane e già reduce da una felice esperienza matrimoniale, quindi fisicamente e moralmente in grado di affrontare la difficile prova in nome dei comuni interessi. La prega quindi di recarsi a Villa De Mause il secondo sabato del prossimo mese, nel pomeriggio, per cominciare a familiarizzare con la sua futura sposa.
Distinti saluti
Avv. Ivo Vitale

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Da: galba.demause@unino.it
a: girolamo.demause@libero.it

Fratello snaturato, ho letto con disappunto l’e-mail inviatami dall’avv. Vitale. Sono così adirato che non riesco a tenere in mano la penna d’oca per scrivere la risposta che meriti. Ma in questo caso anche una volgare e-mail può bastare. Ti sapevo egoista ma le tue pretese superano davvero tutti i limiti. Sai bene quanto mi senta ancora legato al ricordo della mia povera Diamante, per oltre venti anni fedele e silenziosa compagna nelle avversità della vita, e tuttavia vorresti costringermi a profanare la sua memoria unendomi nel sacro vincolo matrimoniale con una sconosciuta, per giunta di fede ortodossa. E’ vero che sono in ballo grossi interessi, ma il matrimonio è una cosa seria: per usare un termine che non fa parte del tuo vocabolario, è un  sacramento. Ti ho già scritto la settimana scorsa che non intendo piegarmi a questa imposizione e non recedo dalla mia decisione. Quanto al fatto che sono più giovane, ti ricordo che tra noi corrono solo cinque anni e Lefteria è tua coetanea.
Del resto, se ospiti da mesi quella donna, devi trovarla sopportabile o addirittura simpatica. Inoltre sei ateo e, per quanto ne so, privo di sentimenti, quindi potresti sposarla civilmente senza crearti troppi problemi. In fondo si tratta solo di firmare qualche carta in Comune e continuare una convivenza già in essere che sembra comunque non ti spiaccia troppo: alla faccia della tua leggendaria misoginia.
Considera poi che lo zio Tommaso, con queste nozze, intendeva offrire a Lefteria l’opportunità di portare il cognome che le spetta evitando un riconoscimento di paternità, procedura legale che lo avrebbe costretto a rendere di pubblico dominio il suo giovanile errore. Ora penso che tu non abbia dimenticato che all’anagrafe, per errore, sono stato registrato come Demause, quindi non porto il vero cognome di famiglia e sai quanto lo zio tenesse al prefisso ed al titolo nobiliare.
Anch’io desidero evitare che l’eredità passi quasi per intero ad Antiveduto, ma nel suo stesso interesse. Il comportamento sregolato del nostro giovane cugino mi preoccupa: trascinato dalla passione per le donne in breve dilapiderebbe tutti i suoi beni. E’ quindi opportuno che il patrimonio sia gestito da noi ancora per qualche anno, in modo che Antiveduto abbia il tempo di maturare e conquistare un equilibrio emotivo. Ma riguardo alle nozze con l’elleniche spetta a te, come primogenito e capofamiglia, il compito di risolvere l’inghippo. Galba


Da: girolamo.demause@libero.it
A: adelia.edelwaiz@libero.it

Signorina Edelwaiz, potzkuckuck! perché questa settimana non ho ricevuto la mia posta. Capperini!! Per caso, bei Got, che è  morta e non mi ha neanche avvertito?!!!   R.S.V.P.

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Da: adelia.edelwaiz@libero.it
A:girolamo.demause@libero.it

