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I segnalibri di Sant'Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant'Agostino. Noi abbiamo preparato dei segnalibri, utilizzando l'opera di Simone Martini. Potete scaricarli dall'area di download.

 

Archivio per marzo 2011

Vorrei rivederti ancora

Un racconto di: Antonella Marrocco.

Il 31 marzo sei andata via.

Solo tornare col ricordo a quella mattina mi riempie gli occhi di lacrime.

Eravamo Tutti lì vicino a te, ormai non parlavi più, e il medico diceva che non sentivi più il dolore. Ma noi sapevamo che potevi ancora ascoltarci, che in qualche modo anche se non potevi parlare, riconoscevi le nostre voci e i nostri movimenti.

Sono certa che è stato difficile anche per te lasciarci. Ma non c’era più altra soluzione, e forse già lo sapevi anche tu. Sappiamo che ora stai bene lì dove sei, e anche se non è una consolazione, stiamo bene anche noi.

Ricordo il tuo volto con gli occhi sbarrati, il tuo respiro affannoso …. anche una lacrima rigò il tuo ormai esile viso prima di andare via.

Portavi con te poche cose, l’essenziale, avevi bisogno di poco.

“Spero che le scarpe che ti ho comprato per il viaggio siano comode! Sai che ho il pallino per le scarpe!”

Tua cognata ti ha portato la giacca nera, quella di lana, che aveva indossato tua madre. Lei dice che ti servirà per il freddo.

Ma quel nero sul volto ti intristiva ancora di più.

Tua figlia ha voluto metterti il foulard che portavi sempre al collo.

Forse ognuno di noi avrebbe voluto che portassi qualcosa con te per il viaggio, ma non avevi valigia, e forse non avresti saputo dove mettere tutte le nostre cose.

Sono certa che ci porti ogni istante nei tuoi pensieri, lì dove sei.

Sei tornata qualche istante per dirmi grazie. Ho sentito la tua voce, ho riconosciuto il tuo accento, ne sono certa eri tu!

I pensieri mi affollano la mente, le lacrime scendono da sole … non devo piangere, lei non vuole che io pianga.

Spero di rivederti ancora!

 

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Il compito di latino

 

“Sono le sette, svegliati – disse la mamma, strattonando con la grazia di un campanaro la corda della serranda – oggi il tempo è bello!”

Da anni, tutte le mattine dei giorni segnati in nero sul calendario scolastico, la mamma di Domenico pronunciava quella frase, nonostante l’effetto combinato di luce e rumore prodotto dall’azione di sollevamento della tapparella rendesse del tutto superflua l’esortazione, e da anni Domenico, tutte le volte, si girava nel letto emettendo un leggero grugnito, come per dire “Lasciami in pace. Sono sveglio.”

E come non esserlo? L’improvviso scricchiolio della serranda nel silenzio dell’alba avrebbe resuscitato un morto e, nei mesi meno bui, dare le spalle alla finestra serviva a poco: era esposta ad est e i raggi del sole nascente invadevano in un attimo la stanza.

Quanto al bollettino meteorologico materno, aveva lo scopo di incoraggiare Domenico a lasciare il tepore delle coperte e quindi forniva notizie rassicuranti ma inattendibili. Per la mamma il tempo era brutto solo quando fuori tempestava: in tutti gli altri casi non faceva mai troppo freddo e, se pioveva, cadevano sempre poche gocce, giusto l’indispensabile per annaffiare i campi.

Anche quella mattina l’incursione delle sette aveva prodotto le previste conseguenze. Domenico si era svegliato e aveva guardato oltre i vetri della finestra, strizzando un paio di volte gli occhi: benché il cielo fosse una cappa di nuvole, il sole marzolino feriva le pupille.

“Un altro giorno” pensò, infastidito dalla luce e da qualcos’altro che ancora non aveva preso forma nella sua mente mezza addormentata.

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Rosanna Bogo

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Due nuove proposte

Due le proposte di oggi:
il racconto di un adolescente, Kekko, che con brio e rassegnazione affronta la dura vita in un gineceo, e un regalo ai lettori, il segnalibro commemorativo del 150° dell’Unità d’Italia, da scaricare dall’area di download e da stampare fronte-retro.

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Dr J. Iccapot

Segnalibri unità d’Italia

Per festeggiare in modo ‘libresco’ il 150° anniversario dell’unità d’Italia, abbiamo fatto qualche segnalibro patriottico.
Potete scaricare il PDF dalla pagina di download e stamparlo fronte-retro.
Il disegno è di Alfred Garth Jones ed è stato pubblicato originariamente nel 1911; è comparso recentemente su: Golden Age Comic Book Stories.


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Dr J. Iccapot

10 ragazze per me… posson bastare

Un racconto di: KEKKO.

Sono un ragazzo di quattordici anni che frequenta la quarta ginnasio di un Liceo Classico.

