PERSONAGGI

Il Re Trilly
La Regina La nonna di Trilly
Il principe Belforte La guardia Gladiolo
Il coccodrillo Fufi Il Nanetto
La Strega Potentilla

LUOGO DELL’AZIONE

Atto primo: Il Bosco; Il Castello;

Atto secondo: Il Bosco; Casa di Trilly; Casa della Strega

Atto terzo: Il Bosco; Il Castello;

ATTO I

Scena Prima: Il Bosco

Strega (sola): Fufi, Fufi !! Dove sei Fufi? Ti ho comprato 10 scatolette di bocconcini di pollo: vieni a casa (tra sé): Dove sarà il mio Fufi? Di solito all’ora di pranzo non manca mai. Speriamo non sia capitato niente di male al mio caro animaletto.

(Esce)

Belforte (entra): E’ tutta la mattina che dò la caccia a un feroce animale. Quella bestiaccia si diverte a spaventare le vecchiette che attraversano il bosco e ieri ha anche tentato di mangiare una bambina. E’ ora di dargli una bella lezione.

Strega (entra): Ragazzo, hai visto per caso il mio Fufi. E’ un grazioso e simpatico animaletto con un lungo musetto, è alto così. (fa il gesto di alzare la mano)

Belforte: Non sono un ragazzo, sono il Principe Belforte e non ho visto animaletti nel bosco. In giro c’è solo un mostro feroce che presto farò diventare un portafoglio o una valigia.

Fufi (entra): (Belforte lo insegue)

Belforte: Ecco quella belva. Se ti acchiappo sei finito. (Afferra Fufi)

Strega: Ma quello è il mio Fufi. Lascialo stare immediatamente brutto prepotente!

Belforte: Lasciarlo? Neanche per sogno. Ora lo faccio a pezzetti! !

Strega: Mollalo subito. lo sono Potentilla e ti dò la mia parola che te ne pentirai. Lascialo ! !

Belforte: Non ci penso neppure!

Strega: Per tutte le Magie, Gesso e Lavagna, Scalogna e Micragna, sia fatto l’Incantesimo:

Presto Fatto , Presto Detto

Ti trasformo in un Nanetto

(Belforte scompare in basso. Al suo posto spunta un nanetto).

Strega: Vieni con me, Fufi, torniamo a casa, tesorino.(uscendo con Fufi)

Belforte (solo): Mi sento proprio strano. Darò la caccia al coccodrillo in un altro momento. Adesso torno al castello a riposare perché non sto affatto bene.

Scena Seconda: Al Castello

(Nanetto e Regina entrano da lati opposti della scena)

Nano: Buongiorno cara mammina, vado a mettermi a letto perché non mi sento bene.

Regina: Aiuto! Aiuto! Un estraneo, un pazzo si è introdotto nel castetlo. AIUTO!

Re (entra): Cos’è questa confusione!?

Nano: Cari genitori, non capisco, sono io, vostro figlio Belforte!

Regina: Aiuto! Lo senti, marito mio? E’ un pazzo, dice di essere nostro figlio. Corro a chiamare la guardia. (esce)

Re: Senti piccolino, mio figlio è bello, alto e biondo. Non per niente si chiama elforte! E tu, mi spiace dirlo, non gli somigli proprio! Ora sparisci, vai a casa e non tornare più a spaventare la regina. (esce)

Nano: Mamma, papà, sono io, Belforte, perché non mi riconoscete? In effetti però mi sento diverso, come rimpicciolito. Ora vado a specchiarmi. (esce)

Nano (grida fuoriscena): Ah! Sono diventato un nano (un soldo di cacio)\

ATTO II

Scena I: Il Bosco

Nano (solo): La strega si è davvero vendicata, adesso sono un nanetto e neppure la mia  famiglia mi vuole più. Sono solo, senza casa, non mi resta che nascondermi nel bosco.

Trilly (entra): Chi è che si lamenta? Un povero nanetto: chi sei, da dove vieni, perché piangi?

