Dicembre 2013 - African MarketAcrilico, 30 x 60 cm (2013)

 

Quando Abdullah Ibrahim suona al pianoforte il brano “African Marketplace” ci si trova immediatamente trasportati in un altro mondo. In un mondo di calore umano e gioia di vivere vera, mista coi problemi quotidiani e l’angoscia per il futuro che vengono sopportati con tranquilla riservatezza. Gioia di vivere e preoccupazioni abitano molto vicine, qui ci sono ritmi caldi accanto a sfumature che, tramite piccole pause e rallentamenti, producono delle tensioni e in queste brevi pause, tra i suoni, prendiamo atto del contenuto della storia. I racconti che rappresentano i sentimenti vitali africani senza falso pathos e senza la solita atmosfera esotico-etnica sono delle storie o immagini variopinte della vita quotidiana, raccontate magistralmente con la musica o dipinti.

Il mercato africano che si svolge a sud del Sahara è completamente diverso dal Souk o dal Bazar del mondo arabo. Non c’è il groviglio dei vicoli stretti e gallerie scure ma una piazza aperta sotto l’immenso cielo tropicale, con ombre blu sotto gli ombrelloni e le stoffe colorate delle donne. Non è un mondo di soli uomini che mercanteggia e commercia, spesso ci sono delle donne forti con le spalle larghe, spalle che possono e devono portare delle responsabilità. Ma anche loro sanno mercanteggiare bene, ma anche ridere di cuore.

Non è nemmeno un mercato che serve come soggetto fotografico per i turisti, questo è il cuore della società, della micro-economia, la misura del benessere o della miseria di una regione. Sia la vecchietta sdentata che offre tre manghi raggrinziti accanto a un mucchio di vestiti usati provenienti dal benessere europeo che aspettano clienti, siano montagne di ananas appena raccolti o pezzi di ricambio per le moto ed elettrodomestici nuovi che vengono offerti, tutto questo dimostra lo standard di vita di una regione.

A noi europei l’Africa è estranea per molti aspetti, rimane opaca alla nostra superficiale curiosità e alla quale ci precludiamo spesso l’accesso con i nostri atteggiamenti di superiorità. Ma l’Africa non è soltanto safari, caccia grossa e bellezza della natura. In Africa vivono degli esseri umani, non dei “selvaggi primitivi”, l’Africa è il continente del futuro se trova la sua propria anima, se l”African Market” non funge da svendita del continente…

Per concludere vorrei ricordare un grande africano, recentemente mancato, Nelson Mandela.

(Traduzione di R. Battilani)

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Johann Widmer

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