Fino allo scorso anno ero abituato a stare in una classe formata da un numero uguale di maschi e femmine; quest’anno, e questo mi crea non pochi guai, mi sono ritrovato ad essere l’unico componente maschio della mia nuova classe.

All’inizio dell’anno scolastico pensavo di poter “sopravvivere” senza la minima difficoltà, ma ora mi accorgo che nella classe non ho un punto di riferimento, un migliore amico, un compagno con cui parlare di calcio, di moto o della scuola.

In classe, quando le ragazze parlano tra di loro,  sono costretto a stare in silenzio perché discutono solamente di ragazzi e di vestiti, ed io su questi due argomenti non saprei proprio cosa dire.

Quando i professori entrano in classe, la mattina, ci salutano con un:  “Buongiorno ragazze” e io mi chiedo se sono trasparente; la rara volta che un professore dice: “Buongiorno ragazzi” le mie compagne lo fulminano con uno sguardo assassino e io mi sento come un esile gnu tra tante leonesse feroci pronte a divorarselo.

Ma i disagi e le difficoltà arrivano soprattutto quando andiamo in palestra o in piscina.

In palestra per cambiarmi e indossare la tuta ci impiego cinque minuti, mentre loro si fanno attendere molto, neanche dovessero andare ad un matrimonio.

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contributi

Marzo – Sacre du Printemps (Sagra di Primavera)

Acrilico, 60 x 70 cm (2011)

 

Il rosso è un colore statico. Contrariamente alla dinamica del blu e del giallo, il rosso rimane fermo al suo posto, vigoroso e carico di energia, agendo dall’interno. La larga gamma dei rossi può essere utilizzata come espressione di fuoco, calore, aggressione e ira, fino ad arrivare alla morte e allo spargimento di sangue.

Il rosso può anche essere inteso come simbolo d’amore o, nella cultura cinese, come colore della fortuna.

Se il rosso tende verso il giallo, ovvero quando vi si mescola del giallo, il colore rosso inizia a splendere e il calore diventa piacevole, l’aggressione diventa ottimismo e l’ira diventa coraggio. Tutto si sviluppa fino al momento in cui il rosso e il giallo raggiungono un punto morto nell’arancione. Qui la forza e la dinamica si annullano a vicenda.

Quando il rosso tende al blu il fuoco divampante si spegne velocemente e diventa brace, mutandosi in riflessivo e misterioso. É il fuoco sull’altare di una ceremonia sacrificale e notturna.

Alla proprietà statica del colore rosso si addice la forma del cerchio. La forza concentrata del colore viene tenuta insieme dalla circonferenza.

Quello che ci fa tendere l’orecchio è il colpo di timpano, sono i momenti potenti, carichi di energia e di tensione.

Sono gli accenni vigorosi che fermano per un attimo il flusso del tempo. La musica è in gran parte il frutto del costante fluire del tempo nel quale si susseguono in una sequenza variopinta, colore su colore, intorno ai fari rossi della forza e del fuoco.

Ad uno di questi fari della “SACRE DU PRINTEMPS” di Igor Strawinsky è dedicato questo quadro.

(Traduzione di R. Battilani)

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Johann Widmer

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Appuntamento al buio

Mentre il taxi la portava verso il suo primo appuntamento al buio, Laura ripercorse con la mente gli avvenimenti delle ultime settimane e un po’ tutta la sua vita.

Si ricordò di lei bambina, che a malapena alzava lo sguardo entrando in classe, consapevole dei risolini di scherno dei compagni, o di quando, più grande, aveva smesso di uscire perché tutte le altre avevano il fidanzato tranne lei.

Ricordò che all’università si vergognava persino di andare ai ricevimenti e che proprio in quel periodo aveva iniziato ad avere gli attacchi di panico. Non si era mai laureata. Ripensò a quando aveva finalmente trovato un lavoro, dopo aver spedito curricula e aver disertato colloqui per paura.

Quella volta, alla vista dell’annuncio sul giornale, aveva pensato che fosse la sua occasione: lavorare per una radio era, in effetti, l’unico modo per evitare di mostrarsi. Evitare di mostrare quel suo viso sgraziato, con il mento un po’ storto, il naso troppo evidente, la fronte sempre corrugata su due occhi insignificanti. Un suo compagno di classe delle elementari l’aveva soprannominata Scimpy, diminutivo di scimpanzé, e quel nomignolo se l’era sempre sentito attaccato addosso. Ma Scimpy poteva parlare alla radio senza farsi vedere. Il miracolo era avvenuto, le avevano fatto un provino e si erano convinti che avesse per lo meno una voce gradevole, abbastanza da poter sostituire un’altra donna per  una breve trasmissione quotidiana. A Laura era cambiata la vita ed aveva scoperto di avere una certa forza, dentro. Se ne erano accorti anche i colleghi e la striscia quotidiana era diventata la sua.