Nano: Stamattina mi è successa una terribile disgrazia, nessuno crederebbe mai alla mia storia; adesso non ho più casa, non ho più mamma né papà e sono tanto infelice

Trilly: Visto che sei solo al mondo puoi venire a casa mia. Ci sono la nonna e il babbo, che fa la guardia al castello del Re. Abitiamo qui vicino e il mio nome è Trilly. Tu come ti chiami?

Nano: lo sono … diciamo che mi chiamo Bebé e accetto volentieri la tua generosa fferta.

Trilly: Su, andiamo a casa, è ora di cena e tra poco sarà notte. Non possiamo rimanere nel bosco.

Scena II: Casa di Trilly

Nonna: Hai dormito bene, Bebè? Il letto era abbastanza comodo? Adesso ti preparo una bella colazione con la torta di mele. Ma perché intanto non mi racconti la tua storia? Com’è che hai perso casa e famiglia ? Fu una disgrazia, un terremoto o una malattia?

Belforte (tra sé): Temo di essere considerato un pazzo se racconto la verità. Ma è sempre meglio non mentire e poi la nonna è tanto buona con me. Forse mi crederà!

Nano (alla nonna): Nonnina, sei così gentile ed affettuosa ed io voglio essere sincero con te, ma promettimi di non ridere di me, In realtà io sono il Principe Belforte, il figlio del Re: una vecchia cattiva, di nome Potentilla, mi ha fatto un incantesimo trasformandomi in un nanetto. Nessuno può più riconoscermi e per questo sono stato cacciato dal castello. Senza Trilly adesso sarei solo e affamato nel bosco. Tutta colpa di quel brutto Coccodrillo ….

Nonna: Potentilla, hai detto?!? Coccodrillo … Ma quella brutta strega io la conosco bene, è capace di tutto. In prima elementare andavamo a scuola insieme e lei cercava sempre di rubarmi la merenda. Ma non ci riusciva perché è tanto cattiva ma anche tanto stupida. Vedrai che riuscirò a farti togliere l’incantesimo. Pensiamoci su.. Potentilla vuole bene solo al suo coccodrillo: forse per amore suo ti farà tornare Belforte. Mi farò aiutare da mio figlio Gladiolo, la guardia. Bebè, anzi, Belforte, non temere: entro stasera tutto si risolverà bene.

(esce)

Nano: Intanto io farò compagnia a Trilly. E’ così graziosa e gentile. Coglieremo insieme le fragole nell’orticello della nonna.

Scena III: Nel bosco

Nonna: Gladiolo, figlio mio, hai scavato la buca nella radura?

Gladiolo: Sì, mammina, e l’ho coperta di frasche. Sarà una trappola infallibile!

Nonna: Bene! Mi metterò lì vicino fingendo di cercare asparagi selvatici. Quel occodrillo verrà di sicuro, si diverte tanto a spaventare le persone indifese, e così cadrà nella buca. Tu stai pronto a catturarlo.

Gladiolo: Stai tranquilla. Nel pollaio ho già preparato una gabbia robusta per lui.

Nonna: Andiamo! Il nostro piano salverà Belforte!

Scena IV: Nel bosco

Nonna (entra): Tra-la-là. Tra-la-là. Sono una povera vecchietta sola nel bosco … Tra-la-là.

Fufi (si affaccia):

Fufi (tra sé): Una vecchietta! Corro subito a spaventarla, mi diverte tanto! E magari me la mangio, anche se sarà un po’ duretta.

Fufi (entra nella scena e sparisce sotto il palco con un urlo): (Cade nella buca)

Fufi (fuoriscena): Aiuto! Aiuto!

Nonna: Gladiolo vieni, lo abbiamo catturato.

Gladiolo (entra): Te lo dò io l’aiuto, bestiaccia. Vieni con me senza opporre resistenza. Sei in arresto per tentato nonnicidio.

