Ultime pubblicazioni

I segnalibri di Sant'Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant'Agostino. Noi abbiamo preparato dei segnalibri, utilizzando l'opera di Simone Martini. Potete scaricarli dall'area di download.

 

Archivio per agosto 2011

Un nuovo romanzo digitalizzato

Continuando l’iniziativa di digitalizzare testi non più stampati, pubblichiamo oggi il romanzo di Francesco Mastriani, Il mio cadavere, uscito a dispense nel 1852.
Lo trovate nell’area di download.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Dr J. Iccapot

Francesco Mastriani, Il mio cadavere

Un vero feuilleton, questo romanzo di Francesco Mastriani che uscì a dispense nel 1852. Qualcuno, forse senza averlo letto, lo definisce ‘il primo giallo italiano’  ma una trama investigativa assolutamente non c’è.

Ci sono però amori e povertà, soldi ed eredità misteriose, abbandono di figli illegittimi, riconoscimenti, misteri e morte.

Lo potete scaricare da qui: Francesco Mastriani, Il mio cadavere (1392).

 

 

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

admin

Tags: ,

Il commissario Sapìa torna all’Università – IX

IX. Sulle tracce della lepre

Qui l’ottava parte.

Magliana entrò nell’ufficio che divideva con Sapìa spalancando la porta. Era accigliato e scuro in volto:

“Novità importanti” disse con tono grave.

“Riferisca sintetizzando” replicò bruscamente il Commissario. Quando Magliana portava cattive notizie tendeva a diventare prolisso.

“La pista si è esaurita: le ragazze di via del Lavatoio sono a posto, ottimi voti e tutti rigorosamente autentici.”

“E il testimone in carrozzella?”

“Niente.”

“Allora abbiamo fatto un bel buco nell’acqua… ci toccherà mettere sotto torchio gli impiegati del Centro Elettronico.”

“A proposito di torchiare… qui fuori c’è un signore che scalpita: non vede l’ora di essere interrogato.”

“Lo lasci aspettare – disse con noncuranza Sapìa – penserò io a chiamarlo quando sarà il suo turno.”

“Ma non c’è nessun altro in attesa” osservò stupito Magliana.

“Davvero? stavo aspettando gli amici del suo testimone a rotelle – replicò il Commissario sfogliando l’agendina – si chiamano… Loli e Stoppa ma li lascio a lei… uno alla volta s’intende. Ho proprio bisogno di un espresso del bar! Vuole che le porti una pasta?”

Magliana trasecolò: non aveva mai ricevuto una gentilezza da Sapìa. Che evento!

“Bombolone alla crema?” chiese il Commissario.

Magliana accennò un timido sì con la testa: era notoriamente la pasta che preferiva e Sapìa se lo ricordava! Provò un improvviso trasporto affettivo per il suo insopportabile collega.

“Bene, porterò qualcosa anche per il suo protetto, il piccolo Oscar – aggiunse Sapìa uscendo – lei però si ricordi di chiedere ai testimoni se Tassi è andato al bagno, quella mattina.”

“Al bagno?” ripeté Magliana.

“Sì, al bagno, toilette, ritirata, WC, cesso, come preferisce, basta che non mi faccia l’eco!” disse Sapìa chiudendosi la porta dell’ufficio alle spalle. La vista di Cantoni che dondolava nervosamente una gamba gli aveva restituito l’usuale ruvidità.

Prosegui la lettura »

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Rosanna Bogo

Tags: , , , , ,

Il commissario Sapìa torna all’Università – VIII

VIII. Il corpo docente

Qui la settima parte.

La conversazione con Annalisa aveva suggerito al Commissario di confrontare il Piano di Studi trovato da Morganti con i registri d’esame.

In un computer forse si poteva inserire qualunque cosa, come sosteneva Magliana, ma un documento cartaceo ufficiale non si manometteva facilmente. E poi un libretto tenuto nascosto alla sorella e rubato da un assassino doveva avere per forza qualcosa di speciale.

Anche se era curioso di constatare de visu la fondatezza di quei sospetti, Sapìa decise di affidare la verifica al collega:la Segreteria di Lettere ela Segreteria di Giurisprudenza si affacciavano sullo stesso chiostro e non intendeva varcare un altro portone della memoria. Non nello spazio di due giorni.

