PERSONAGGI

Il Re La guardia Filippone
La Regina Biondella, figlia di Filippone
Il principe Fortebraccio Ranuncolo il taglialegna
La strega Farfulla La nonna di Ranuncolo
Un coccodrillo (o altro animale carnivoro)

LUOGO DELL’AZIONE:

Atto primo: il castello del Re, il bosco

Atto secondo: il castello del Re, il bosco

Atto terzo: Il castello del Re, il bosco, la casa della strega Farfulla

ATTO I

 

Scena Prima: nel castello del Re. Il Re e la Regina

 

Re: Buongiorno Regina, si è già svegliato nostro figlio Fortebraccio?

Regina: Sì, marito mio, ed è anche di cattivo umore: ha versato il caffellatte nella vasca dei pesciolini perché non era abbastanza dolce e non ha voluto fare il bagno perché l’acqua non gli sembrava calda al punto giusto.

Re: Quel ragazzo ha proprio un brutto carattere. Non diventerà mai un bravo re se non impara le buone maniere ! E poi è troppo capriccioso.

Regina: Non è certo colpa mia, in famiglia noi siamo molto educati.

Re: E i miei parenti sono tutte persone a modo. Casomai somiglia a tuo zio Melchiorre che vuole avere sempre ragione e non manda gli auguri per Natale.

Regina: Ma se mio zio è alto due metri! Secondo me Fortebraccio somiglia a tuo nonno, il re Sigillo. Lo sanno tutti che era basso e prepotente.

Re: Il mio nonnino era gentile e di statura normale, certo non portava scarpe più grandi di una barca come tuo zio.

Entra il principe Fortebraccio, somiglia a un nanetto di Biancaneve


Fortebraccio: Mamma, papà, voi perdete tempo a litigare e io non ho nulla di decente da mettermi. Eppure ho rovistato in tutto l’armadio. Vi sembra bello che un principe, l’unico figlio del re, debba indossare due volte lo stesso vestito come un poveraccio? Ho bisogno di un guardaroba nuovo e voglio anche un coccodrillo per il mio laghetto dei pesci.

Regina: Ma Fortebraccio, bambino mio, il coccodrillo mangerà tutti i tuoi pesciolini.

Fortebraccio: Ecco, trovate sempre una scusa per non comprarmi i regali che chiedo. Ho detto che voglio un coccodrillo.

Re: Anche a me non sembra una buona idea.

Fortebraccio: Lo voglio, lo voglio (fa una bizza terribile, urla e piange)

Re: Basta, basta, sto diventando sordo! Va bene, sarai accontentato: purché tu la smetta avrai il coccodrillo.

Fortebraccio: (smette subito di piangere) Allora vado in camera mia ad aspettare il sarto per il vestito nuovo (mentre esce si volta rivolgendosi al padre). Babbino, ci vediamo più tardi al laghetto e non dimenticare il regalo. (esce)

Regina: Che disgrazia avere un figlio così…

Re: Bizzoso!

Regina: Esigente!

Re: Maleducato!

Regina: Vanitoso!

Re: Con le mani bucate e senza sale in zucca.

Re e Regina (all’unisono): Che disgrazia!

ATTO II

 

Scena: il bosco

Nonna: Buondì Filippone, come mai da queste parti?

Filippone: Cercavo proprio te, nonnina. Ho scoperto che tuo nipote Ranuncolo e mia figlia Biondella si incontrano spesso.

Nonna: Lo so, stai tranquillo, i due ragazzi si vogliono bene e presto si fidanzeranno.

Filippone: Non permetterò mai a Biondella di sposare un povero taglialegna che vive nel bosco. Mia figlia merita un marito nobile e ricco, magari un principe.

Nonna: Filippone, sei proprio uno sciocco! alla tua età dovresti sapere che si può vivere contenti in una capanna nel bosco ed essere tristi nel castello del re. Non pensi che la sola cosa importante sia la felicità di Biondella?

Filippone: Le tue chiacchiere non mi incantano, nonnina: io voglio che mia figlia diventi ricca e nobile, il resto non conta. Riferisci a tuo nipote che non deve più vedere Biondella. Se non mi ubbidisce finirà in prigione! (esce)

Entra Ranuncolo

Ranuncolo: Eccomi tornato con la spesa. Al villaggio ho incontrato Filippone, sembrava arrabbiato con me. Ma perché piangi, nonnina?