Dottor De Mause, ma cosa ha bevuto a cena? Secondo me deve avere esagerato con quell’intruglio di miele e vino che le propina la sua Lefteria! Straziare così la nostra bella lingua è un crimine e poi, ha forse perso il senso del tempo dopo la sua dotta disquisizione filosofica su sant’Agostino? Io non sono affatto morta, Gottlob, e lei sa bene che ogni anno trascorro l’ultima settimana di luglio alle terme di Provolano per fare un trattamento fisioterapico alle mie povere gambe: non posso certo sbrigare la sua posta e lavorare al computer immersa nel fango! Riprenderò il mio lavoro non appena tornata a casa. Una settimana di ferie all’anno non mi sembra un pretesa eccessiva, le pare?
Cari saluti da parte di Antiveduto che, rassicurato riguardo alla partenza dell’ex fidanzata dal suo loft, ha deciso di rinunciare all’esilio nelle selve di Pian d’Alma ed ora soggiorna con me in un tranquillo agriturismo. Parliamo a lungo del soggetto del suo nuovo romanzo, incentrato sulla rivalità tra due anziani docenti universitari che ignorano di essere gemelli. Mi ha detto di riferirle che la sua storiella biblica su Adamo ed Eva non lo interessa affatto. Un saluto al caro Ubaldo e, naturalmente, mi ricordi anche all’ineffabile signorina Lefteria.
P.S. anche se in vacanza, rimango la sua fedele Adelia.

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Da: adelia.edelwaiz@libero.it
A: girolamo.demause@libero.it

Sono certa che Antiveduto le ha già riferito del mio incidente alle terme ma, ora che mi sono del tutto ripresa dallo shock, desidero narrarle l’accaduto nei particolari e, per così dire, in soggettiva. Mi trovavo, come sempre nel primo pomeriggio, sul bordo della piscina intenta a leggere i versi immortali del mio amato Rilke quando una pallonata tirata da un piccolo teppista prontamente fuggito ha catapultato me e la mia carrozzina in acqua. Antiveduto si era allontanato a caccia di prede sotto gli “anta” e nei dintorni si trovava solo un giovane extracomunitario intento a tagliare il prato. Nonostante il rumore prodotto dal motore della falciatrice, il ragazzo si è accorto dell’incidente e, gettatosi in piscina, mi ha salvato da morte sicura. A causa della mia pressione bassa e dell’alta temperatura dell’acqua ero infatti svenuta. Ora comunque sono di nuovo in salute e la direzione delle terme, per evitare questioni, mi ha offerto un buon indennizzo ed una nuova carrozzina: si tratta di un mezzo elettrico veramente prodigioso, fornito di tutti gli optionals, compresi radio, tettino apribile e navigatore satellitare, una diavoleria in grado di stabilire in qualsiasi momento dove mi trovo. Con l’avanzare dell’età potrebbe essermi molto utile. Invecchiando si perdono colpi…come il camioncino di Baluardi.
Dimenticavo di dirle che il mio salvatore si chiama Pepos ed anche Antiveduto trova che sia un tipo simpatico: sa fare un po’ di tutto e, visto che gli devo la vita, ho deciso di ospitarlo come “badante”. Riguardo alla  riservatezza della sua corrispondenza non deve preoccuparsi perché Pepos non sa leggere e per il suo mantenimento utilizzerò l’indennizzo che ho ricevuto dalla direzione delle terme. Come dice il proverbio “non tutto il male viene per nuocere”.

Continua…

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Rosanna Bogo

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Delitto senza castigo – I

scaffalecuboPrima

CORRISPONDENTI:

Dr. Girolamo De Mause, anziano collezionista di libri: proprietario dello Studio Bibliografico De Mause, ditta commerciale specializzata in antiquariato librario
Sig.na Adelia Edelwaiz: segretaria dello Studio Bibliografico De Mause
Prof. Galba Demause (sic), fratello minore di Girolamo: docente universitario di Paleografia e Diplomatica, vedovo
Antiveduto De Mause, figlio di Tommaso De Mause Jr. e nipote del conte Tommaso De Mause, zio di Girolamo e Galba: giovane scrittore e dongiovanni
Avv. Ivo Vitale: avvocato di Girolamo De Mause
Dr. Carmine Lo Bue: commissario della Polizia di Stato

ALTRI PERSONAGGI NOMINATI

Conte Ing. Tommaso De Tommasi De Mause, ricco proprietario, nonno di Antiveduto, zio di Girolamo e Galba: defunto
Lefteria Tolos, anziana figlia naturale del conte Tommaso De Mause: greca
Ubaldo
, tuttofare del dr. Girolamo De Mause
Sig. Baluardi, autotrasportatore
Opak Pepos, “Badante” di Adelia Edelwaiz
La famiglia Grandi, padre, madre e figlio