“Alle undici devo incontrare il professor Diadori – si giustificò con se stesso – non posso lasciare l’ufficio.”

In attesa del suo ospite decise di riordinare la scrivania. Il duplice rovesciamento dei documenti di Magliana aveva causato un po’ di caos ed occorreva ricostituire alcuni monticelli scompaginati. Raccolse un post-it caduto a terra: conteneva i dati forniti da Magliana su Massimo Covi, l’ospite presente nella casa di via del Lavatoio la sera del delitto. “Studente di Informatica – mormorò tra sé il Commissario – infastidito dalla perquisizione, non collaborativo, scarsamente turbato dalla disgrazia.”

Il giovanotto sapeva trattare con i computer ma con gli ispettori non se la cavava molto bene: forse era il caso di verificare eventuali rapporti del Covi con il Centro Elettronico dell’Università. Magliana raccontava storie mirabolanti sulle imprese truffaldine dei così detti hackers: non per nulla venivano chiamati pirati informatici.

Prosegui la lettura »

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Rosanna Bogo

Tags: , , , , ,

Il commissario Sapìa torna all’Università – VII

VII. I parenti

Qui la sesta parte.

“Accomodatevi” disse il Commissario, indicando ai genitori della vittima le due sedie davanti alla scrivania. Magliana intanto aveva ceduto la sua poltroncina alla sorella di Stefania, una ragazza mora e robusta, per niente somigliante alla defunta.

“Sono addolorato per la vostra perdita: una figlia nel fiore degli anni… è una disgrazia irreparabile – esordì Sapìa, rispolverando qualche frase del repertorio che utilizzava in occasione di decessi nel parentado – le parole buone servono a poco, lo so… anch’io ho una ragazza di vent’anni e neppure riesco a immaginare come mi sentirei! noi però possiamo ancora fare qualcosa per la povera Stefania: scoprire il suo assassino. Chi ha commesso questo gesto infame deve pagare e io mi impegno ad acciuff… aiutare in tutti i modi il dottor Magliana qui presente nelle indagini… siete in buone mani!”

“Grazie, Commissario – rispose  il padre – a noi poco importa sapere il nome di quel delinquente, non riavremo mai la nostra bambina! però per Stefania forse sarà una consolazione, là dove si trova.”

“La Giustizianon è solo una virtù cardinale – esclamò Magliana, memore delle lezioni di Catechismo subite in occasione della recente e tardiva Cresima – è un diritto che noi abbiamo il dovere di garantire anche a chi non c’è più e conta sulla nostra…”

“Volete che riferisca in breve l’accaduto?” chiese Sapìa, cercando di riportare la conversazione sulla Terra.

“No, grazie, preferiamo di no – rispose la sorella – il dottor Magliana ci ha già detto l’essenziale e non vorremmo sapere di più, mi creda.”

“Bene, allora vorrei io qualche informazione da voi” aggiunse Sapìa, rallegrandosi per una volta dell’incontenibile propensione del giovane collega a familiarizzare con le persone coinvolte nelle indagini.

Magliana, per l’occasione, aveva assunto un’espressione ben più intensa della faccia ‘da funerale’ d’ordinanza: sembrava un parente addolorato, non un investigatore. Appoggiato sul davanzale della finestra con una gamba ciondoloni e l’aria di chi vuole solo ascoltare, non dava segni di voler prendere in mano l’interrogatorio. “Ho carta bianca – pensò il Commissario – meglio così, il ciuccio potrebbe anche unirsi al compianto!”

“Ha già qualche sospetto” chiese la madre della vittima, asciugandosi gli occhi.

“Per ora nessuno, purtroppo – rispose Sapìa – deve considerare che le indagini sono ancora in una fase iniziale e, senza testimoni oculari, imboccare la strada giusta non è facile: occorre trovare il movente, qualcosa nella vita della povera Stefania che spieghi questo tragico epilogo.”

Prosegui la lettura »

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Rosanna Bogo

Tags: , , , , ,

Il commissario Sapìa torna all’Università – VI

VI. Dopocena

Qui la quinta parte.

