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I segnalibri di Sant'Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant'Agostino. Noi abbiamo preparato dei segnalibri, utilizzando l'opera di Simone Martini. Potete scaricarli dall'area di download.

 

PINAX - ovvero "La lettura nell'arte"

Li leggiamo, li conserviamo, qualche rara volta li prestiamo.

Se siete qui è perché vi piacciono; forse, come succede a noi, vi affascinano come oggetti, col loro odore, la loro pesantezza, le pagine ruvide o lisce, freschi di stampa o spiegazzati dalle letture, tenuti maniacalmente in ordine o buttati alla rinfusa dove capita.

In questa collezione ecco come hanno guardato ai libri, e ai loro lettori, artisti d'ogni dove e di tutti i tempi, incontrati dal vivo o sulle pagine del web; li abbiamo catturati con lo spirito di un entomologo per imbalsamarli a giustificazione e monumento della nostra passione.

Commenti, suggerimenti e link a vostre immagini preferite sono benvenuti: datevi una scrollata, non potete mica vivere solo una vita da lettori! Fate come noi, siate socievoli, mostrateci che, se anche amate il vizio solitario della lettura, avete piacere di comunicare con qualche altro vizioso par vostro. Senza vergogna: tra noi ci capiamo.

Allora cosa aspettate? Inviateci il vostro materiale a: pinax@scrivolo.it

Noiosi da dormire – 2

E’ pericoloso, dopo un buon pranzo e abbondanti libagioni, abbandonare gli amici che giocano a Faraone e cercare di leggere un libro: il sonno arriva immancabilmente.

Il bell’addormentato è Nicolas Beaujon. Nato a Bordeaux nel 1718, filantropo, celebre finanziere, ex membro della Circoscrizione consolare di Bordeaux, responsabile commerciale della provincia di Guyenne, banchiere di Corte, Receveur général des finances. Lasciò una grande biblioteca nella città di Bordeaux. Morì a Parigi nel 1786.

Pierre-Louis Dumesnil (1698-1781), Le Traitant

 

Neppure il solletico riesce a risvegliare dal sonno provocato dalla lettura di un libro noioso.

 

Pietro Rotari (1707-1762), Ragazza che dorme

 

Quando una storia è noiosa, non c’è proprio nulla da fare…
 

George Caleb Bingham (1811-1879), A dull story

 

Vedi anche:

Noiosi da dormire-1

 

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Donne che leggono – 3

Una donna mollemente sdraiata, su un divano o sull’erba, è un soggetto a cui un pittore difficilmente sa rinunciare. Se poi chi è in posa è anche nuda, tanto meglio.

Claude Monet (1840-1926), Madame Monet legge Le Figaro



Jean Etienne Liotard (1702-1789), Marie Adalaide



Jean Jacques Henner (1829-1905), La Liseuse


Fernando Botero (1932 -), Donna che legge (1998)


Fernando Botero (1932 -), Donna che legge (2002)


Winslow Homerl (1836-1910), The novel


T F Šimon (1899-?), Vilma legge sul sofa (1912)


Qualche volta si è però costretti a leggere sdraiati contro la nostra volontà:

Michael Ancher (1849-1927), La ragazza ammalata (1882)


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Scrittori che leggono – 1

Gli scrittori rappresentati nell’atto di leggere, questo il tema del post.

Nei primi due casi si tratta di immagini di fantasia, negli altri di rappresentazioni realizzate dal vivo. Per la statua di Erasmo, si tratta del rifacimento di una precedente in pietra, di poco successiva alla morte dello studioso di cui sono noti numerosi ritratti per cui posò.

Benozzo Gozzoli, S. Agostino legge le epistole

Benozzo Gozzoli, S. Agostino (354-430) legge le epistole di San Paolo

van Eyck, San Girolamo nello studiovan Eyck, San Girolamo (347-420) nello studio

Hendrick de Keyser, Desiderius ErasmusHendrick de Keyser, Desiderius Erasmus (1436-1566)

Maurice Quentin de la Tour, Voltaire.jpgMaurice Quentin de la Tour, Voltaire (1694-1778) nel 1736

Jean-Honoré Fragonard, DiderotJean Honore Fragonard, Diderot (1713 – 1784) nel 1769

Joshua Reynolds, Samuel JohnsonJoshua Reynolds, Samuel Johnson (1709 -1784) nel 1775

Joshua Reynolds, Giuseppe BarettiJoshua Reynolds, Giuseppe Baretti (1719 -1789) nel 1773