I PUNTATA

Da: adelia.edelwaiz@libero.it
A: girolamo.demause@libero.it

Egregio dottore, ho finalmente terminato il disbrigo della corrispondenza settimanale  dello Studio Bibliografico: il pacchetto con le lettere è già confezionato ed attendo a minuti che il pony express suoni alla porta. Mi raccomando, non dimentichi di dare la mancia al ragazzo, consideri quanto è sconnesso lo sterrato che porta a villa De Mause! Riguardo alla posta in uscita, purtroppo le sue raccomandate solo partite solooggi: come avrà di certo notato, ultimamente il tempo è stato pessimo, ed una vecchia carrozzina non rappresenta il mezzo più adatto per percorrere, sotto la pioggia battente, il lungo tragitto che separa il mio appartamento dall’ufficio postale. Fortunatamente la cassetta rossa all’angolo dell’isolato non è stata ancora rimossa e quindi l’inoltro della sua corrispondenza ordinaria non ha avuto intoppi. Tra l’altro ho reperito al mercatino dell’usato un attrezzo con prolunga e pinze, strumento un tempo prerogativa dei commessi di drogheria, che mi permette di imbucare più agevolmente le buste: per noi invalidi quasi tutte le cose di uso quotidiano stanno troppo in alto.
Di certo avrà già appreso dai giornali che il Prof. Balestrucci, vittima di un incidente stradale, ha superato la gravissima operazione chirurgica cui è stato sottoposto nel nosocomio cittadino: i medici hanno sciolto la prognosi e io ho disdetto la prenotazione del camioncino del sig. Baluardi. Temo che dovrà ancora passare del tempo prima che l’accordo con la figlia del Balestrucci le permetta di entrare in possesso della biblioteca dell’illustre professore.
Nel pacchetto della posta troverà, oltre alla corrispondenza che ho selezionato per lei, vari opuscoli di ditte concorrenti ed una lettera autografa di suo fratello: il Prof. Galba solleva al solito la questione del testamento del vostro defunto zio, conte Ing. Idraulico Tommaso de’ Tommasi De Mause, divenuto ormai un casus belli. E’ triste vedere come l’interesse possa scuotere dalle fondamenta una famiglia e sono certa che il mai dimenticato zio Tommaso sarebbe addolorato di avere causato, con l’intento di fare del bene, questo dissidio tra fratelli. Ma, per sua fortuna, è già da tempo deceduto.

Da: girolamo.demause@libero.it
A: adelia.edelwaiz@libero.it

Cara Adelia, tra la posta che ha selezionato noto la presenza di una di quelle missive che, ben sa, non mi devono pervenire…evidentemente anche lei comincia a perdere qualche colpo come il camioncino del Baluardi. Comunque la lettera sfuggita al suo cestino non si è salvata dal fuoco del mio caminetto. In questi casi, la migliore reazione è sempre l’indifferenza.
Riguardo al Balestrucci non mi preoccuperei troppo: quando si fa un bel giro di valzer con la “vecchia signora” è difficile smettere di ballare, e poi l’emerito professore possiede soprattutto opere di storia locale che, francamente, non mi allettano più di tanto e rivenderò volentieri alle “spigolatrici” del nostro settore, abituate a comprare a “taccione” le biblioteche dei preti di campagna. Il mio interesse è concentrato solo su alcune antiche prime edizioni, che il Balestrucci, molti anni fa, mi mostrò per farsi bello. All’epoca ero un giovane bibliofilo squattrinato e non potevo permettermi “principes” così preziose. Ma ora la dea Fortuna ha girato la ruota…
Nella sua e-mail non mi dice nulla riguardo alla salute. Come sta? Spero che l’umidità non abbia acuito i suoi reumatismi.
A proposito di dolori, da qualche giorno soffro di allucinanti crampi allo stomaco ed altri disturbi  sotto la cintura su cui sorvolo per convenienza, sarà il cambio di stagione…quando le rondini volano via arrivano i malanni di stagione.
A proposito di uccelli migratori e catastrofi naturali, ha notizie di mio cugino Antiveduto? Ieri lo attendevo a pranzo ma il giovanotto mi ha dato buca e non oso telefonare a casa sua, non si sa mai che femmina da conio risponda all’altro capo del filo.
Girolamo De Mause.

