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Archivio per agosto 2010

La globalizzazione – 2

Seconda Parte

Qui la prima parte.

L’insegnante del corso di ceramica era un robot Z 141, modello piuttosto autoritario e bisbetico, inutile cercare di fargli cambiare idea. Daug si rassegnò a rinunciare al corso di scacchi e cominciò a dipingere, ma di malavoglia.

Sotto la guida puntigliosa dell’insegnante, dopo quattro ore di lavoro, dalla mattonella emerse una strana cosa, una specie di pesce cavalcato da una donna nuda. Forse lo Z141 aveva qualche circuito fuori sesto…pensò Daug.

“Bene – disse l’insegnante – oggi avete dipinto una nereide. La prossima volta passeremo ai velieri”. Gli studenti si alzarono e uscirono quasi di corsa, senza fare commenti: tutto l’edificio era coperto da un sensibilissimo sistema di teleaudiosorveglianza, e poi avevano fame ed erano stanchi. “Una nereide…chi sa cos’è”, si chiese Daug.

Quando salì in macchina Alfred aveva già cambiato umore ed era, come al solito, fin troppo ciarliero, però non disponeva di vocabolario universale incorporato e quindi era inutile chiedergli il significato della strana parola. Daug digitò “nereide” sulla tastiera del suo palmare, in classe era vietato utilizzarlo, e così scoprì che si trattava di una divinità mitologica minore che accompagnava Poseidone, signore del mare. Questo Poseidone, pensò Daug, di certo doveva spassarsela in crociera con un codazzo di ragazze nude. Chi sa come si chiamavano quei brutti pesci che le nereidi usavano come cavalcatura… Certo, se gli olandesi del XVII secolo possedevano una fantasia così bizzarra, anche i loro velieri dovevano avere una forma ben diversa dalle eleganti navi eoliche che stavano ormeggiate nel porto di Perna, la località balneare dove aveva trascorso i suoi tre mesi di vacanza estiva l’anno passato. Era proprio curioso di vedere cosa la signorina Z 141 gli avrebbe fatto dipingere la settimana seguente.

“Ti sei divertito?” chiese Alfred.

“Non prendermi in giro, sono già di pessimo umore. Questi corsi artistici mi annoiano a morte, ma è obbligatorio seguirne almeno uno all’anno, e lavorare la creta e dipingere è sempre meglio che sorbirsi la storia di Michelangelo e della Cappella Sistina in 20 lezioni.”

“Cos’è una Cappella Sistina? – chiese Alfred – A volte la nominano alla radio, nei programmi dedicati ai viaggi turistici.”

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Rosanna Bogo

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errebi, Il mondo che verrà

Il 20 aprile 2120 il Consiglio Supremo della Democrazia, dopo una turbolenta seduta plenaria, decise la chiusura dei CCCS, i Centri per la Conservazione dei Corpi Sostitutivi. E così cominciarono i problemi.

La versione scaricabile del nostro primo racconto di FantaScienza, con la copertina disegnata appositamente da fuchs. Speriamo sia davvero l’inizio di una serie.

Il racconto lo potete scaricare qui: errebi, Il Mondo che verrà (377)

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admin

Scrivolo

i racconti del nano grafomane

http://www.scrivolo.it

Idelfonso Nieri, Cento racconti

Dice lo stesso Nieri, nella prefazione:

“Certi di questi Racconti son novelle di meraviglie; altri sono storielline tradizionali, che spiegano o pretendono spiegare qualche proverbio o qualche frase comune: i più sono veritelle, cioè fatti veri accaduti al mio paese o in quel vicinato. Per amor di varietà poi v’ho messo alcuni Caratteri e parlate prese dal vero che mi parevano degne di nota; il qual genere spesso è più ameno, spiritoso e istruttivo che molte facezie tradizionali.”

Digitalizzato da Scrivolo, il libro lo potete scaricare da qui: Idelfonso Nieri, Cento racconti popolari lucchesi (88)

 

 

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Dr J. Iccapot