John Opie, Mary Wollstonecraft.jpgJohn Opie, Mary Wollstonecraft (1759-1797) nel 1791 [la madre di Mary Shelley]

Gustave Courbet, Charles BaudelaireGustave Courbet, Charles Baudelaire (1821-1867) nel 1848

Ilja Efimovitch Repin, Lev TolstojIlja Efimovitch Repin, Lev Tolstoj (1828-1910) nel 1891

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Donne che leggono – 2

Qualche giorno fa su Facebook mi sono imbattuto nell’immagine sottostante, usata da uno degli amici di Scrivolo. Con Tineye, il servizio che rintraccia le occorrenze di foto o disegni nel Web, ne ho trovato i riferimenti: si tratta di una delle pin-up anni ’40 che l’italo americano Edward Runci disegnò a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, uno dei tipici soggetti da calendario o da pubblicità a cui spesso faceva da ispiratrice e modella sua moglie Maxine.

Nonostante la rappresentazione provocante, la ragazza sta leggendo un libro giallo: sul letto ci sono infatti una ‘Detective story’ e un volumetto di ‘Mystery stories’, come si può vedere dal dettaglio:

L’acquarello si intitola per l’appunto Surprising Mystery ed è del 1945.

Mi ha incuriosito, l’immagine di questa ragazza discinta che legge dei libretti dozzinali, e mi ha ricordato un’altra immagine: la Lettrice di Romanzi di Antoine Wiertz.

Dice Louis Watteau, a proposito del quadro, nel suo  “Catalogue raisonné du Musée Wiertz – 1865″ (pagg. 181-182) [la traduzione è mia]:

“Questa giovane donna, che legge un libro nel silenzio della notte, è uno splendido modello di bellezza plastica. Sotto la pelle dorata e vellutata di questa bella ragazza s’indovinano tutti i fremiti d’una carne giovane ed esuberante. Si sente anche il veleno della lettura che le s’infiltra poco a poco nelle vene e quell’aria di languore e di rilassamento che le pervade tutto l’essere, quasi uno stimolo lungo la spina dorsale.
Senza dubbio è arrivata ad un punto interessante del libro perché i seni sembrano gonfiarsi d’umori ardenti mentre gli occhi fan cadere lacrime d’emozione.”

Che bella descrizione, vero?, dell’emozione della lettura.
E il critico non fa neppure notare che la ragazza è nuda; a metà ottocento si trovavano quadri ben più espliciti, di Gustave Courbet, ad esempio: le due lesbiche nude nel Le sommeil o l’origine di tutti noi ne L’Origine du monde, entrambi quadri del 1866.

L’Origine du monde è:

“…un ventre di donna nero e prominente sullo spiraglio d’una vulva rosa… Davanti a questa tela che non avevo mai visto, io che non ho mai amato Courbet, devo fare ammenda e rendergli onore: quel ventre è bello come la carne del Correggio”

scriveva nel suo Journal, sabato 29 giugno 1889, Edmond de Goncourt.

Edmond de Gouncort si era occupato, nel il suo romanzo La fille Elisa, proprio del rapporto tra la lettura di romanzi e le giovani e sprovvedute ragazze che, facendo magari una vita da donne pubbliche, evadevano dalle loro miserie con la lettura delle romanticherie di cui traboccavano tanti libri di poco prezzo. Ecco cosa dice nel cap. XV del libro (la traduzione è dell’amico Mirko F.)

