Ultime pubblicazioni

I segnalibri di Sant'Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant'Agostino. Noi abbiamo preparato dei segnalibri, utilizzando l'opera di Simone Martini. Potete scaricarli dall'area di download.

 

Archivio per gennaio 2013

Gennaio 2013 – Ozio

Acrilico, 50 x 50 cm (2013)

 

Nella sua opera “terra fiorita del sud”, il filosofo cinese Dschuang Xii scrive: “ chi è capace di vivere in ozio, sarà colmo di tranquillità, chi invece non è capace di vivere in ozio, non riesce a sopportare la tranquillità.”

L’ozio dell’uomo, lontano da ambizione e avidità, dovrebbe condurre ad un esperienza centrale che va oltre il pensare ed il pianificare. É un’interiorità, capace di dare all’uomo la libertà, è un punto centrale dal quale cresce la forza, ed è di questa forza che abbiamo bisogno per poter affrontare la vita ed i suoi problemi.

Dall’ozio nascono cose nuove, è la sorgente dell’ispirazione e della creatività. Non c’è spazio per la nostra incessante lotta con il mondo e con noi stessi. Ma quanto corriamo e ci affrettiamo durante tutta la nostra vita! E intanto fuggiamo dalla nostra vita e quando la maratona finisce ci chiediamo “era tutto qui”…

Sì, era tutto qui…

La musica indiana del Raga rende molto bene il senso e la sensazione dell’ozio.

Le tonalità tenui del rosso rispecchiano il raga “mattutino”, come p.e. “Hem-Lalit”, nel quale i suoni del sitar accennano ai primi raggi di luce dell’alba, con una brezze leggera che muove la nebbia rossiccia del mattino.

Chi vuole veramente vivere e sperimentare questa musica, deve riuscire a mettere insieme la calma, la tranquillità e la pace interiore, appunto, il necessario ozio…

(Traduzione di R. Battilani)

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Johann Widmer

Tags: ,

Dicembre – Cascade

Acrilico, 30 x 60 cm (2012)

 

La cascata leggera e spensierata di suoni nel ragtime “Cascade” di Scott Joplin e il ritmo sincopato, fluido e continuo, formano l’immagine di un gioco d’acqua.

Ma non è una cascata di dimensioni gigantesche che ci tiene col fiato sospeso, con la sua potenza e il suo tuono, è piuttosto una pioggerellina fine di fiori variopinti, un gioco di colori discendenti davanti ad uno sfondo tranquillo e pacato. É la luce scintillante di un caldo pomeriggio, è la luce magica dell’estate che scioglie i contorni, che cade sul paesaggio coi suoi colori pastello, come spumeggiante cascata di luce.

E’ annunciata la quiete.

Silenzio.

“Il silenzio fa parte della celebrazione di una festa, un silenzio solenne che si espande” – per citare Hans-Georg Gadamer.

Un attimo nel quale il tempo si ferma e invita al riposo, dove la cascata si gela e diventa immagine, lì dove il nostro sguardo si rivolge verso l’interno, godendosi l’icona della quiete.

Ma sì…Periodo prenatalizio…

Per prepararci psicologicamente alla grande festa dei cristiani, una cascata di frenesia, chiasso, attività, agitazione e consumismo maniacale si abbatte su di noi.

La festa dell’amore diventa la festa dell’amore acquisito, la silenziosa introspezione…

… sì, ma dov’è il silenzio?

Ovunque ci insegue la melodia “Jingle Bells”, persino sul water.

Ma esistono ancora dei luoghi di silenzio, dove il tempo si ferma, dove la luce cade nel vuoto con goccie di colori variopinti e dove la bellezza riacquista la sua originaria importanza.

(Traduzione di R. Battilani)

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Johann Widmer

Tags: , , ,

Novembre – Caos

Acrilico, 50 x 50 cm (2012)

 

La parola “caos” ci fa pensare a dei concetti di carattere negativo, come disordine, scompiglio, confusione: situazioni che si sottraggono al nostro controllo.