Nonna: Ranuncolo, ragazzo mio, quanto sei sfortunato! Io ti ho sempre voluto bene, fin da quando eri un bambino appena nato e qualcuno ti ha abbandonato accanto a un vaso di ranuncoli nel mio giardino. Anche se ero vecchia, sola e povera ho deciso di tenerti con me e sei cresciuto senza lussi ma con tanto affetto. E ora che sei un giovane bello e buono non puoi essere felice perché fai il taglialegna!

Ranuncolo: Ma io sono felice, nonna: tra poco sposerò Biondella e tutti e tre vivremo allegramente nella nostra casetta in mezzo al bosco.

Nonna: Purtroppo questo rimarrà solo un sogno. Il padre di Biondella, la guarda Filippone, è contrario alle nozze e ti ordina di non vedere più sua figlia. Altrimenti ti metterà in prigione.

Ranuncolo: Io non ho paura di Filippone, ma purtroppo Biondella dovrà ubbidire a suo padre. Vado a dirle addio per sempre.

ATTO II

 

Scena prima: il giardino del castello. Il Re, Fortebraccio e un coccodrillo.

Re: Ecco il tuo coccodrillo, Fortebraccio.

Fortebraccio: Ma è piccolo! questo non va bene, devi portarmi un coccodrillo molto più grosso.

Re: Fortebraccio ricordati che anche la mia pazienza ha un limite!

Fortebraccio: Non mi accontentate mai, (inizia a piangere) siete cattivi, cattivi, cattivi. A che serve essere principi se non si può avere tutto quello che si vuole? Io lo so perché vi comportate così, la verità è che non mi volete bene e pensate che non meriti neppure un piccolo regalo.

Re: Non piangere, Fortebraccio, prima o poi devi imparare che l’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re.

Fortebraccio: (piangendo sempre più forte) siete cattivi, cattivi e tu (rivolto al coccodrillo) vai via, brutto (prende a spintoni il coccodrillo)

Coccodrillo: Ahi!!! Che c’entro io, ma che maniere, rifarsela così con un povero animale.

Re: E sia, riporterò il coccodrillo allo Zoo. Se smetti di piangere farò tutto quello che vuoi, comprerò il coccodrillo più grande del mondo, ma non ti lamentare se poi cercherà di mangiarti.

Fortebraccio: (senza più piangere e con voce mielosa) Davvero farai tutto quello che voglio, babbino mio? Allora chiedi in moglie per me Biondella, la figlia della guardia Filippone. E’ la fanciulla più bella del reame e deve sposare il giovane più ricco e nobile dei dintorni.

Re: E’ una bella notizia, forse così la smetterai di pensare solo ai vestiti e ai regali. E Biondella è innamorata di te?

Fortebraccio: Per niente, ogni volta che mi vede cambia strada. Ma che importa! io sono il principe Fortebraccio e posso avere tutto quello che voglio. Filippone di certo accetterà la tua richiesta, quando mi incontra fa sempre un sacco di complimenti e mi invita a prendere il cioccolato caldo a casa sua. Però, prima che arrivi, Biondella scappa dalla finestra. Su Babbino, acconsenti alle nozze altrimenti mi metto di nuovo a piangere.

Re: Sì, sì, va bene: hai la mia approvazione. Vado a comunicare la novità a tua madre e poi parlerò con Filippone. Dobbiamo organizzare una grande festa… povera Biondella, che brutto futuro l’aspetta.

Fortebraccio: Mi raccomando, dì alla mamma che voglio una torta di nozze a dodici piani, un budino ricoperto di panna grande come una vasca da bagno, venti gusti di gelato e poi pasticcini e anche un bel millefoglie e…( mentre elenca i dolci esce di scena seguendo il Re)

Scena seconda: nel bosco. Ranuncolo e Biondella.

Ranuncolo: Biondella, purtroppo non possiamo fidanzarci.

Biondella: Lo so già. Il babbo ha detto che non mi darà mai in moglie ad un taglialegna. Ma la vera disgrazia è un’altra: sono stata convocata dal Re al castello perché il principe mi ha scelto come sposa.

Ranuncolo: Quel Fortebraccio è davvero malvagio! E Filippone sopporta una simile prepotenza?

Blondella: È addirittura contento, dice che non potevo trovare un marito migliore. Ma io voglio bene solo a te, Ranuncolo.

