Acrilico, 39×50 cm (2012)

 

Nuvole, ovvero strutture frattali, fatte di vapore acqueo, apparizioni quotidiane che possono però assumere varie configurazioni come per esempio una grigia coltre di nebbia alta o cumuli di nuvole temporalesche che vengono minacciose dall’orizzonte. Sono senza dubbio le nuvole cumuliformi a stimolare la nostra fantasia. Per molti artisti furono fonte d’ispirazione, temi per le loro opere che tuttora non hanno perso il loro fascino. Pensiamo solo a W. Turner, C.D. Friedrich e tanti altri che potevano creare delle atmosfere ed emozioni forti con le nuvole, svegliando sentimenti e presagi. Possono suscitare vaga fiducia, disgrazia incombente, processi misteriosi e inquietanti, ma anche nostalgia, serenità interiore e felicità. Qualcuno vede dei cavalli selvaggi impennati, un altro uno gnomo sogghignante, forse persino quello che lancia i fulmini. Tutte queste visioni hanno contribuito al concetto che l’uomo, già in tempi remoti, abbia collocato l’olimpo degli dei nel firmamento.

Il cielo con le sue nuvole e oltre questo, l’infinito dell’universo…
… non rimane più tanto spazio nascosto per gli dei.

Nel Caucaso la nuvola rappresenta anche un importante elemento stilistico per l’arte della tessitura dei tappeti. Oltre le forme stilizzate la nuvola (Bulut) assume spesso delle forme fantastiche di bestie terrificanti, di figure fiabesche e di esseri paranormali.

Anche nella musica di Aram Khachaturian ci sembrano far capolino da una nuvola degli esseri immaginari che vengono poi, in un attimo, dispersi e cancellati dal vento.

(Traduzione di R. Battilani)

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Johann Widmer