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I segnalibri di Sant'Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant'Agostino. Noi abbiamo preparato dei segnalibri, utilizzando l'opera di Simone Martini. Potete scaricarli dall'area di download.

 

Archivio per aprile 2011

Segnalibri don Chisciotte

La lettura per alcuni è ancora legata all’oggetto cartaceo multipagina e visto che oggi ricorre il giorno della morte di Shakespeare, Garcilaso de la Vega e di Miguel de Cervantes, data che l’UNESCO ha scelto come Giornata mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, vi ripropongo alcuni segnalibri, da stampare, piegare e incollare (o plastificare) oppure da usare singolarmente.

Se siete precisi nella stampa potete tentare un fronte retro in modo che da una parte ci sia Qujite e dall’altra Sancho. Li potete scaricare cliccando sul link: Segnalibri Don Chisciotte e Sancio Panza (939); non sono una mia creazione, erano qui, su Mondopunt.
La scritta sul bordo recita:”Bien parece que no éstas cursado en esto de las aventuras: ellos son gigantes; y si tiene miedo quitate de ahi, y ponte en oracion” che dovrebbe dire: “Sembra che tu non sia portato per le avventure: quelli sono giganti e se hai paura, togliti di qui e mettiti a pregare.”

 

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Dr J. Iccapot

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J. Iccapot, Massa Marittima: La Liberazione

Riproponiamo, in formato PDF e con una copertina originale, un racconto pubblicato lo scorso anno  per ricordare il 25 Aprile: Massa Marittima, La Liberazione (966)

 

 

 

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admin

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Aprile – Oro

Acrilico, 40 x 40 cm (2011)

 

Ci si può domandare, se l’oro possa essere considerato un autentico colore, o piuttosto una lucentezza colorata. La luminosità del giallo viene cambiata e intensificata tramite il brillio metallico, in modo tale da rendere difficile la classificazione dell’oro all’interno dei colori “comuni”.

Il suo uso crea inoltre non poche difficoltà nell’accostarlo agli altri colori. Meglio si coniuga l’oro con le tonalità del giallo, come per esempio il giallo di Napoli nel nostro quadro. Il giallo pallido accoglie in sè, quasi senza stacco, il disco dorato e la lucentezza dorata si disperde gradualmente verso il bordo del quadro.

L’oro in pittura non è mai stato e non è tutt’ora particolarmente apprezzato. Veniva soprattutto impiegato per rappresentare il “divino” nelle pitture sacre del Medioevo. Anche successivamente, ogni tanto, da qualche parte fa capolino una chiazza dorata. Tuttavia essa compare sotto forma di un “giallo oro” caldo, ma privo di lucentezza. Un grande maestro nell’uso dell’oro fu senza dubbio il pittore Liberty Gustav Klimt, che aveva capito come mantenere la sua caratteristica dorata, senza farlo degenerare in orpello kitsch.

É interessante mettere in contrasto l’oro con gli altri colori.

Nel Medioevo si evidenzia spesso la combinazione di un blu profondo (il mantello della Madonna) con l’oro. Così il blu viene rafforzato e trasmette una sensazione di calma, quasi meditativa; l’oro brilla sullo sfondo scuro in modo intenso.

Inoltre la stessa combinazione riuscita si può osservare sulla bandiera europea, dove troviamo un profondo blu con il cerchio di stelle dorate: “l’armonia tra persone della stessa opinione in un cerchio dorato”

Nel nostro quadro il rosso di Borgogna presenta, nel centro, il contrasto con il disco lucente, tale da rafforzare la brillantezza dorata e scurire il rosso intenso. Quest’ultimo diventa una forza che agisce verso l’interno, unendo il tutto e preservando il cerchio esterno dal suo scioglimento definitivo.

É il colpo del Gong nella musica, il breve, duro e oscuro colpo, al quale seguono una vibrazione metallica, un canto dorato e un volteggiare leggero, che porta fino ad una sfumatura lontana. Il suono del Gong ha qualcosa di imponderabile e risveglia una sensazione tale e quale a quella forse provata da un cercatore d’oro, nel trovare nella padella la sua prima grande luccicante pepita.

(Traduzione di R. Battilani)

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Johann Widmer

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Il mazzetto di ciclamini

Image credits: www.librizziacolori.eu

Un racconto a quattro mani di Beatrix e J. Iccapot.