Da: adelia.edelwaiz@libero.it
A: girolamo.demause@libero.it

Gentile Dottore,
riguardo a suo cugino Antiveduto non ho notizie certe, ma pare si trovi all’estero per scegliere la “location”  del suo nuovo romanzo. Così almeno mi ha riferito la gentile signorina, con inflessione straniera, che ha risposto al telefono del suo appartamento chiedendo, tra l’altro, please, l’accredito urgente di una somma sul conto corrente del suo “fidanzato”, attualmente in “rosso Ferrari”, per usare le espressioni della mia interlocutrice; il tutto ovviamente al fine di poter utilizzare la carta di credito che il latitante Romeo ha lasciato alla sua Giulietta come unico tangibile ricordo del loro grande amore.
La mia salute è sempre traballante ed ultimamente, ai dolori di schiena, si sono aggiunti fastidiosi problemi circolatori alle gambe: spero che almeno lei si senta meglio ed i disturbi gastrointestinali, di cui si lamentava nella sua ultima e-mail, siano in via di remissione. Personalmente ritengo che la cucina greca della signorina Lefteria abbia un qualche rapporto con questo malessere: l’apparato digerente dei De Mause è delicato e ricordo bene che anche suo zio Tommaso soffriva di una grave dispepsia. Quando i dolori di stomaco che lo tormentavano divenivano insopportabili, il povero conte ricorreva ad una dieta strettissima di sua invenzione: per una settimane si nutriva solo di “semini”, in brodo o conditi con olio e formaggio. Aveva affidato a me l’incarico di preparare il magico “intruglio” e le posso assicurare che questo regime alimentare era un vero toccasana, ma immagino che  la sig.na Lefteria per nulla al mondo scambierebbe un coscio di montone arrosto con una minestrina; mi permetto tuttavia di ricordarle che l’Ing. Tommaso, per decenni impegnato nella manutenzione dei sistemi idraulici di mezzo mondo, da Panama a Suez, è sopravvissuto all’umidità, alle zanzare portatrici del tripanosoma gambiense, ai veleni delle mense collettive raggiungendo la ragguardevole età di 99 anni E se un ignoto centauro non l’avesse travolto, chi sa, forse avrebbe spento anche la centesima candelina.
Adelia


