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I segnalibri di Sant'Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant'Agostino. Noi abbiamo preparato dei segnalibri, utilizzando l'opera di Simone Martini. Potete scaricarli dall'area di download.

 

Archivio per novembre 2010

Annuncio “I racconti dell’Avvento”

Da oggi, 3 Dicembre, cominciamo la pubblicazione dei nuovi racconti dell’Avvento che ci accompagneranno sino a Natale.

Sono da qualche giorno disponibili per il download  I racconti dell’Avvento, vol. 1,  le storie pubblicate lo scorso anno ambientate in un’atmosfera natalizia.

Buone letture!

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I Racconti dell’Avvento, vol. 1

In questo volume da scaricare I racconti dell'Avvento, vol. 1 (6183) abbiamo raccolto i racconti, ambientati nel periodo natalizio, già pubblicati lo scorso anno.

Si tratta di storie semplici e a lieto fine, poco impegnative per il lettore e adatte a tutte le età.

In attesa dei nuovi racconti dell’Avvento, che compariranno sul sito a partire da inizio di Dicembre, speriamo che quelli che vi proponiamo creino una atmosfera di serena tranquillità, quale ci si aspetta da questo periodo dell’anno.

I nostri auguri per le festività oltre a quelli per una buona lettura.

La redazione di Scrivolo

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admin

Donne che leggono – 3

Una donna mollemente sdraiata, su un divano o sull’erba, è un soggetto a cui un pittore difficilmente sa rinunciare. Se poi chi è in posa è anche nuda, tanto meglio.

Claude Monet (1840-1926), Madame Monet legge Le Figaro



Jean Etienne Liotard (1702-1789), Marie Adalaide



Jean Jacques Henner (1829-1905), La Liseuse


Fernando Botero (1932 -), Donna che legge (1998)


Fernando Botero (1932 -), Donna che legge (2002)


Winslow Homerl (1836-1910), The novel


T F Šimon (1899-?), Vilma legge sul sofa (1912)


Qualche volta si è però costretti a leggere sdraiati contro la nostra volontà:

Michael Ancher (1849-1927), La ragazza ammalata (1882)


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fuchs

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Il cassonetto

E’ lei…ha infilato la chiave nella serratura, tra poco sarà qui.  Ecco, è entrata, sento i suoi odiosi tacchetti che graffiano il parquet, adesso si metterà a girare su e giù per la casa rintronandomi la testa, mai che si metta le ciabatte. Oggi sembra più nervosa del solito e sta venendo in salotto…meglio fingere di dormire.

“Sei qui, palla di pelo! Lo immaginavo, al solito ronfi sulla poltrona con il poggiapiedi. A te non serve un poggiapiedi, io invece torno dall’ufficio con le caviglie gonfie e avrei bisogno di riposare, ma ovviamente non si può disturbare sua maestà che se la dorme tutto il giorno! ti prenderei volentieri per la collottola e ti sbatterei fuori, sul balcone, a prendere il fresco.”

Provaci! poi vediamo che ricamino ti faccio con le unghie: io dormo dove mi pare e piace. E comunque non è colpa mia se vai in giro con dieci centimetri di tacco per non sembrare la nana che sei. Mi fai così tanta paura che non apro neppure un occhio per guardarti, ufficialmente sto ancora dormendo.

Deve aver capito che non intendo lasciarmi provocare perché è uscita dalla stanza . Ora si trova in cucina…uno, due, tre, quattro…patatrac… ecco che ha fatto cadere per terra qualcosa. Ha le mani di cacca, direi che questa volta ha fatto fuori un bicchiere.

“Miseriaccia maledetta! Il signor “precisini” mette sempre le cose in bilico perché questo è il ripiano dei piatti e quello delle tazze e quell’altro dei bicchieri e se non c’entrano ci si fanno stare per forza. Occorre rispettare l’ordine, che diamine! e che balle!”

Chi sa cosa penserebbe il mio protettore se sentisse cosa dice di lui la sua benamata…non per niente io chiamo questo genere di femmine “invasori”. Si insediano in casa e vogliono prendere il controllo della nostra vita: questa è la terza della serie e la peggiore. La prima non sembrava male ma poi ha trovato una sistemazione più conveniente, la seconda era allergica al pelo, figuriamoci, non è durata due settimane, starnutiva in continuazione. Questa sta in carica da quasi tre mesi, ha una bella resistenza…Quando era viva la mamma del mio protettore le cose qui andavano in modo del tutto diverso. Era una donna davvero a posto, ordinata e tranquilla. Il pomeriggio ci mettevamo sul divano, lei guardava la televisione lavorando a maglia, io dormivo come al solito, ma era un sonno che faceva compagnia. Ci volevamo bene senza eccessivi salamelecchi. La consideravo la mia vice protettrice, ma in effetti non saprei dire chi preferivo tra madre e figlio, ora comunque non c’è più e le sue coccole mi mancano.

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Rosanna Bogo

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J. Iccapot, La paura, di notte

Ancora uno dei nostri gialli, riproposto con una impaginazione ed una copertina ‘ad hoc’.