Nella donna del popolo che sa giusto leggere la lettura produce lo stesso rapimento che nel bambino. Su queste menti ingenue, per cui le fantasticherie dei libri di una sala di lettura sono un piacere nuovo, su queste menti senza difesa, senza finezza, senza facoltà critiche, il romanzo esercita un’azione magica.
S’impossessa del pensiero della lettrice diventata ad un tratto, stupidamente, vittima dell’assurda finzione. La riempie, la eccita, l’infervora. Più l’avventura è grande, più il racconto è inverosimile, più la cosa raccontata è difficile da accettare, più l’arte e il vero sono assenti e meno reale l’umanità che si muove nel libro e più il romanzo fa presa su questo tipo di donna.
Ogni volta la sua immaginazione diventa la preda palpitante di un racconto che plana sopra le bassezze della sua vita, un racconto fondato e costruito nella regione superiore dei sentimenti soprannaturali di eroismo, abnegazione, sacrificio, castità. Castità, sì: soprattutto per la prostituta, la donna di cui la scienza medica ha riferito la purezza dei sogni e una sorta di aspirazione inconscia del suo essere macchiato verso l’immaterialità dell’amore.
Il romanzo! chi ne spiegherà il miracolo? Il titolo ci avverte che stiamo per leggere una menzogna ma, in capo a poche pagine, l’inchiostro mendace s’impadronisce di noi come se leggessimo un libro dove “i fatti raccontati sono accaduti realmente”. Profondiamo il nostro interesse, la nostra emozione, il nostro intenerimento, una lacrima a volte per una vicenda umana che sappiamo non aver avuto luogo.
Se veniamo ingannati noi, proprio noi! … Come potrà non credere a quanto legge con una fede più piena, più ingenua, più docile, più simile alla fede del bambino che non sa leggere un libro senza concedersi ad esso e vivere in esso? Così dalla confusione e dal miscuglio delle sensazioni irriflesse con le cose che legge, la donna del popolo è imperiosamente, involontariamente portata a sostituire alla propria persona il personaggio immaginario del romanzo, a spogliarsi della sua miserabile e prosaica individualità, a mettersi necessariamente nella pelle poetica e romanzesca dell’eroina: una vera incarnazione che continua e si protrae a lungo una volta chiuso il libro. Felice di sottrarsi al suo triste mondo grigio, dove non succede nulla, si precipita rapidamente nel dramma di un’esistenza favolosa. Ama, lotta e trionfa sui suoi nemici, come dicono le cartomanti.
Così, attraverso l’esaltazione dei sensi e una bella ubriacatura mentale, vive finalmente le avventure del libro.
La sala di lettura di Bourlemont, nella quale si era imbattuta Elisa, era la biblioteca che faceva al caso suo. Un centinaio di piccoli volumi, simili, nella loro legatura in pelle, a provinciali libri di preghiera ed il cui noleggio si affiancava alla vendita di almanacchi di Liegi e di animali di zucchero colorato di una bottega del quartiere, formavano, messi insieme a caso, una raccolta eteroclita di romanzi, pubblicati in Francia per l’insurrezione della Grecia nel 1821. Erano, sullo sfondo di una fantasmagoria e di un Oriente barocco, storie di palicari eroici, di prigioniere greche che facevano resistenza a pascià stupratori, storie di duelli nei sotterranei, di incendi, di prigionie, fughe, liberazioni e sempre, alla fine, arrivava il coronamento legale degli ardori dell’amante davanti a un sindaco di Sparta o di Argo. Tutta l’epica del crimine più trita, tutto il repertorio cavalleresco, tutto il repertorio amoroso capaci di portare nel blu di un settimo cielo le idee terra-terra di una ragazza che si guadagna il pane, poveramente, col suo amore, in una laida cittadina di provincia.
……
La lettura era diventata furore, una smania per Elisa. Non faceva altro che leggere. Assente col corpo e con lo spirito dalla casa, la ragazza, per quanto le consentiva il carattere basso e limitato della sua natura, viveva in un vago e generoso stato di grazia, nel sogno ad occhi aperti di azioni grandi, nobili, pure, in una sorta di omaggio del suo cervello a quello che il suo mestiere le faceva dissacrare in ogni momento.

Nel quadro della Lettrice di Romanzi di Wiertz, seminascosto dall’oscurità, sulla sinistra, un diavolo fa scivolare altri libri che ‘corrompono’ la mente della lettrice; anche in questo caso si tratta di romanzi d’evasione. Sul più vicino, quello che la mano del demone spinge avanti, si legge : “ANTONY DRAME PAR A. DUMAS”. Antony è un drammone romantico in cinque atti che Alexandre Dumas mise in scena nel 1831, e in cui ci sono tutti temi ‘classici’ del genere: l’amore, il tradimento, l’onore difeso e la morte; un giovane ex amante e una infelice moglie e madre ne sono i protagonisti.

Di Wiertz si è occupato, più volte, anche Walter Benjamin, parlando di  arte e di fotografia.

Benjamin scrisse anche un piccolo saggio illustrato, Chambermaids’ romances of the past century, (I romanzi delle cameriere nel secolo scorso) che ci riporta al tema delle due immagini di questo post. Nel suo breve testo il critico tedesco suggerisce di spostare l’attenzione dai libretti dozzinali venduti dai colporteur (venditori ambulanti) nelle fiere di paese o per le strade delle città, di solito non classificati come letteratura, focalizzandosi sulle condizioni di queste donne di classe molto umile, vere ‘divoratrici’ di centoni letterari, e sugli effetti causati su di loro. Il ‘secolo scorso’ nel titolo ovviamente è l’Ottocento.

Augurandosi che si cominci a fare un’analisi attenta della ‘chimica’ di questo cibo, Benjamin riconosce che è nei sogni che hanno le radici i soggetti dei romanzoni popolari.