Le mancava qualcosa, tuttavia. I suoi occhi non avevano mai incrociato lo sguardo di un uomo, non c’era stato mai un bacio, mai una carezza per le sue guance rosse.

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Beatrix

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Rovani, La Libia d’oro

Giuseppe Rovani scrisse il seguito del suo Cento Anni, il romanzo La Libia d’Oro, ambientandolo storicamente a partire dal Congresso di Verona del 1822.

Accanto ai Re, agli Imperatori, ai Principi Plenipotenziari, si muovono Carbonari, Filelfi e Società Segrete varie in un romanzone dove anche l’amore fa la sua parte. Recuperato dall’oblio, lo riportiamo all’attenzione dei lettori qui, su Scrivolo: Giuseppe Rovani, La Libia d'oro (1271)

 

 

 

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Dr J. Iccapot

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Febbraio – Appalachian Spring

Acrilico, 35 x 50 cm (2011)


Il verde non è proprio il colore preferito dei pittori. Ma soltanto pochi si sono comportati così univocamente riluttanti verso tale colore come W. Kandinsky che lo definiva come elemento immobile, compiaciuto e limitato e inoltre “come una mucca immobile sdraiata, soltanto capace di ruminare mentre osserva con occhi stupidi e apatici il mondo.”

Verde come stallo, si può anche percepire secondo la valutazione di Goethe, che descriveva l’effetto di questo colore come armonioso e tranquillizzante: “non si può andare avanti e non si vuole andare avanti”. Ci si vuole soffermare e godersi l’effetto benevolo del verde in contrasto con il nostro mondo stressante e irrequieto dove si ha a volte nostalgia di un’oasi tranquilla e verde.

Verde è il colore della vita per tutti i popoli del deserto, anche per questo la bandiera del profeta Mohammed è verde, è il colore della beatitudine.

Verde è anche la nostalgia della primavera, in modo particolare dopo un inverno freddo e rigido. Il verde, pur essendo un colore statico, contiene una notevole forza interiore. É la forza del germogliare, della vegetazione, del rinnovamento, della resurrezione e della vita. Verde è in gran parte la veste della terra, dominando il paesaggio dove vivono la maggior parte degli uomini. É il colore caratteristico della vegetazione per la rispettiva stagione.

Nella suite concerto “Appalachian Spring” di Aaron Copland l’ascoltatore viene condotto in un paesaggio verde e verdeggiante. Non è una rappresentazione naturalistica di crinali verdi, si tratta di un paesaggio interiore e interiorizzato, è un sogno ad occhi aperti, una visione verde. É un paesaggio, che riflesso in sè stesso, agisce su di noi per ogni dove forse come simbolo o come esperienza archetipica. Le sfumature di verde chiaro rappresentano la forza rinnovatrice della primavera con il suo impulso di mettersi in cammino, le più scure simile al colore delle foreste di abeti agiscono verso l’interno, è il verde della perseveranza.

(Traduzione di R. Battilani)

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Johann Widmer

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Gennaio – Adagio

Acrilico, 40 x 60 cm (2011)


Secondo la sua caratteristica il colore blu celestiale ha l’impulso di liberarsi nella lontananza e nell’infinito. Ma qui viene catturato tramite parallele e fissato nel “finito”. L’infinito rimane soltanto accennato. Rimane anche la contraddizione tra quiete e forza allontanatrice. È l’adagio nella musica, avanzando tranquillamente e senza fare dei balzi scatenati. Il blu chiaro, trasparente come il cielo primaverile, invita a sognare mentre il blu scuro, il colore del sogno, ci conduce nelle profondità della mistica. Qui regna l’inconscio, il misterico.

Nel blu chiaro invece dondolano le prime farfalle colorate dell’anno. Al posto dell’approfondimento, della riservatezza, serietà o fedeltà troviamo ubriachezza, spensieratezza, blu come il “grazioso niente”, come lo definiva Goethe.

Tuttavia il blu iridescente nel mezzo del quadro ha in sè due caratteri estremi: nella luce chiara, diretta irradia leggerezza e sognante romanticismo, nella luce più scura vi è improvvisamente il contrario: profondità, notte, distanza e persino qualcosa di demoniaco…

“Adagio for strings” di Samuel Barber ha dato il suo contributo nella realizzazione di questo quadro.

(Traduzione di R. Battilani)

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Johann Widmer

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Scrivolo

i racconti del nano grafomane

http://www.scrivolo.it

Segnalibri Sant’Agostino

Segnalibri Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant’Agostino. Un’occasione, per noi, per ricordare il grande lettore (e scrittore!), morto 1583 anni fa.

Da stampare fronte e retro e  ritagliare: Segnalibro Sant'Agostino (483)

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Dr J. Iccapot