Da: girolamo.demause@libero.it
A: adelia.edelwaiz@libero.it

Cara Adelia, brucio dal desiderio di comunicarle la preziosa “soffiata” che ho appena ricevuto tramite una sorella di Ubaldo, infermiera nel laboratorio d’analisi del Policlinico: il prof. Negri, un paleografo collega di Galba, è arrivato all’ultimo capitolo, direi quasi alla quarta di copertina, e tutto d’un fiato! Ha una leucemia che non perdona e la Parca è prossima a recidere lo stame! Pensare che il mese scorso l’ho incontrato a cena da mio fratello, sempre così ospitale con i giovani studiosi che ritiene degni di occupare, un lontano giorno, la sua amata cattedra: sembrava del tutto in forma ma, si sa, il confine tra la vita e la morte è davvero sottile come la bava del ragno. Naturalmente, appena informato della fatale prognosi, mi sono autoinvitato per un tè a casa del morituro ed il sopralluogo ha prodotto risultati interessanti. Il mio ospite, ancora ignaro di essere alla frutta, mi ha mostrato con sorridente orgoglio la bella biblioteca ereditata dal padre, celebre critico e scrittore. Negri non ha grandi nozioni in campo letterario ed anche la vedova, pardon, la signora Negri di sicuro non è in grado di dare un giusto valore a certe prime edizioni del Novecento che ho adocchiato qua e là tra gli scaffali. Dato che è una donna di modesta cultura, tutta dedita alla casa ed all’educazione dei tre figlioletti, credo non si insospettirà se mi offrirò di comprare qualche volume, per ricordo del marito e per contribuire con discrezione a coprire le spese del funerale e di tutto il teatrino che accompagna un evento in sé tanto insignificante in rapporto all’universo come lo spengersi di una vita sul nostro piccolo pianeta; questo sempre che il mio buon fratello non si metta di mezzo e mi preceda, per spirito di carità o perché interessato a qualche testo specialistico posseduto dal collega. Dopo tutto Galba e Negri lavorano nello stesso campo scientifico, se così si può definire l’arte di incaponirsi a leggere con impegno maniacale scritture che forse gli autori stessi si erano sforzati di rendere indecifrabili per celare il contenuto insulso delle opere. Non a caso i miei interessi si sono sempre limitati ai volumi a stampa.
Passando da disgrazia a disgrazia, la fuga di Antiveduto non mi stupisce, è il suo modo per dire addio quando l’amore finisce, ma ritengo che il giovanotto si trovi ancora entro i confini nazionali. Se lo conosco, in questo momento soggiorna tranquillo e beato nel capanno di caccia dello zio Tommaso a Tirli, confortato dall’amabile compagnia degli ispidi nativi con le zanne che, diversamente dalle donne, più di qualche grugnito non emettono… Come sempre in questi casi, ordinerò al fido Ubaldo di procedere allo sgombro del suo appartamento e, quando anche l’ultima Arianna in Asso se ne sarà andata, paga di una sostanziosa liquidazione, il nostro “Anti” farà di certo ritorno in città.
