Acrilico, 50 x 50 cm (2013)

 

Nella sua opera “terra fiorita del sud”, il filosofo cinese Dschuang Xii scrive: “ chi è capace di vivere in ozio, sarà colmo di tranquillità, chi invece non è capace di vivere in ozio, non riesce a sopportare la tranquillità.”

L’ozio dell’uomo, lontano da ambizione e avidità, dovrebbe condurre ad un esperienza centrale che va oltre il pensare ed il pianificare. É un’interiorità, capace di dare all’uomo la libertà, è un punto centrale dal quale cresce la forza, ed è di questa forza che abbiamo bisogno per poter affrontare la vita ed i suoi problemi.

Dall’ozio nascono cose nuove, è la sorgente dell’ispirazione e della creatività. Non c’è spazio per la nostra incessante lotta con il mondo e con noi stessi. Ma quanto corriamo e ci affrettiamo durante tutta la nostra vita! E intanto fuggiamo dalla nostra vita e quando la maratona finisce ci chiediamo “era tutto qui”…

Sì, era tutto qui…

La musica indiana del Raga rende molto bene il senso e la sensazione dell’ozio.

Le tonalità tenui del rosso rispecchiano il raga “mattutino”, come p.e. “Hem-Lalit”, nel quale i suoni del sitar accennano ai primi raggi di luce dell’alba, con una brezze leggera che muove la nebbia rossiccia del mattino.

Chi vuole veramente vivere e sperimentare questa musica, deve riuscire a mettere insieme la calma, la tranquillità e la pace interiore, appunto, il necessario ozio…

(Traduzione di R. Battilani)

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Johann Widmer