Acrilico, 60 x 70 cm (2011)

 

Il rosso è un colore statico. Contrariamente alla dinamica del blu e del giallo, il rosso rimane fermo al suo posto, vigoroso e carico di energia, agendo dall’interno. La larga gamma dei rossi può essere utilizzata come espressione di fuoco, calore, aggressione e ira, fino ad arrivare alla morte e allo spargimento di sangue.

Il rosso può anche essere inteso come simbolo d’amore o, nella cultura cinese, come colore della fortuna.

Se il rosso tende verso il giallo, ovvero quando vi si mescola del giallo, il colore rosso inizia a splendere e il calore diventa piacevole, l’aggressione diventa ottimismo e l’ira diventa coraggio. Tutto si sviluppa fino al momento in cui il rosso e il giallo raggiungono un punto morto nell’arancione. Qui la forza e la dinamica si annullano a vicenda.

Quando il rosso tende al blu il fuoco divampante si spegne velocemente e diventa brace, mutandosi in riflessivo e misterioso. É il fuoco sull’altare di una ceremonia sacrificale e notturna.

Alla proprietà statica del colore rosso si addice la forma del cerchio. La forza concentrata del colore viene tenuta insieme dalla circonferenza.

Quello che ci fa tendere l’orecchio è il colpo di timpano, sono i momenti potenti, carichi di energia e di tensione.

Sono gli accenni vigorosi che fermano per un attimo il flusso del tempo. La musica è in gran parte il frutto del costante fluire del tempo nel quale si susseguono in una sequenza variopinta, colore su colore, intorno ai fari rossi della forza e del fuoco.

Ad uno di questi fari della “SACRE DU PRINTEMPS” di Igor Strawinsky è dedicato questo quadro.

(Traduzione di R. Battilani)

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Johann Widmer