Lo potete scaricare da questo link: J. Iccapot, La paura, di notte (1102)

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admin

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Aurora 457 – 3

Terza e ultima parte

Qui la Seconda parte

La misteriosa viaggiatrice tacque. Attendeva la mia replica, ma io rimasi in silenzio: cominciavo a sentire la stanchezza accumulata durante la settimana, ero irritata per il contrattempo che mi impediva di riposare nel mio letto e quella conversazione, in fondo così squallida, mi stava annoiando. Avrei preferito mettermi di nuovo a leggere il mio giallo e, soprattutto essere davvero in viaggio per arrivare a casa e non bloccata dentro un tunnel in compagnia di una svitata. Diedi un’occhiata al  quadrante fosforescente  del mio orologio e rimasi allibita: eravamo fermi da due ore!

“Chi sa se verranno mai a tirarci fuori da qui – dissi con tono preoccupato – sento che sto per perdere la pazienza! aspettiamo soccorsi da due ore e a casa i miei saranno in pensiero…non c’è campo per telefonare. E poi comincia a fare freddo.”

Quasi tutti nel vagone sonnecchiavano avvolti nei loro cappotti e anch’io avevo indossato giaccone e guanti. La mia vicina, già all’inizio del viaggio, si era avvolta nel suo mantello come in un bozzolo.

“Si guardi intorno – dissi sfregandomi le mani con rabbia –  sembriamo i sopravvissuti della Tenda Rossa! là fuori  si sono dimenticati di noi!”

“Non parlerà sul serio! – rispose Margherita – lei guarda le cose da un punto di vista irrazionale, pensa di avere bisogno degli altri, si aspetta che il prossimo l’aiuti per senso di umanità. Se fosse davvero così che gira il mondo potremmo rimanere qui fino alla prossima glaciazione! Le spiego io perché presto verranno a prenderci: se non ci levano di mezzo non possono riattivare la linea, neanche per le locomotive a carbone e, nelle città attraversate dalla ferrovia, la gente tra poco comincerà ad agitarsi e protestare perché noi quattro disgraziati fermi qui dentro impediamo il transito degli altri treni. Se potessero ci farebbero saltare con il tritolo, pur di liberare i binari, ma alla fine decideranno che la cosa più semplice è trascinare in qualche modo il nostro miserabile accelerato fuori dal tunnel…magari stanno già riparando il guasto elettrico però, mi creda, non è per noi che si danno tanto da fare, ma per la folla di viaggiatori che domani mattina deve andare al lavoro, a scuola, o da un parente malato. Abbia fede in quello che le dico, non sono la prima a sostenere che l’egoismo e la convenienza, non l’amore, tengono insieme la società.”

“Peccato che lei non abbia figli! allevati con i suoi principi si sarebbero trovati bene in una società senza scrupoli come la nostra” risposi in tono scherzoso.

“Perché pensa che non abbia figli?” chiese la mia compagna di viaggio mostrandosi quasi offesa.

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Rosanna Bogo

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L’ambasciata

“Ma dove vai conciato a quel modo?” chiese la mamma dalla cucina. Stava lavando i piatti della cena ma l’aveva intravisto passare nel corridoio.

“Esco” rispose Cesare.

“Grazie dell’informazione – disse il padre, sdraiato sul divano davanti al televisore – ma  questo l’avevamo già capito: non ci si veste da conte Dracula per passare la serata in famiglia! tua madre voleva solo sapere dove dobbiamo venire a cercarti nel caso ti sgozzino o ti seppelliscano vivo durante una Messa Nera.”

“Sì, prendetemi pure in giro, almeno vi divertite anche voi” replicò Cesare. Era fermo davanti al grande specchio del corridoio e cercava di sistemare alla meglio il suo costume: in realtà non era abbigliato da conte Dracula, affittare mantello e smoking costava una cifra, indossava semplicemente uno spolverino nero con disegnato sulla schiena uno scheletro e un cappello a punta con applicati lunghi capelli neri posticci. Al collo gli pendeva una maschera horror che doveva farlo sembrare uno stregone, ma l’avrebbe messa solo alla festa.

“Vorrei sapere che gusto c’è a prendere in giro i poveri morti, riposino in pace – disse la madre affacciandosi alla porta della cucina con un piatto in mano – e quanto alle anime dannate, a maggior ragione sarebbe meglio non disturbarle. Pensare che quando eri piccolo, a Carnevale, non volevi metterti in maschera perché ti sembrava una cosa da femmine.”

“Non è colpa mia se ora è di moda festeggiare la vigilia dei Santi – rispose Cesare, ormai pronto per uscire – io vado a ballare, non a un Sabba, ma in questa occasione bisogna presentarsi vestiti così.”

“Bella moda davvero – commentò il padre dal salotto – se qualche moccioso si azzarda a suonare alla porta con quella baggianata del dolcetto o scherzetto giuro che faccio peggio di Erode.”

“Ma sotto ti sei coperto bene? guarda che fuori fa freddo. E non fare troppo tardi” disse la madre.

“Si, non ti preoccupare e, soprattutto, non mi telefonare e non mi aspettare alzata – rispose Cesare aprendo la porta di casa – non sono solo, sto con Giulio e Carlo.”

“Buona morte” lo salutò ironicamente il padre.

“Buona morte anche a te” rispose Cesare un po’ stizzito, chiudendosi l’uscio alle spalle.

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Rosanna Bogo

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Scrivolo

i racconti del nano grafomane

http://www.scrivolo.it

Segnalibri Sant’Agostino

Segnalibri Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant’Agostino. Un’occasione, per noi, per ricordare il grande lettore (e scrittore!), morto 1583 anni fa.

Da stampare fronte e retro e  ritagliare: Segnalibro Sant'Agostino (483)

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Dr J. Iccapot