Mentre il Commissario sorseggiava il suo caffè serale, comodamente seduto in poltrona, il cordless posato sul bracciolo cominciò a squillare. Era l’attesa telefonata di Morganti.

“Ho identificato la vittima – disse l’Ispettore, come sempre efficiente ed efficace – l’impiegata della Segreteria ha riconosciuto la ragazza dalla foto di Magliana: ricordava più o meno il cognome e così risalire alla scheda nell’archivio informatico è stato facile.”

“Sa dove abitava?” chiese il Commissario.

“Sì, la scheda riporta il domicilio in città e anche la residenza della famiglia. Il dottor Magliana ha già chiamato la caserma dei Carabinieri, al paese: avvertiranno loro i genitori. Sarebbe interessante fare un sopralluogo a casa della vittima, probabilmente divideva l’appartamento con altre ragazze e le coinquiline di questa… Stefania Losanto, nata il 10 ottobre1988 aBrindisi, abitante al numero 12 di Via del Lavatoio potrebbero dirci qualcosa d’importante.

“Domani. Prima dobbiamo sentire Magliana e ottenere il via libera del magistrato.”

“Via del Lavatoio è nel mio quartiere… potrei passare di lì mentre torno a casa: giusto per dare un’occhiata visto che è di strada” suggerì Morganti, nemico delle complicazioni burocratiche non meno di Sapìa.

“Sono quasi le nove – osservò il Commissario – forse un po’ tardi per comunicare una notizia del genere a delle ragazze.”

L’Ispettore si stupì di quell’insolita premura.La Sfingemanteneva sempre un rapporto distaccato con le persone coinvolte in un’indagine: per principio sospettava di tutti, fino a prova contraria.

“Sì, lo so che non è una bella novità – rispose perplesso – ma ormai avranno notato l’assenza della loro amica e probabilmente stanno in pensiero. Comunque le nove di sera, per i giovani di oggi, sono come le sei del pomeriggio per noi: quelli vanno a ballare a mezzanotte e, di sicuro, non dormono con le galline.”

“Non vanno a letto con le galline – replicò il Commissario, scandendo bene le parole – non si metta anche lei a massacrare i modi di dire come mia moglie. E sì che ha fatto il liceo!”.

Morganti per un attimo tacque, interdetto. Cosa cavolo aveva a che fare un banale proverbio con i suoi studi? Ma ormai frequentava Sapìa da anni e aveva imparato chela Sfingespesso utilizzava quel genere di osservazioni fuori luogo con un secondo fine:  cercava di spiazzare l’interlocutore per guadagnare tempo. Probabilmente voleva riflettere sul da farsi, magari era pentito dell’eccessiva premura dimostrata nei confronti delle amiche della vittima e cercava un modo elegante per correggendo il tiro.

Prosegui la lettura »

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Rosanna Bogo

Tags: , , , , ,

Modelle sulla spiaggia

Sulla spiaggia assolata gli ombrelloni colorati si confondono ed il caldo rende la sabbia rovente, mentre l’acqua si rifrange tranquillamente su se stessa seguendo il ritmo del vento.

Qualcosa, però, attrae l’attenzione dei bagnanti.  Non i bambini, ma gli adulti si voltano quasi tutti. Non è inusuale vedere sulla spiaggia un fotografo, tuttavia c’è qualcosa che stona, nella scenetta che è sotto i loro occhi in questo momento. Colui che imbraccia la macchina fotografica è completamente vestito, con tanto di camicia a maniche lunghe, scarpe sportive, cappellino e occhiali da sole. Chiaramente è lì per lavorare e non per prendere il sole.

Con lui ci sono due modelle e sono loro ad attrarre l’attenzione dell’intera spiaggia. Una delle due è decisamente bella: capelli lunghi e scuri, fisico scultoreo, un bikini rosso ed essenziale. L’altra non le somiglia affatto: fisico giunonico, forme e rotondità che non si limitano al sovrappeso; la ragazza, peraltro di graziosi lineamenti, è senza dubbio una grande obesa ed indossa un due pezzi che non lascia nulla all’immaginazione.

È lei la prima ad essere fotografata. Gioca con uno scialle dai colori accesi, cambia posa e si mostra senza riluttanza. È questo che sorprende: non tanto le sue forme, quanto il fatto che si esponga con tanta tranquillità agli sguardi di tutti e che si lasci fotografare con tanta disinvoltura.

