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I segnalibri di Sant'Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant'Agostino. Noi abbiamo preparato dei segnalibri, utilizzando l'opera di Simone Martini. Potete scaricarli dall'area di download.

 

Archivio per novembre 2011

Cortocircuito in cielo

In principio, si sa, era il Logos. Del Verbo onnipotente che ha creato l’Universo la parola degli uomini contiene solo un’ombra ma quel poco basta alla mente per trasformare le cose in pensieri e costruirsi un mondo reale fatto d’illusioni.

Non a caso le cliniche di lusso e le strutture private che ospitano anziani o malati di mente hanno spesso nomi graziosi e rassicuranti: Villa dei Glicini, Soggiorno Stella Maris, Casa del Buon Ritiro, Casa di Cura Santa Lucia (oculistica) o Santa Rita (per le patologie più serie), Istituto Salus… tutto un programma.

Un tempo questi edifici si chiamavano semplicemente ospedale, ospizio o manicomio ma oggi i manager dell’assistenza devono blandire la loro clientela e termini troppo espliciti potrebbero deprimere il morale di ricoverati e familiari. Chi è costretto a varcare la soglia di luoghi così tristi, caso mai, avrebbe bisogno di un po’ d’incoraggiamento e il marketing insegna che l’associazione con immagini positive come fiori, paesaggi romantici, bambini sorridenti, personaggi ammirati o star dello spettacolo, può far apparire accattivante anche un prodotto sgradevole.

Suggestionare la mente, in fondo, non è difficile: basta sostituire un taumaturgo all’attore testimonial, evocare sensazioni di benessere oppure promettere soggiorni sereni e voilà! si trasforma un deposito di sfasciacarrozze umane in ‘resort’ per anziani, con magnifico parco, servizi a quattro stelle e presidio sanitario garantito 24 ore su24’.

Così, quando i figli proposero al signor Ottavio di trasferirsi a Villa Quieta, il padre accettò di buon grado: amava la tranquillità, era vedovo e mal sopportava le turbolenze degli amati nipotini. Aveva già settantacinque anni e pensò:

“Lì almeno starò in pace: passeggerò in un giardino silenzioso con coetanei che non giocano a palla e non pattinano nel soggiorno; potrò tacere o parlare quando voglio, mangiare quello che mi va… si tratta di pazientare ancora qualche anno, poco male!”

Nella casa di riposo Ottavio si trovò subito bene: aveva l’impressione di stare all’albergo. Anche quando portava la famiglia al mare preferiva la pensione all’appartamento. Lui, la moglie e i tre figli trascorrevano la prima quindicina di luglio in un alberghetto a conduzione familiare, frequentato solo da habitué… dopo trent’anni ricordava ancora il nome: Piccolo Hotel del Golfo.

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Rosanna Bogo

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Violenti temporali

Pioveva. Da tre giorni un cielo color topo rovesciava gavettoni sui passanti e, dalle gronde, traboccavano improvvisi scrosci che si abbattevano sui marciapiedi come colpi di frusta. L’acqua rimbalzava qua e là, scorreva in mille rivoli ai lati della strada, trascinava detriti e foglie, allagavano i vialetti dei giardini, riempivano le cunette di mota.

Intorno ai tombini si formavano grandi pozze che le auto solcavano sollevando onde melmose: i pedoni che non avevano l’accortezza di camminare rasente ai muri, investiti dall’inattesa doccia di fango, guardavano increduli i loro vestiti imbrattati da schizzi, mentre i guidatori si allontanava indifferenti.

La terra ormai era satura e le fogne non riuscivano a ingollare tutto quel diluvio.

Di tanto in tanto le nuvole si aprivano, l’azzurro occhieggiava e, per qualche ora, gli ombrelli si chiudevano. Ma era solo una pausa: le gocce riprendevano a tamburellare, sempre più rumorose, fino a diventare di nuovo un unico fragoroso rombo.

“Una volta si chiamavano acquazzoni – disse Silvestro, guardando fuori dalla finestra – però ‘bombe d’acqua’ suona meglio: sembra di stare in guerra.”

“Tu ci scherzi, ma il clima è davvero cambiato – obiettò il collega, seduto alla scrivania – quando eravamo ragazzi, non pioveva così: ti ricordi l’alluvione del ’66? fu un evento eccezionale.”

“Per i contadini non è un gran male: la primavera è stata asciutta… i campi hanno sete – replicò Silvestro – almeno siamo sicuri di non rimanere a secco, la prossima estate. E poi, se non piove in autunno, quando dovrebbe piovere?”

“Per me anche tutti i giorni, ma con un po’ di garbo – osservò il collega – non con questa violenza: in poche ore viene giù quello che dovrebbe cadere in un mese. Ti sembra normale il nubifragio là fuori?”

“Macché nubifragio! non lo vedi che è un uragano tropicale? – rispose ironico Silvestro, prendendo impermeabile e ombrello dall’attaccapanni della stanza.

“Allora, caro dottor Danti – disse il collega – se domani non vieni in ufficio, avverto la Protezione Civile?”

“Certo! e ricordati: Via De Gasperi 21, primo piano!” esclamò Silvestro, uscendo.

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Rosanna Bogo

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La festa nel parco

Picnic

La signora Maria arrivò portando con sé una sediolina impagliata e una busta di tela chiara con il lavoro a maglia; era una donna bassa e pingue; i capelli, non ancora completamente bianchi nonostante l’età, erano raccolti in uno chignon alto sulla nuca. Giunta vicino al gruppetto salutò tutti con un cenno della testa, si accomodò sulla sua sedia poi tirò fuori i ferri con un lavoro già iniziato e cominciò subito a sferruzzare.

«E il tuo Martino, quant’è che non lo vedi?» le chiese la sorella Adele che era arrivata col marito Giovanni un po’ prima di lei e si era seduta in quella zona più illuminata, dove poteva lavorare a maglia più a suo agio. «Da qualche giorno – rispose Maria – ma ci sentiamo tutte le sere.» «Sta bene» proseguì, osservando da sopra gli occhiali il cognato che, già un po’ annoiato, si guardava intorno cercando qualche conoscente. «E’ presto, Giovanni – fece Maria – la festa è cominciata ora e i vecchietti come noi ce ne mettono di tempo ad arrivare. Io vengo da vicino, ma i tuoi amici chissà quanta strada devono fare!»

Giovanni si appoggiò allo schienale della panchina, le grandi mani aperte con le palme appoggiate sullo spesso velluto dei pantaloni marroni. Faceva freddo, come quasi sempre in occasione della festa annuale, e  si era vestito con attenzione: la bronchite era sempre in agguato ma lui non poteva mancare a quella riunione.

Qua e là erano stati accesi i primi fuochi, gruppetti di persone si fermavano a parlare, qualcuno si sedeva vicino ai conoscenti sulle panchine oppure sulle sedie che i più previdenti si erano portati appresso e avevano disposto a gruppi sotto i vecchi alberi, dritti e scuri, che di giorno ombreggiavano tutta la spianata.

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Dr J. Iccapot

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Scrivolo

i racconti del nano grafomane

http://www.scrivolo.it

Segnalibri Sant’Agostino

Segnalibri Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant’Agostino. Un’occasione, per noi, per ricordare il grande lettore (e scrittore!), morto 1583 anni fa.

Da stampare fronte e retro e  ritagliare: Segnalibro Sant'Agostino (485)

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Dr J. Iccapot