Sopra: alcune immagini di colporteur.

Ulteriori riferimenti:

Per alcune immagini molto grandi di Runci, vedere il post su Golden Age Comic Book Stories che gli ha dedicato Mr. Door Tree.

Per Walter Benjamin: il libro Benjamin, Walter – The Work Of Art In The Age Of Its Technological Reproducibility, And Other Writings On Media, The Belknap Press of Harward University Press, 2008.

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L’ordalia dei libri

Bruciare libri, con intenzione e metodo e non per accidente, è stato spesso preludio ai roghi di uomini.
Qualche volta un rogo di libri poteva essere utilizzato anche per fini diversi.

Si dice che Domenico di Guzman, per aiutare i poveri affamati durante un periodo di carestia nella sua Castiglia, vendesse addirittura i suoi preziosi volumi(e alla fine del 1100 un solo libro valeva una fortuna).
Ordinato sacerdote, si occupò, nel sud della Francia, di una riforma del clero e dell’opera di correzione dalle eresie. La sua fu una attività di confutazione soprattutto dialettica, ben lontana da quegli orrori dell’inquisizione che sarebbero stati cari a Torquemada.
In questo quadro del 1495, di Pedro Berruguete (sì, quello del ritratto del Duca di Montefeltro) il futuro Santo (fu canonizzato a Rieti nel 1234, dodici anni dopo la morte, da papa Gregorio IX) gioca con i suoi oppositori eretici la carta del ‘giudizio divino': fa accendere un rogo e poi, a turno, lui ed i suoi oppositori vi getteranno sopra i propri libri.

Berruguete, L'ordalia dei libri

I volumi che raccontano le teorie false saranno preda del fuoco, gli altri (i suoi…) miracolosamente si libreranno per l’aria a dimostrare da che parte stiano la Verità e Dio.

Berruguete, L'ordalia dei libri (part.)

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Comunisti che leggono

Cosa leggevano i Comunisti?
Qui sotto, il compagno Vladimir Ilyich Ulyanov stava leggendo un libello, quando si è interrotto per mettersi in posa per il fotografo.

Lenin legge un libro

Spesso, specie nelle statue che lo rappresentavano, Lenin aveva un libro in mano. Sarà il Das Manifest o il  Das Kapital? Vista la mole del secondo, propenderei per il primo…

Statua di Lenin in manutenzione

Quando doveva informarsi su cosa succedeva nel mondo, ovviamente leggeva La Verità (Pravda), il giornale fondato da Trotsky.

Lenin legge la Pravda

Stalin, in questo manifesto di regime, viene mostrato davanti ad uno scaffale zeppo di libri, ma tra le mani, come si può vedere, ne ha uno di Lenin.

Stalin legge Lenin

Stalin legge Lenin (part.)

Quest’altro manifesto, degli inizi degli anni ’50, mostra un lettore ideale che, un libro di storia aperto tra le mani, ‘vede’ Lenin, Stalin,  Kamenev e Trotsky durante un comizio alle masse. Sul tavolo, uno sull’altro, un libro di Lenin e uno di Stalin.
Il giovane studioso ha anche, davanti a sé, un lapis ed un quaderno, peraltro immacolato, su cui poter scrivere appunti e riflessioni che simili letture possono ispirare.

Lettore Russo

E in questo ‘incontro’ tra Stalin e Mao, Mao ha in mano due volumetti di Lenin.

Stalin e Mao

Mao, in Cina, ammonisce: “Leggere molti libri è pericoloso“; molto meglio leggerne uno solo, magari proprio quello che raccoglie i suoi ‘pensieri’.

(La scritta dice, più o meno: Presidente Mao, sei il sole rosso nei nostri cuori)

Il Libro dei pensieri di Mao

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Libri che bruciano

Erano preziosi, i libri, e a disposizione dei pochi ricchi che se ne potevano permettere delle copie; averne poco meno di trecento, come il Don Ferrante di Manzoni, (lo ricordate?, una sorta di Folle dei libri…) nel ‘600 voleva dire avere una biblioteca molto grande e di notevole valore.
Che meraviglia avrà suscitato allora l’immensità della biblioteca di Alessandria, istituita un paio di secoli prima dell’era volgare, che di volumi si dice ne avesse quarantamila, e che rumore ne fece l’incendio e la perdita di così tante preziose rarità.