È il turno della ragazza magra. Lei sì che sembra una modella, con le gambe lunghe e affusolate, i fianchi stretti, il seno prominente. Gli sguardi di tutti stavolta approvano le pose e i movimenti rapidi del fotografo.

“La bella e la bestia” mormora un uomo che ha interrotto la passeggiata per assistere allo spettacolo. I vicini approvano borbottando.

Intanto la ragazza obesa si è sdraiata nell’acqua bassa, in cerca di una posizione che le sembri degna di essere immortalata. Sembra completamente incurante di quello che le accade intorno, è tutta concentrata su ciò che sta facendo. Si mette una farfalla tra i capelli e muove la testa per vedere che effetto fa. “Oh, guarda, si è arenata una balena!” grida un ragazzo sghignazzando con gli altri del suo branco. Lei deve averlo sentito, ma rimane impassibile. Il fotografo si volta e le dà istruzioni su come muoversi. Le gira intorno e scatta, esattamente come ha fatto poco fa con l’altra, con la stessa cura ed attenzione ai particolari.

La ragazza bella si è messa una maglietta color arancio, che spicca nel contrasto con la sabbia dorata. Anche l’altra cerca nella borsa, estrae una maglietta identica ma visibilmente più grande e la indossa. Poisi passa le mani tra i capelli con un gesto a cui non si può non riconoscere una certa sensualità e toglie il fermaglio a forma di farfalla. In pochi attimi le loro sagome spariscono tra gli ombrelloni. Lo spettacolo è finito, la spiaggia può tornare al suo ozio, sonnolenta ed accaldata.

Image credits: postcardroundup

 

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Beatrix

Tags: , ,

Il commissario Sapìa torna all’Università – V

V. A casa per cena

Qui la quarta parte.

Grazie ai rapporti amichevoli di Magliana con alcuni ispettori della Scientifica, nel tardo pomeriggio la valigetta viola approdò sulla scrivania del Commissario, ovviamente sub condicione di essere restituita al più presto e toccata con i guanti.

Sapìa promise di osservare tutte le precauzioni del caso ma, prima di aprire il porta-computer, attese che il collega uscisse dall’ufficio: Magliana doveva recarsi d’urgenza al Palazzo di Giustizia.

“Figuriamoci! Magari mi metto anche la mascherina!” borbottò il Commissario, estraendo a mani nude il contenuto dalla borsa: un portatile, appunti, penne e matite.

Mentre toccava gli oggetti che la povera ragazza aveva riposto nella valigetta solo qualche ora prima, ignorando di compiere quei gesti abituali per l’ultima volta, Sapìa si accorse che il suo cuore batteva più veloce del normale. L’escursione pomeridiana aveva messo alla prova la vecchia pompa, doveva decidersi a farla revisionare.

Controllò con attenzione i fogli manoscritti e nulla gli parve degno di essere fotocopiato: anche il computer, senza password, era un’inutile cassaforte chiusa. Deluso mandò un agente a riconsegnare il feticcio di Magliana al Laboratorio.

Guardò l’orologio: doveva trattenersi in ufficio ancora mezz’ora.

Per ingannare il tempo decise di dare un’occhiata alle foto che il solerte collega aveva scattato nei bagni della facoltà con il suo inseparabile telefonino.

Di solito passava sempre qualche ora scrutando con la lente o lo zoom la scena del delitto e, si disse, tanto valeva iniziare subito dal materiale che Magliana aveva già scaricato nel computer. In seguito sarebbero arrivate anche le foto della Scientifica.

Sapìa si sentiva stranamente in ansia, come se quel tragico evento lo riguardasse da vicino: all’improvviso, fissando un’immagine del cadavere presa a distanza, si rese conto che la vittima aveva la stessa corporatura, lo steso colore e lunghezza di capelli di Annalisa. Anche giubbotto e jeans erano simili a quelli della figlia, una divisa che raramente si toglieva.

“Di spalle si potrebbero addirittura scambiare l’una con l’altra – pensò – magari la morte ha scelto per sbaglio la sconosciuta.”