Ranuncolo: Questo è il nostro ultimo incontro, Biondella: tu vivrai al castello e io nel bosco, non ci vedremo più. Ma voglio che ti ricordi di me quando sarai una principessa: prendi questa medaglia (ha in mano una collana d’oro con una medaglia) e indossala sempre, è l’unica cosa preziosa che posseggo, l’avevo al collo quando la nonna mi trovò nel suo giardino. Questo è il mio regalo di nozze.

Biondella: Grazie, la metterò al collo e non la toglierò mai, te lo prometto. Addio Ranuncolo.

Ranuncolo: Addio!

Scena terza: nel castello. Regina, Fortebraccio, Biondella.

Regina: Sei contento adesso, figlio mio?

Fortebraccio: No, per niente: avevo detto che volevo una torta di nozze decorata con bignè, alla cioccolata, non alla crema. E poi i regali degli invitati non mi sono piaciuti, i nostri parenti mi stanno antipatici e il mio manto non è lungo quanto quello di papà. Ma ormai la cerimonia sta per cominciare e non serve a nulla piangere sul latte versato: vado a provare le mie scarpine di raso verde, ho fatto rialzare il tacco perché quella Biondella è una spilungona e accanto a lei mi sembra di essere basso. (esce)

(Entra Biondella con la medaglia di Ranuncolo al collo)

Regina: Buongiorno Biondella, sei la benvenuta: tra poco diventerai per me come una figlia.

Biondella: Buongiorno maestà, ma per me non sarà certo un buon giorno. Sposo Fortebraccio solo per ubbidire a mio padre.

Regina: Ma cos’hai al collo…una medaglia molto bella…chi ti ha dato questo gioiello.

Bioindella: E’ il dono di una persona buona e gentile, il taglialegna Ranuncolo.

Regina: Non lo conosco. E lui dove l’ha trovata?

Biondella: Non l’ha trovata, l’ha sempre avuta fin da quando venne abbandonato ancora in fasce vicino alla capanna di una buona vecchina, nel bosco.

Regina: Biondella, mi hai fatto venire la curiosità di conoscere questo bravo giovane, manderò tuo padre Filippone a cercarlo. Tu intanto vai a prepararti per le nozze (Biondella esce, la Regina resta sola)… Cielo che scoperta! Quella collana appartiene alla mia famiglia da secoli, l’avevo messa al collo di Fortebraccio appena nato ma poi, non si sa come, era sparita. Il giorno dopo il bambino nella culla reale non l’indossava più e ci siamo chiesti tante volte che fine avesse fatto. Ma allora… forse… potrebbe anche darsi che il mio vero figlio fosse il bambino abbandonato nel bosco…mi basterà guardare Ranuncolo in viso per scoprire la verità.

ATTO III

 

Scena prima: nel castello. Ranuncolo, la Regina

Ranuncolo: Sono Ranuncolo il taglialegna, maestà. La guardia Filippone mi ha detto di correre subito qui.

Regina: Tu sei Ranuncolo? Sembri il ritratto di mio padre il marchese Guiderdone: alto, bello e buono come tutti i valorosi cavalieri della mia famiglia. Non mi posso sbagliare e la collana che avevi al collo quando la vecchina ti trovò nel bosco è la prova che mi toglie ogni dubbio: tu sei il vero Fortebraccio.

Ranuncolo: Ma allora tu sei la mia mamma! lascia che ti abbracci. Come sono contento! Ormai non speravo più di ritrovare la mia vera famiglia. (Ranuncolo e la Regina si abbracciano)

Regina: Ora tutto si spiega: una persona malvagia ha messo nella culla reale quel nanetto pestifero e ti ha rapito. Poi sei stato abbandonato nel bosco…e per fortuna quella brava vecchina ti ha salvato: la ricompenserò generosamente per la sua buona azione. Ma ora corro a dare la bella notizia a tuo padre, chi sa come sarà felice: l’altro Fortebraccio ci faceva disperare e a volte pensavamo che fosse così prepotente e bizzoso per colpa nostra, perché non eravamo riusciti ad educarlo come un bravo principe. Tu intanto cerca Biondella: le nozze si terranno ugualmente, ma questa volta sarà una vera davvero festa!

Scena seconda: nel castello. Fortebraccio, la Regina, il Re, la strega Farfulla, Ranuncolo e Biondella.