Non si poteva tacere, di questo evento nefasto, in un’opera che tracciava le linee principali della storia del mondo, dalla creazione al 1493, come fa Hartmann Schedel nella famosa Cronaca di Norimberga. Una pagina del libro, il verso del foglio XCII, è dedicata al racconto della storia della creazione e della fine della famosa biblioteca, ed è illustrata da una vivida incisione, che riporto qui sotto da una delle copie colorate a mano che ancora esistono.


Se fate una ricerca dell’immagine dell’incendio della biblioteca di Alessandria probabilmente troverete però, come è successo a me, questa immagine:

Nella parte alta ci sono tre soli, che si fa fatica a conciliare con l’immagine del rogo sottostante. Sono andato allora a cercare una copia digitale dell’opera, in latino, ed ho trovato che, in questo grande lista di fatti, santi, persone ed eventi celesti che è il Liber chronicarum, nella stessa pagina si parla prima dei tre soli che si dice comparvero all’orizzonte il giorno dopo la morte di Giulio Cesare (e che furono poi interpretati come profezia del manifestarsi sulla terra del Trino e Uno), poi della storia favolosa della Biblioteca di Alessandria e del suo incendio.
Ed è solo per risparmiare una incisione, realizzando cioè due immagini di due storie diverse in un unico blocco di legno, che si spiega la giustapposizione delle due rappresentazioni di due eventi ben distinti. Ma chi il latino probabilmente non lo sa, si limita a fare un taglia e incolla dell’immagine composita, etichettandola genericamente come “L’incendio della biblioteca”.

Qui la copia digitale di tutta la Cronaca, sfogliabile on-line o scaricabile (oltre 300 Mb) [via: Sienadgt].
Qui altre informazioni dettagliate e un’esaustiva raccolta di immagini anche in grande formato.

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I libri e la guerra

Niente riferimenti ‘alti’, oggi.
Anche su Scrivolo ci abbandoniamo a riflessioni legate alla storia di tanti anni fa, quasi cento, quando per alleviare la paura e la lontananza da casa, si mandavano ‘ai nostri ragazzi’ libri da leggere e non dosi di droga. Si usava negli Stati Uniti, ma anche in Inghilterra, nonostante la penuria di carta.

Qui sopra, una foto dei libri raccolti per i soldati sugli scalini della biblioteca pubblica di New York. (Image credits: Bookride). Sotto, il manifesto di Charles Buckles Falls che giganteggia nella foto.



Che il sapere possa vincere, e portare ad una vita industriosa e pacifica, resta una mera utopia. (Manifesto di Daniel Stevens)

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Letture devozionali – 1

Il calendario mi suggerisce di spostare l’attenzione sulla letture che si fanno, se devoti, in occasioni molto particolari della vita.
Il pittore fiammingo Rogier van der Weyden rappresenta, verso il 1450, in questo grande trittico, i sette sacramenti: dal Battesimo, sulla sinistra, all’Estrema Unzione (come si chiamava sino a poco tempo fa) sulla destra, imprigionando le singole scene nella viva realtà delle navate di una chiesa.

Nella pala di destra l’ultimo sacramento: il prete unge le mani del moribondo, sulla cui testa già aleggia l’angelo nero della morte.

Una donna, nella camera dove si svolge la scena, legge una qualche preghiera da un libro devozionale che tiene con gran cura appoggiato su un tessuto bianco, lavorato, per non sporcarne la preziosa copertina.

Anche la donna, della coppia che si intravede tra le colonne, nella pala centrale, tiene in mano un libro aperto, poggiato su un pizzo bianco.

Nella pala sinistra si vede invece chi torna dall’aver ricevuto la Confermazione (la Cresima) con in mano, chiuso, un libriccino evidentemente più comune e di minor valore.

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Donne che leggono – 1

La lettura si fa in qualunque ambiente ci si trovi e a qualunque classe sociale si appartenga. Si può immaginare che i contenuti siano diversi, ma sia la ragazza semi nuda, soggetto del polacco Wojciech Weiss (1875-1950) che la suora, di Enrico Coleman (1846-1911), sembrano molto prese da quanto stanno leggendo.
La ragazza qui sotto è più spontanea, il mondo intorno a lei non esiste più; la suora invece è in posa per il pittore, appoggiata alla savonarola. [Non vi sembra che l’angelo alle sue spalle stia sbirciando il libro?]


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Scrivolo

i racconti del nano grafomane

http://www.scrivolo.it

Segnalibri Sant’Agostino

Segnalibri Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant’Agostino. Un’occasione, per noi, per ricordare il grande lettore (e scrittore!), morto 1583 anni fa.

Da stampare fronte e retro e  ritagliare: Segnalibro Sant'Agostino (483)

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Dr J. Iccapot