Il sindaco del comune di Caduta in Basso è stato arrestato ieri mattina, alle prime luci dell’alba, dai Carabinieri della locale Tenenza; il mandato di cattura è stato spiccato dal giudice Onofrio Bencivede, il noto magistrato che da anni svolge attività di contrasto alla dilagante corruzione politica e amministrativa ed alla complessa ragnatela di connivenze e fiancheggiamenti tra la politica e le strutture mafiose.
Il sindaco è sospettato, si legge in una dichiarazione ufficiale della procura di Mivànto, di peculato, interesse privato in atti d’ufficio, falso ideologico, corruzione di minorenne, appoggio esterno alla malavita organizzata e mancato pagamento del canone RAI.

I fatti: la magistratura, a seguito di intercettazioni ambientali e del controllo delle utenze telefoniche direttamente o indirettamente collegate al sindaco, non è riuscita, in tre anni di attività investigativa, a captare neanche una sola frase compromettente o dubbia né a sentire un nome di un politico, locale o nazionale o di un qualche prelato. Elementi, questi, più che sufficienti per far sospettare nell’arrestato una abilità nella criptazione delle proprie comunicazioni e una astuzia nell’occultare segreti fatti e misfatti, degna di uno dei più grandi e importanti padrini mafiosi.

I Carabinieri sono usciti dalla casa del Sindaco con un computer portatile  e con alcuni scatoloni pieni di documenti: sembra che il sindaco criptasse la  sua documentazione con quelli che, a prima vista, potevano sembrare i suoi quaderni di classe delle scuole elementari, ma che i ROS di Zanna si spera riusciranno a dimostrare essere le basi della cifratura di tutta la corrispondenza elettronica che il sindaco aveva nonché dei post del suo blog, molto attivo, in cui la scrittura di succinti interventi e recensioni librarie nascondeva, gli inquirenti ne sono sicuri, una vasta rete (internazionale?) di rapporti con la malavitosi.

Insieme al primo cittadino è stata arrestata una donna, sorpresa nello stesso letto, anche lei subito associata alle carceri di Zanna e la cui posizione è al vaglio degli inquirenti; essa sostiene di essere tale Gesuina Incroce, moglie del sindaco e ad asseverare questa affermazione ha prodotto come documentazione una carta di identità che si ritiene falsa e procurata alla giovane dal sindaco stesso, tramite collusione con l’Ufficio Anagrafe del Comune. La donna insiste nella sua posizione, dichiarando di essere anche la madre dei due bambini che sono stati trovati nella casa, e che adesso sono ospiti, per accertamenti, di un reparto della polizia, ascoltati da alcuni psicologi.

Alcune vicine hanno confermato di aver sentito, con cadenza pressoché quindicinale, rumori sospetti nella camera da letto del sindaco, e una voce femminile, con toni supplichevoli e incitanti, rivolgersi a qualcuno appellandolo “Piccolo, piccolo mio” e invitare il soggetto non identificato a compiere indicibili turpi  nefandezze. La durata di tali attività, si presume svolte nelle ore successive nel più completo silenzio, è stato testimoniata in dieci o dodici minuti dalla vedova R. che ha la camera da letto proprio sotto quella del sindaco.

Don Miro Dalontano, parroco del paese e cugino dell’arrestato, giura sull’innocenza del primo cittadino, uomo di specchiata moralità, ancorché non uso a frequentare la parrocchia; su richiesta esplicita di un giornalista il prelato, con molto imbarazzo, è stato costretto a dichiarare che il cugino non si è sposato in Chiesa.

La militanza decennale in un noto partito di Destro-Sinistra è la vera ragione, dichiara l’ufficio stampa del funzionario arrestato, per questo attacco ad personam perpetrato nei confronti di chi, cerchiobottista da sempre, ha per anni amministrato la cosa pubblica nel migliore dei modi possibili; il sindaco ha dichiarato, da parte sua, di credere nell’esistenza della giustizia, anche se questo è un atto di fede che chiunque si trovi nelle sue condizioni compie ormai quasi d’ufficio.

Nella tarda serata, sparsasi la notizia in tutto il circondario, un gruppo di extracomunitari ha organizzato una manifestazione non autorizzata a favore del Sindaco proprio davanti all’ingresso delle carceri di Zanna. Un gruppetto di africani, disperso poi con una certa difficoltà dalle forze dell’ordine, approfittando delle tenebre in cui mimetizzarsi, ha tentato un assalto al posto di custodia.

Il noto partito di Destro-Sinistra, la cui direzione provinciale si è potuta tenere solo nella tarda mattinata di oggi, a causa di improrogabili impegni politici dei componenti, impegnati il giorno precedente in varie sagre gastronomiche che fioriscono in questo periodo nella nostra zona, ha prudenzialmente sospeso il proprio iscritto “sino a quando non sarà fatta piena chiarezza sui fatti” con voto unanime. Il comunicato stampa ribadisce la certezza che “la magistratura farà chiarezza sugli orribili sospetti e la verità, come sempre avviene nel nostro Paese, verrà a galla per rendere giustizia al sindaco.”

Si indaga anche su chi sia il proprietario dell’appartamento, nel centro storico, che il sindaco aveva in affitto, si dice per una cifra simbolica.

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fuchs