Evidentemente, a suo modo, il ragazzo soffre della malattia di famiglia: è un collezionista. Io sono un bibliofilo, Galba raccoglie papiri, lo zio Tommaso possedeva settecentotrentadue regoli calcolatori (alcuni in verità identici), mentre il povero Tommaso junior, il padre di Antiveduto, comprava un quadro al giorno e nessuno sapeva di che colore fossero le pareti di casa sua, completamente coperte di “capolavori”: non si perdeva un’asta ed aveva dato al figlio quel nome bizzarro proprio in onore di un pittore, Antiveduto Grammatica. Il rampollo però, ad onta del nome, mi pare abbia poca familiarità sia con l’arte che con la grammatica, almeno per quanto si evince dalla lettura dei suoi così detti “romanzi”.
Ma, a ben pensare, quella di Antiveduto non è una vera collezione: mio cugino non ospita in casa tutte le sue fidanzate, sarebbe troppo costoso, per non parlare degli inevitabili litigi tra femmine, e non può certo conservarle impagliate o fissate con uno spillo dentro una scatola, la legge purtroppo non lo permette. Tuttavia Antiveduto sostiene che le donne che ha amato rimangono per sempre con lui, trasformate in personaggi dei suoi romanzi. Sarà… Ma il vero collezionismo è cosa seria, nonostante sembri ai più solo un’attività da maniaci. Lo scrittore Hale White giustamente diceva che “gli uomini non dovrebbero essere troppo meticolosi nell’analizzare e nel condannare qualunque mezzo la natura escogiti per salvarli da se stessi, siano monete, o vecchi libri, curiosità, farfalle o fossili”. E bisogna avere l’animo del politicante come Cicerone o, come Seneca, essere l’aio di Nerone, per biasimare i collezionisti.
Comunque le pene d’amore delle fanciulle abbandonate da “Anti” sono sciocchezze rispetto ad dolori fisici e morali che mi derivano dalla vicinanza di Lefteria: la sua voce stridula, il suo italiano approssimativo, la sua indigeribile cucina esotica (come vede al riguardo sono del suo stesso parere) condita dal continuo racconto di episodi della sua infelice gioventù nelle Isole Ionie sono una vera tortura ed un ammonimento riguardo ai danni che la guerra può produrre anche a distanza di molti decenni. Altro che radiazioni atomiche! E’ mia opinione che l’ottimo Tommaso de’ Tommasi De Mause avrebbe dovuto evitare di fraternizzare troppo con la popolazione femminile mentre era intento a “spezzare le reni alla Grecia”.
Per rimediare al suo errore di gioventù, lo zio ha introdotto nel testamento quella bizzarra clausola che tanti problemi sta creando in famiglia: in caso di matrimonio della sua prole illegittima signorina Lefteria Tolos con me o con Galba, il patrimonio andrà in gran parte a noi nipoti, mentre Antiveduto, discendente diretto, avrà solo la legittima.
Personalmente ritengo che i rimorsi siano sempre inutili e questa vicenda dimostra che, a volte, possono essere anche dannosi: un matrimonio contratto obtorto collo infatti non può cancellare le umiliazioni subite nel passato dall’illegittima Lefteria e, nel presente, rischia di rovinare la vita di due innocenti vecchietti.
Attualmente, come avrà compreso leggendo la lettera di mio fratello, ci troviamo in una fase di stallo perché io non ho nessuna intenzione di impalmare il frutto degli amori ellenici dello zio e Galba, per il momento, rifiuta di convolare a nozze, ostentando la caparbietà di un mulo impuntato su uno strapiombo dolomitico con un obice a traino. Del resto quando Galba comunica utilizzando la sua penna d’oca da calligrafo invece del telefono o della posta elettronica il contenuto della missiva non può che essere “drammatico”.
Girolamo De Mause