Due settimane fa ci siamo divertiti, Beatrix ed io, a scrivere, a distanza, unacosetta’ nata da una sua iniziativa: un po’ di righe per uno, accodate usando il simpatico Corkboard.
Un’esperienza come quella di due solisti, insomma, che prendendo la scena uno dopo l’altro, improvvisino su un tema appena abbandonato dal collega che ha preceduto, senza nessun accordo preventivo su dove possano andare a finire. [Ma di questo, lei che è musicista, saprebbe dire meglio di me]. Il tutto è stato scritto, salvo una revisione finale, nell’arco di una giornata, rubando il tempo alla pausa pranzo, al caffè o alla sigaretta. Ne è venuta fuori una favoletta che forse a qualche bambino si potrebbe ancora leggere. J.I.

C’era una volta, in un tempo così antico che nessuno ne ha memoria, un giovane fornaio che ogni giorno impastava focacce per la gente del paese. Ogni focaccia costava un soldino, o una coppia di uova fresche, o un mazzo di erbetta, o un quartino di buon vino rosso. Nel suo forno era tutto un vai e vieni di persone, un chiacchiericcio continuo che metteva di buonumore il giovane, di carattere assai  gioviale. Ma un bel giorno dalla porticina del forno che dava sulla strada, entrò lei.

La vecchina varcò la soglia camminando a fatica, appoggiata a un bastone curvo ancora più della sua schiena; indossava una grande e pesante mantella verde scuro che la copriva tutta e in mano aveva un mazzetto di ciclamini.

“Dai una focaccia anche a me, buon giovane?” chiese la vecchina quando arrivò il suo turno. Il ragazzo gliene presentò una ancora calda, appena sfornata; la vecchia la ghermì velocemente e la nascose in una tasca interna della mantella.

“Ecco – fece la vecchia porgendo al ragazzo il mazzetto di fiori – questi sono per la focaccia”. Il ragazzo la guardò scontento: “Fiori, e che me ne faccio io dei fiori?”. “Li darai alla tua innamorata”, rispose la vecchia, guardandolo di sotto in su da dietro la selva dei sopraccigli. “Dei semplici ciclamini di bosco…”. “Oh, ma questi sono dei ciclamini speciali – fece la vecchia, uscendo dalla porticina del forno – sono dei ciclamini magici!” Il giovane, perplesso, rimase con il mazzetto di fiori in mano. Dato che era un ragazzo di buon cuore, considerò di aver regalato la focaccia alla vecchia e mise i fiori in una piccola brocca d’acqua per regalarli poi, la sera, alla sua giovane innamorata.

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Beatrix

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Il risveglio

La badante irrompe nella stanza dell’anziana signora ed apre le tende. I raggi del sole entrano prepotentemente dalla finestra e colpiscono gli occhi stanchi ed assonnati della donna.

“Su, su!” grida la giovane “o quanto vuole dormire oggi, signora? E’ la quarta volta che provo a svegliarla. Comincio a pensare che non stia bene. E’ mezzogiorno passato, io ho già preparato il pranzo! Sveglia!! Sveglia!!”

La mente della signora tenta faticosamente di riemergere dal sonno, anzi, da un sogno ambientato in un passato dimenticato. Gli occhi, feriti dalla luce improvvisa, si aprono a stento, le parole della badante le agitano i pensieri. Non sto bene? Ho dormito fino a mezzogiorno, io che mi sveglio sempre presto? Forse non sto bene davvero. Del resto, sono vecchia.

Prova al alzarsi, ci riesce. Appoggia i piedi sul pavimento e cerca le pantofole.

Ecco che dalla porta fa capolino la badante: “Signora? E’ già sveglia? Ma che fa, si alza già alle otto del mattino?” La signora si ferma un attimo. Pensa di aver sognato. E’ confusa.

“Signora! Le ho fatto uno scherzo! Pesce d’Aprile!!!!!!”

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Beatrix

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Scrivolo

i racconti del nano grafomane

http://www.scrivolo.it

Segnalibri Sant’Agostino

Segnalibri Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant’Agostino. Un’occasione, per noi, per ricordare il grande lettore (e scrittore!), morto 1583 anni fa.

Da stampare fronte e retro e  ritagliare: Segnalibro Sant'Agostino (483)

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Dr J. Iccapot