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I segnalibri di Sant'Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant'Agostino. Noi abbiamo preparato dei segnalibri, utilizzando l'opera di Simone Martini. Potete scaricarli dall'area di download.

 

Archivio per giugno 2011

Il merlo, la gazza e il buon Dio

Non tutti hanno la sfortuna di possedere una siepe di alloro. Che sia sfortuna lo so per certo e da tempo: le poetiche piante che coronano la mia casa, alte quasi tre metri, richiedono annualmente l’intervento di ben prezzolati potatori, tolgono luce al giardinetto sottostante e, particolare non secondario, ogni primavera a causa della fumaggine (malattia fungina purtroppo non letale) producono secrezioni appiccicose che sporcano i vestiti e attirano insetti molesti. Come se non bastasse, di recente una nuova disgrazia si è aggiunta all’elenco: i merli.

Il merlo in sé non è creatura nociva o repellente: ha piumaggio nero ma becco sgargiante (giallo nelle femmine, arancione nei maschi), cerca gli insetti di cui si nutre nella terra e qualche volta può mettere sottosopra un vaso da fiori però non danneggia le colture, fischietta o chioccola senza infastidire il prossimo e, di sicuro, piace ai cacciatori perché sono felici di averlo a pranzo. Tutto sommato sembra un volatile che vive e lascia vivere: non fa nulla di male, non sporca, è persino commestibile e quindi utile anche agli occhi di quella parte di umanità che non ama gli animali…direi che ha un solo grosso difetto: tende a nidificare nelle siepi, in particolare nella mia.

Non è la prima volta che una coppia di merli si accasa da queste parti: ci sono molti alberi nei dintorni ma un campagnolo informato mi ha spiegato che questi uccelletti prediligono abitare nel fitto delle siepi. A mio parere così rischiano di diventare bocconcini per un eventuale gatto che passeggi sul muretto del giardino, ma la Natura non detta a caso le sue leggi e ci sarà un motivo anche per la loro scelta.

Così, questa primavera, quando l’ennesima coppia di merli ha preso in comodato un ramo di alloro a due metri di distanza dalla finestra della mia camera, non mi sono stupita.

Prima hanno deciso di costruire il nido in una posizione invisibile dal cielo (ma non da terra), poi si sono dati da fare per accatastare stecchini erbe e brandelli di plastica, infine la signora Merlo ha deposto un uovo: poco dopo è nato un pulcino. Immediatamente i genitori, come tutti i genitori, si sono messi a svolazzare qua e là cercando il meglio per il figlio: i vermetti più rosei, gli insetti più grassottelli (anche loro di certo avranno genitori ma evidentemente distratti) e altre prelibatezze merlesche.

Il campagnolo informato che, di tanto in tanto, mi illumina riguardo alla coltivazione dei campi, all’arte culinaria, alla linguistica, alla letteratura italiana e straniera, non sembrava però contento della soluzione logistica adottata dai merli. Osservava la famigliola e scuoteva la testa:

“I gatti…le gazze…ho sentito un gran baccano qualche giorno fa!”

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Rosanna Bogo

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La morte e la fanciulla

Quando l’impiegata del Protocollo le riferì, quasi per caso, che la collega Marconi dell’Ufficio Passaporti era da mesi in aspettativa Carla si stupì: non aveva notato la sua assenza.

In effetti non erano amiche, non lavoravano neanche sullo stesso piano, ma a Carla sembrava una persona a modo e con lei scambiava volentieri quattro chiacchiere davanti alla macchinetta del caffè o attendendo di timbrare il cartellino all’uscita.

“Non lo sapevi? – aggiunse seccamente l’impiegata del Protocollo – la figlia è malata e lei non se la sentiva più di venire al lavoro…quelli del Personale hanno sbrigato la sua pratica a tempo di record. Capirai, si tratta di una faccenda seria e quando ti prende a quell’età dicono sia peggio.”

Per deformazione professionale la signorina Baldi, detta Leccafrancobolli, era abituata a trattare le informazioni come meri dati da trascrivere nell’apposito registro del Protocollo e, di solito, si vantava di essere muta come una tomba riguardo alle notizie apprese per ragioni di  servizio; la ‘disgrazia’ però era già di pubblico dominio e le sembrava giusto che tutti in Prefettura fossero al corrente della situazione, nel caso si imbattessero nella Marconi per strada o in un negozio.

Carla aveva incontrato la figlia della collega solo una volta e di sfuggita, anni prima. Era venuta per vedere “dove lavorava la mamma”, una curiosità che quasi tutti i bambini manifestano, e si era intrufolata nella sua stanza, inseguita dal padre. Dopo tanto tempo non ricordava quasi nulla di lei, a parte una gran massa di ricci biondi.

“Fa lo stesso…adesso comunque non la riconoscerei più – pensò, sospirando all’idea degli anni trascorsi –  però deve essere ancora una ragazzina, perché la madre è del…-  Carla fece un rapido calcolo e si rese conto di avere ben dodici anni più della Marconi – com’è giovane…beata lei!”

Intanto aveva raggiunto la porta del suo ufficio ed entrò nella stanza con un’espressione tesa in volto: la notizia, anche se riguardava una persona quasi sconosciuta, l’aveva turbata.

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Rosanna Bogo

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Giugno – Il piccolo giardino della felicità

Acrilico, 60 x 60 cm (2011)

 

Quando il grande nichilista Nietzsche parla della vegetazione della felicità con le seguenti parole “vicinissimo alle pene del mondo e spesso sul suo terreno vulcanico l’uomo ha creato i suoi piccoli giardini della felicità” intende la rassegnazione derivata dalla conoscenza, la pacatezza che spesso l’uomo sviluppa invecchiandosi.

La terra vulcanica, generalmente di un colore rosso-marrone è conosciuta per la sua particolare fertilità. E’ il colore della rassegnazione, il colore dell’agiatezza e della sicurezza. La forza vitale del rosso viene spezzata. Nell’arancione si intuisce ancora un po’ la forza del rosso, ma non appare più come un fuoco ardente e divampante, ma fa soltanto l’effetto di una sorgente calda, in particolare laddove diventa il colore marrone della terra. Un colore che conferisce un aspetto vagamente arcaico, comodo, persino un po’ piccolo-borghese e non vuole più evocare qualcosa di grandioso; rappresenta la rassegnazione, l’arrendersi al destino e la tipica saggezza dell’età avanzata. Ma in questo contesto rilassante riemergono dei ricordi, ricordi dei tempi passati quando il rosso era ancora il colore dominante. Dunque, il mondo probabilmente in nessuna epoca non era né meglio né peggio, è sempre stato quello che noi ne abbiamo fatto. E noi, gli esseri umani… ma questa sarebbe un’ altra storia.

Per accompagnare il tutto con un sottofondo musicale gratificante si potrebbe ascoltare il concerto per fagotto di W.A. Mozart. Questo è veramente un piccolo giardino della felicità.

(Traduzione di R. Battilani)

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Johann Widmer

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Scrivolo

i racconti del nano grafomane

http://www.scrivolo.it

Segnalibri Sant’Agostino

Segnalibri Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant’Agostino. Un’occasione, per noi, per ricordare il grande lettore (e scrittore!), morto 1583 anni fa.

Da stampare fronte e retro e  ritagliare: Segnalibro Sant'Agostino (485)

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Dr J. Iccapot