Da: adelia.edelwaiz@libero.it
A: girolamo.demause@libero.it

Caro Dottor De Mause
le sue previsioni si sono rivelate ancora una volta esatte: Antiveduto non era affatto fuggito all’estero e proprio oggi mi ha portato in dono un enorme cesto di pinaioli da lui stesso raccolti nei boschi di Tirli: quando piove sulla terra riscaldata per mesi dal sole estivo, mi ha detto, i funghi sbucano davvero “come funghi”!
Ho riletto la sua ultima e-mail e mi chiedo come un uomo del suo carattere possa sopportare una situazione tanto frustrante. Aspirare ad una migliore condizione economica è umano, ma temo che l’eredità, alla fine, renderà la sua vita peggiore! E suo fratello Galba, sotto un apparente dolcezza, nasconde una volontà d’acciaio: mi creda, non accetterà mai queste nozze imposte con la forza.
Adelia

Da: girolamo.demause@libero.it
A: adelia.edelwaiz@libero.it

Mia cara Adelia, lei è una vera straga! Ha intuito che la bizzarra clausola del testamento di zio Tommaso non è la sola ragione per cui mi sobbarco l’onere di ospitare in casa mia la Gorgone delle Isole Ionie.
Come ex bibliotecaria, probabilmente avrà sentito parlare dell’affare De Tipaldo: da oltre un secolo il carteggio amoroso del vate di Zante con la contessa Fagnani Arese, portato a Corfù dalla figlia del tipografo greco De Tipaldo, è scomparso e Lefteria mi ha confessato di conoscere, per via di una lontana parente, il luogo dove è nascosto. Non che gli autografi mi interessino, ma sul mercato antiquario quelle lettere ancora grondanti di lacrime ed altri liquidi organici, scritte con inconfondibile grafia gallinesca dall’autore dell’”Ortis”, valgono una vera fortuna. A proposito, sono convinto che la relazione di Ser Nicoletto sia naufragata perché la contessa non ne poteva più di passare ore a decifrare le missive del suo ganzo, invece di andare a ballare o a teatro, e magari, qua e là, scambiava parole d’amore per offese.
Ma, fuori di scherzo, intendo fare al più presto una capatina nell’Eptaneso, magari accompagnando in viaggio di nozze Galba e Lefteria, per tentare di recuperare il carteggio perduto. E se l’arpia greca non mi ha ingannato, per la prima volta sarò felice di avere un fratello paleografo in grado di eseguire un espertise.
A proposito di Galba, Ubaldo le consegnerà in giornata alcune minute che la prego di trascrivere e spedire via e-mail al più presto, dando la precedenza alla comunicazione diretta all’Avv. Vitale: bisogna sempre smuovere la brace per non far sviluppare gas venefici… quindi almeno ogni due settimane devo aizzare il mio legale contro il caro fratellino, onde evitare che rimanga soffocato dall’ossido di carbonio dei buoni sentimenti e degli scrupoli religiosi.
Oltre alle minute della mia corrispondenza le invio anche un anticipo (con un piccolo incremento) per le spese postali ed i pagamenti correnti dello Studio Bibliografico. Non occorre rendicontare, so bene che Adelia Edelweiz, discendente da una stirpe di fedeli servitori dell’Impero austro-ungarico, mai potrebbe spendere un centesimo più del necessario.
Riguardo alle raccomandate ed alle lettere ordinarie, non deve preoccuparsi se la spedizione non è immediata: per le mie comunicazioni urgenti dispongo sempre l’invio a mezzo e-mail. A proposito, le confesso che io adoro ricevere posta in ritardo: una cartolina, una lettera, un invito giunti dopo mesi attirano la mia attenzione, mi inducono ad interrogarmi sui contorti itinerari che quel pezzetto di carta ha compiuto prima di arrivare nelle mie mani, sui motivi della dilazione, sugli attuali rapporti con il mittente. E poi non dobbiamo farci schiavi del tempo: lo sa che secondo Agostino, prima della Creazione, il tempo neppure esisteva? è un optional che Dio, inventato l’Universo, volle aggiungere al suo capolavoro, un complemento che, a mio avviso, poteva anche risparmiarsi: un mondo immerso nell’eternità, senza prima o dopo, non sarebbe forse più bello? Personalmente sono convinto che lo scorrere inesorabile dei secondi sia, oltre che superfluo, dannoso E’ un tema su cui spesso rifletto e, prima o poi, suggerirò ad Antiveduto di dedicare  all’argomento un racconto “filosofico” nello stile di Voltaire. Ho già in mente il titolo del pastiche: “Dio e l’orologio”.
Per provare la dannosità del tempo partirei “ab ovo”, dimostrando che è la causa della cacciata dei nostri progenitori biblici dal Paradiso Terrestre: senza tempo Eva non si sarebbe annoiata e quindi non avrebbe sfogato il suo malumore su Adamo, inducendolo a peccare con il segreto intento di farsi scacciare da quella infernale gabbia dorata. Mi pare quasi di sentirla mentre perseguita il marito con i soliti rimproveri delle donne, “sei sempre in ritardo per la cena, mi trascuri per dedicarti ai tuoi hobbies, non mi porti mai in vacanza, non mi ami più come una volta e così via”, tutte manchevolezze che, non esistendo il tempo, sarebbero passate inosservate. La prima coppia umana rimase nell’Eden solo sette ore, ma il Paradiso terrestre era un piccolo giardino, forse non più grande di un appartamento, ed il tedio della vita coniugale doveva essere insopportabile già dopo sette minuti: fuori di lì Adamo si illudeva di vivere con la spensierata libertà dello scapolo ed invece si ritrovò sul groppone, oltre ad una moglie petulante, due figli, anzi, per essere precisi, tre, ed un sacco di grattacapi; il poveretto divenne così l’archetipo del moderno padre di famiglia.
Se fossi stato nei panni, ovvero nelle foglie, di Adamo per mio conto avrei risolto il problema altrimenti: non potendo annullare il tempo avrei eliminato il genere femminile e continuato a vivere da solo nell’Eden senza preoccuparmi di arrivare tardi a cena. Si intende che però avrei fatto un’eccezione per l’insostituibile sig.na Edelwaiz che saluto caramente.
I am  Yours truly
Girolamo De Mause

Fine Prima Puntata

Continua…

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Rosanna Bogo

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Segnalibri Sant’Agostino

Segnalibri Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant’Agostino. Un’occasione, per noi, per ricordare il grande lettore (e scrittore!), morto 1583 anni fa.

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Dr J. Iccapot