Ma noi vorremmo un monde dove ogni cosa ha il suo ordine e il suo posto, ed è per questo che creiamo dei sistemi nei quali tutto si possa allineare piacevolmente. Costruiamo dei modelli che ci possono spiegare degli eventi complessi in modo semplice, troviamo delle leggi naturali alle quali siamo sottoposti, e dovrebbero dunque essere spiegabili, fabbrichiamo delle teorie che dovrebbero spiegarci anche l’inspiegabile resto. Abbiamo ogni cosa così bene sotto controllo.

…almeno se volessimo fare una qualsiasi prognosi attendibile. A questo punto, i sistemi fidati diventano improvvisamente inaffidabili, perché le leggi consolidate funzionano soltanto senza i fattori disturbanti. Già le più piccole azioni possono avere dei grandi effetti e scombussolare anche la teoria più saggia.

Una vera e propria sfida per i matematici, che hanno subito creato una nuova disciplina: la teoria del caos.

Benché ci si possa avvicinare al caos con delle formule matematiche, si possono fare capire dei sistemi complessi e dinamici, o dei processi non lineari nella natura, ma non si riuscirà mai del tutto ad avere la situazione sotto controllo; le previsioni meteo saranno di nuovo palesemente sbagliate.
Tramite iterazione di equazioni logistiche, ovvero assegniamo alla variabile x diversi valori, in modo di ottenere – con l’aiuto di un buon computer -, delle rappresentazioni complesse e meravigliose del caos. É il magico mondo dei frattali, che crea, con delle equazioni relativamente semplici, gli “omini-mela” dell’insieme di Mandelbrot, l’insieme di Julia, il tappeto di Sierpinski, felce di Barnsley e tante altre bellezze matematiche. Ma, il caos determinato è ancora un caos vero?

Anche il caso ha a che fare con il caos, e non si potrà mai prevedere con sicurezza dove si fermerà la pallina della roulette. Ed è proprio questo caso a giocare un ruolo fondamentale nel processo creativo dell’arte, pensiamo soltanto ai “tascisti” del secolo scorso. Nella musica conosciamo il concetto dell’aleatorio, che vuol dire, la sequenza dei suoni di un tema viene determinata con il “dado”. Il risultato è degno di essere ascoltato, per esempio nella terza sonata per pianoforte di Pierre Boulez o in Eclat.

Caos come elemento infinito e creativo, ordine come libertà delimitata,
Caos dimostra tutte le vie nuove e possibili. Ordine è arresto.
Fino dove può arrivare l’ordine? Fino all’uomo vitreo nella gabbia delle scimmie?
Fino dove può regnare il caos? Fino al dissolvimento totale di tutte le cose e di tutti i valori?
Comunque sia, tutto porta alla morte e alla putrefazione…
… ma non preoccupatevi…
… è sul letame che crescono i cetrioli più belli.

(Traduzione di R. Battilani)

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Johann Widmer

Tags: , , ,

Settembre – Il giardino delle rose

Acrilico, 40 x 50 cm (2012)

 

Cogli una rosa nel giardino:
ti rallegrerà per alcuni giorni;
cogli un unico petalo dal mio roseto
e ti accompagnerà per l’eternità…

Citazione da “Gulistan” (il giardino delle rose) dello sceicco Saadi Shirasi (1190 – 1283). Saadi era un filosofo e poeta persiano, un rappresentante importante del sufismo. Il sufismo è una filosofia, una corrente mistica all’interno dell’Islam, che ha come obiettivo principale di liberare l’ego dell’uomo dalle cose materiale e spingerlo ad agire in modo responsabile.Ci sono varie vie per raggiungere questa meta e vengono spesso trasmesse da un insegnante o da un maestro che fa capo ad una confraternità.