Fortebraccio: Mammina, finalmente ti trovo: ho bisogno di un cappello nuovo. Quello che indosso è nuovo ma ha le piume troppo corte, non vorrai che faccia una brutta figura davanti ai parenti! E poi non ho un cavallo bianco: tutti i principi devono avere un cavallo bianco e anche una carrozza con…

Regina: Basta con le pretese e i capricci: d’ora in poi non dovremo più sopportare le tue bizze

Re: Ben detto. Finalmente abbiamo trovato il nostro vero figlio: è Ranuncolo il vero principe Fortebraccio.

Fortebraccio: E io allora chi sono?

(Entra in scena la strega Farfulla)

Farfulla: Ormai l’inganno è finito: non temere, piccino, non resterai solo, sono io la tua mamma. Ti ho messo nella culla reale per farti vivere felice, ti vedevo già con la corona in testa, ma queste persone non ti vogliono bene e non ti meritano. Vieni con me figliolo, vivremo disprezzati da tutti ma almeno ci faremo compagnia.

Fortebraccio: Sì mammina, hai ragione: loro non mi capivano, erano cattivi con me…Senti, me lo compri un cavallo bianco?

Farfulla: Zitto e cammina o ti trasformo in un rospo!

Fortebraccio: Non ti arrabbiare, farò a meno del cavallo. Però mi piacerebbe sapere qual è il mio vero nome.

Farfulla: Glug

Fortebraccio: Hai il singhiozzo, mammina?

Farfulla: Glug, ti chiami Glug, hai capito! (esce seguita da Fortebraccio)

(Entrano Biondella e Ranuncolo con vesti principesche)

Re: Cari figlioli, tutto è pronto per le nozze, ma questa volta lo sposo è davvero un principe azzurro. Stai proprio bene vestito così, Ranuncolo, sembra che tu abbia sempre indossato il manto.

Regina: Non chiamarlo Ranuncolo, è il nostro Fortebraccio!

Ranuncolo: Babbo, mamma, sono tanto contento di sposare la fanciulla che amo e di avervi ritrovato, ma preferisco tenermi il mio nome. Sarò il principe Ranuncolo, così non dimenticherò mai il mio passato. Mi piaceva tagliare gli alberi e vivere tranquillo nel bosco in compagnia della nonna e di Biondella: ora dovrò imparare a mangiare con le posate d’argento, fare gli inchini, andare a cavallo e tutte le cose che servono per diventare un giorno un buon re.

Re: Sei già un giovane saggio, hai buoni sentimenti e sai come vive la povera gente: queste qualità bastano e avanzano per regnare

Regina: Su, non perdiamo tempo! andiamo a celebrare le nozze e poi a festeggiare Ranuncolo e Biondella, la coppia più felice del reame.

Scena terza: nel bosco. Filippone e la nonna.

Filippone: E così i nostri ragazzi ora sono sposati: tu nonnina avrai un servitore e una carrozza per andare a trovare Ranuncolo al castello ogni volta che ne avrai voglia, io sarò promosso capo delle guardie. Come vedi tutto è bene quel che finisce bene!

Nonna: E’ vero, le cose si sono messe a posto ma certo non per merito tuo, Filippone: se penso che volevi dare la tua Biondella a Glug perché credevi fosse ricco e disprezzavi il mio Ranuncolo perché era un povero taglialegna mi viene voglia di darti una bella lezione.

Filippone: Non parliamo più di quella brutta storia, nonnina, ormai è acqua passata.

Nonna: Ma sì, torniamo a casa e dimentichiamo i brutti momenti. Domani siamo invitati al castello, se vuoi ti do un passaggio sulla mia carrozza!

Scena quarta: casa della strega Farfulla. Farfulla e Glug.

Farfulla: Hai spazzato la capanna come ti avevo detto, Glug.

Glug: Sì, mammina. Ho anche lavato i piatti.

Farfulla: Bene, oggi sei stato ubbidiente e se stendi anche il bucato ti insegno un incantesimo per far andare a male il latte appena munto, così puoi fare un dispetto ai nostri vicini. Eh sì, ci voleva una strega per tenere a freno il tuo brutto carattere, quella gente al te le dava tutte vinte. In fondo, per diventare un bravo figliolo, dovevi solo imparare un po’ di educazione e di rispetto.

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Rosanna Bogo