(esce portando via il coccodrillo a peso morto, sollevandolo da sotto la cena)

Nonna (sola): Lascerò un biglietto vicino alla casa di Potentilla: “Se vuoi rivedere il tuo Fufi togli l’incantesimo al Principe Belforte. Lo troverai nella radura del bosco alle 5 precise”. Ora vado ad avvertire Bebé … volevo dire Belforte, sono quasi le cinque, ma a Trilly non farò sapere nulla, potrebbe spaventarsi.

Scena V: Casa della strega

Strega (entra): Fufi, Fufi! E’ di nuovo sparito, ma questa volta di sicuro Belforte non può avergli fatto del male. Ah Ah Ah (ride) (vede il biglietto e lo legge) Un biglietto per me. …. Il mio Fufi è stato rapito! Corro subito alla radura per salvarlo. (esce)

Scena VI: La Radura

Nano: Finalmente sei arrivata!

Strega: Dov’è Fufi! Non fategli del male … è tanto sensibile!

Nano; Oggi ha mangiato solo semolino e bietole … e niente televisione.

Strega: Poverino . . . Non posso lasciarlo soffrire così. Per amore di Fufi ti farò tornare come eri, brutto nanetto antipatico!

Si rompa l’incantesimo

Presto fatto, presto detto

Belforte non è più nanetto

Belforte (riappare da sotto la scena al posto del nanetto): Adesso sì mi sento bene. Il tuo coccodrillo sarà subito liberato. Addio per sempre, spero, brutta strega. (esce)

Strega: Corro subito a casa a preparare la cena per il mio Fufi. Dopo un giorno a semolino quel cattivaccio avrà una fame da lupo. E accenderò anche la televisione: gli piacciono tanto i cartoni animati!

(esce)

ATTO III

Scena I: Il Bosco

(Belforte e Trilly entrano da parti opposte)

Trilly: Principe Belforte, hai visto un nanetto da queste parti? E’ un mio caro amico tanto sfortunato, lo sto cercando da ore e siamo in ritardo per la cena. Adesso vive con la mia famiglia, noi gli vogliamo bene.

Belforte: Gentile fanciulla. il nanetto Bebè è anche mio amico. Doveva partire per un lungo viaggio e mi ha pregato di ringraziarti con un dono degno della tua grande bontà. Lo hai aiutato quando era solo, povero e bruttino, io per questo ho deciso di ricompensarti chiedendoti in sposa.

Trilly: Accetto volentieri le nozze, mio principe.

(tra sé) sono triste per la partenza di Bebè, ma anche felice perché ho sempre sognato di sposare un principe bello e valoroso come Belforte.

Belforte: Corriamo ad awertire la tua famiglia, poi andremo al castello.

(escono)

Scena II: Il Castello

Regina: Belforte manca da ieri. Dove sarà? forse è stato rapito o è morto … Quel nanetto pazzo che era venuto al castello potrebbe sapere qualcosa

Re: Giusto! Lo farò cercare da Gladiolo, la guardia e lo interrogherò personalmente. (esce)

Gladiolo (entra): Regina, non porto il nanetto ma in compenso annuncio il ritrovamento del Principe Belforte: si era perso nel bosco e mia figlia Trilly lo ha soccorso.

Regina: Sono così felice che nomino seduta stante tua figlia Trilly contessa.

Belforte (entra): Ti sbagli, mamma, Trilly non sarà contessa ma principessa perché domani ci sposeremo.

Regina: Mio figlio è salvo! E’ tornato a casa, che gioia! caro Belforte approvo le tue nozze senza neppure aver conosciuto questa ragazza! E’ bella?

Belforte: Forse Trilly non è la fanciulla più bella del regno, ma certo è la più buona e generosa, questo è ciò che conta!

Gladiolo, accompagna Trilly e la Nonna al castello e tu, mamma, corri ad avvertire il re mio padre. Sono tornato a casa e domani mi sposerò. La festa per le mie nozze sarà bellissima, inviteremo tutti gli abitanti del regno, naturalmente tutti meno una certa strega con il suo coccodrillo, ma questa è una storia di cui è meglio non parlare più.

FINE

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Rosanna Bogo