La fantasiosa ipotesi gli tolse il fiato. Cercò inutilmente qualcosa che giustificasse la preferenza accordata dalla ‘comare secca’ alla povera studentessa di Lettere ma, anche ingranditi, gli scatti di Magliana non mostravano particolari dell’abbigliamento o del corpo degni di nota.

Prosegui la lettura »

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Rosanna Bogo

Tags: , , , , ,

Il commissario Sapìa torna all’Università – IV

IV. Unus testis nullus testis

Qui la terza parte.

Il testimone rintracciato da Magliana, benché seduto su una sedia a rotelle, non era affatto paralizzato: aveva solo una gamba rotta. In quelle condizioni, pensò Commissario, il giovanotto non poteva comunque commettere un delitto che richiedeva, oltre all’applicazione di una notevole forza, agilità.

Decise quindi di condurre l’interrogatorio nell’antibagno: la presenza della vittima era inopportuna. Sapìa non esitava a sfruttare il così detto “effetto cadavere” per mettere alla prova l’autocontrollo dei sospettati ma, nel caso di un semplice teste, preferiva non suscitare emozioni che potevano interferire con la memoria.

“Cos’è successo? Parlo della sua gamba… sembra un uomo bionico” chiese Sapia, osservando da vicino lo strumento ortopedico applicato al perone del ragazzo.

“Una frattura scomposta. Sono caduto dal motorino cinque giorni fa – rispose il testimone – ma penso che le interessi di più sapere come ho trovato il cadavere.”

“Parli pure e senza fretta: per ricordare deve concentrarsi” disse il Commissario.

“Erano più o meno le due… dovevo andare alla toilette e questa è l’unica per disabili su tutto il piano. Sono entrato e, appena girato l’angolo, ho visto la ragazza a terra. Non potevo alzarmi per soccorrerla e così sono uscito a chiamare aiuto in corridoio. Dopo mezzogiorno la facoltà è quasi deserta, vanno tutti a mensa o al bar e le lezioni riprendono alle tre. Per fortuna alcuni colleghi mi hanno sentito gridare e sono accorsi. Scuotevano quella poveretta per vedere se reagiva, ma lei rimaneva immobile. Poi il bidello le ha tastato il polso: non batteva più, era certamente morta. Così abbiamo telefonato al 113. L’ambulanza ormai non serviva”.

“A che ore è entrato nella toilette?”

“L’ho già detto: dopo le due…quando, con esattezza, non lo so. Con tutta quella confusione non mi sono preoccupato di guardare l’orologio in previsione del suo interrogatorio.”

“Allora, diciamo più o meno alle due, lei si trovava nei dintorni…ha notato qualcosa di strano? Passi nel corridoio, il rumore di un oggetto pesante caduto a terra, un urlo, una persona che si allontanava di fretta” domandò Sapìa, prendendo appunti sulla sua agendina. Il giovanotto sembrava lucido ma un  po’ nervoso, forse era ancora shoccato.

“No, però ho visto la ragazza che entrava nelle toilette, una mezz’ora prima. Aspettavo il professor Cantoni, fuori dalla stanza 45: riceve alle tredici ma arriva sempre in ritardo. Sa, dovrei dare l’esame di Civile nella prossima sessione.”

“La vittima non era un tipo appariscente, perché se la ricorda?”.

“Queste sono aule della Specialistica, ci conosciamo tutti e gli studenti del triennio non passano mai da questo corridoio – rispose il testimone –  insomma, mi è sembrata una presenza insolita, una faccia nota ma fuori posto, non so se capisce…qualcuno che avevo incontrato nell’ambiente studentesco ma non frequentavala Facoltà. Probabilmenteci siamo visti ad una festa o in fila a mensa. Magari in biblioteca.”

Prosegui la lettura »

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Rosanna Bogo

Tags: , , , , ,

Scrivolo

i racconti del nano grafomane

http://www.scrivolo.it

Segnalibri Sant’Agostino

Segnalibri Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant’Agostino. Un’occasione, per noi, per ricordare il grande lettore (e scrittore!), morto 1583 anni fa.

Da stampare fronte e retro e  ritagliare: Segnalibro Sant'Agostino (485)

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Dr J. Iccapot