In tutti i riti del sufismo l’adorazione di Allah è sempre presente. Per gli estranei può assumere delle forme particolari come la danza dei dervishi, i miracoli dei fachiri e la musica estatica, ma queste sono piuttosto fenomeni marginali del movimento.

Importanti contributi per la letteratura, l’arte, le scienze umane e spirituale nella cultura universale provengono dal sufismo.

Per chi volesse conoscere meglio il sufismo consiglierei di leggere le opere di Chalil Gibran (il profeta) o dell’americano Idris Schah.

Ma torniamo al nostro roseto, alle rose che tra l’altro adornano anche il meraviglioso mausoleo di Saadi a Shiraz (Iran).

La rosa, questo nobile fiore, celebrato e cantato dai poeti di tutti i tempi, questa opera d’arte della natura con il suo profumo inebriante, un profumo che sembra provenire dai giardini del paradiso. Un profumo che si espande nell’aria come una canzone, un profumo paragonabile al suono di una voce umana; per esempio a quella della cantante libanese Nouhad Haddad, meglio conosciuta con il suo nome d’arte FAIROUZ (che vuol dire “turchese”).

Ascoltandola con gli occhi chiusi si percepisce all’improvviso il profumo delle rose nella stanza.

(Traduzione di R. Battilani)

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Johann Widmer

Tags: , , , ,

Ottobre – Danza

Acrilico, 60 x 70 cm (2012)

 

La danza è una forma complessa dell’arte che unisce la musica e l’immagine in movimento ed è probabilmente anche una delle forme d’espressione artistica più antica dell’umanità. I pochi popoli ancora intimamente legati alla natura, hanno conosciuto le danze di culto sacrale, per allontanare il male, per ottenere guarigione, per implorare o entrare in contatto con gli dei. La danza come espressione di un movimento interno ha tutt’oggi una grande importanza, pensiamo solo al tango, al flamenco o al balletto moderno che si rivolge agli spettatori con un linguaggio corporeo proprio ed espressivo.

Il cerchio, lo slancio e il volteggiare sul proprio asse hanno un ruolo importante in molte danze. Nel quadro, il cerchio si evolve verso l’alto, generando una spirale, abbandona il rosso corporeo e tende al mistico-spirituale viola. La danza diventa meditazione, rito sacrale, preghiera, come avviene nella danza dei mevlevi e dei dervisci nel vicino oriente. Il portamento e le piroette sono definite in modo liturgico. Si ruota attorno al proprio baricentro, intorno al cuore, come una trottola, incitati dal ritmo forte dei tamburi. Il ballerino si gira verso sinistra, alza le braccia orizzontalmente, il palmo della mano sinistra rivolta verso il basso, verso la terra, indica questo mondo, la materia e il presente; la mano destra si apre verso il cielo ed indica eternità, spiritualità e immortalità.

La rotazione costante conduce alla transe, ad un’alterazione della coscienza in base alla quale il ballerino crede di volare. Guidata dal suono di un flauto di canna l’anima si avvita in una spirale sempre più in alto e per non perdersi completamente, il suono del Rebab (violino monocorda) connette il volo alto con il suono basso e duro dei tamburi.

Estasi come chiave per una realtà trascendentale.

Estasi come chiave per un mondo immaginario o come fuga da una realtà malsopportata, da un mondo di disagi e senza prospettive…stati simili alla transe, dovuti al ritmo incalzante della musica techno, riflessi di luci sfavillanti ed effetto ipnotizzante della massa sostenuto da droghe di tutti i tipi…

La danza nella discoteca è una preghiera o un grido d’aiuto?

(Traduzione di R. Battilani)

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Johann Widmer

Tags: ,

Scrivolo

i racconti del nano grafomane

http://www.scrivolo.it

Segnalibri Sant’Agostino

Segnalibri Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant’Agostino. Un’occasione, per noi, per ricordare il grande lettore (e scrittore!), morto 1583 anni fa.

Da stampare fronte e retro e  ritagliare: Segnalibro Sant'Agostino (485)

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Dr J. Iccapot