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I segnalibri di Sant'Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant'Agostino. Noi abbiamo preparato dei segnalibri, utilizzando l'opera di Simone Martini. Potete scaricarli dall'area di download.

 

Archivio per giugno 2010

Sailing to Byzantium – 9


Nona Parte.

Qui l’Ottava Parte.

Dopo qualche giorno iniziò a lamentarsi con i vicini per la scomparsa del portachiavi di sua moglie, un grosso anello d’argento con un pendente a forma di mezza luna. Era un caro ricordo della sua Marcella che usava solo per andare in cantina ma, sottolineava, nel mazzo c’erano anche le chiavi dell’appartamento… di certo lo aveva perso per le scale, ma chi sa in quale angolo era finito…

Poi, contrariamente alle sue abitudini, cominciò a frequentare i crocchi di condomini che si formavano casualmente sui pianerottoli: discuteva con i vicini del più e del meno, ma quando l’argomento cadeva sulle banche o sui furti in casa teneva dei piccoli comizi, sostenendo che il conto corrente rendeva ormai meno di zero e bisognava tornare al vecchio metodo del mattone. Molti abitanti del palazzo, soprattutto i più anziani, condividevano la sua opinione e tutti erano convinto di avere trovato il nascondiglio ideale per tenere al sicuro il gruzzolo casalingo. Alcuni utilizzavano il cassone della serranda, altri preferivano il retro di pesanti mobili, qualcuno calava con corde piccoli sacchetti in tubature o angoli inaccessibili del terrazzino, i meno fantasiosi si limitavano ad infilare grosse banconote nel retro dei quadri, dentro i libri o nel contenitore dei panni sporchi . L’inquilina del terzo piano conservava il suo tesoretto nel bidone del detersivo in polvere. “Hanno idee da far invidia ai più agguerriti trafficanti di coca sudamericani – pensava fra sé Marcantonio – manca solo che si ingoino i risparmi dentro gli ovuli!”. Una signora particolarmente timorosa dei topi d’appartamento aveva adottato un metodo estremo: portava tutti i suoi averi nella borsetta, contanti e gioielli, così era certa di salvarli dai ladri ma si esponeva di continuo al rischio di essere scippata. Coriolano, a sua volta, affermava che il sistema migliore consisteva, paradossalmente, nell’evitare di nascondere il denaro: un delinquente esperto andava istintivamente in cerca di nascondigli e non prestava attenzione, ad esempio, ad un barattolo aperto in bella vista sul ripiano della cucina. Così, nel condominio, tutti sapevano che il Professore aveva perso le chiavi di casa e conservava i suoi risparmi nei barattoli di cucina.

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Rosanna Bogo

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Hanno arrestato il Sindaco

Il sindaco del comune di Caduta in Basso è stato arrestato ieri mattina, alle prime luci dell’alba, dai Carabinieri della locale Tenenza; il mandato di cattura è stato spiccato dal giudice Onofrio Bencivede, il noto magistrato che da anni svolge attività di contrasto alla dilagante corruzione politica e amministrativa ed alla complessa ragnatela di connivenze e fiancheggiamenti tra la politica e le strutture mafiose.
Il sindaco è sospettato, si legge in una dichiarazione ufficiale della procura di Mivànto, di peculato, interesse privato in atti d’ufficio, falso ideologico, corruzione di minorenne, appoggio esterno alla malavita organizzata e mancato pagamento del canone RAI.

I fatti: la magistratura, a seguito di intercettazioni ambientali e del controllo delle utenze telefoniche direttamente o indirettamente collegate al sindaco, non è riuscita, in tre anni di attività investigativa, a captare neanche una sola frase compromettente o dubbia né a sentire un nome di un politico, locale o nazionale o di un qualche prelato. Elementi, questi, più che sufficienti per far sospettare nell’arrestato una abilità nella criptazione delle proprie comunicazioni e una astuzia nell’occultare segreti fatti e misfatti, degna di uno dei più grandi e importanti padrini mafiosi.

I Carabinieri sono usciti dalla casa del Sindaco con un computer portatile  e con alcuni scatoloni pieni di documenti: sembra che il sindaco criptasse la  sua documentazione con quelli che, a prima vista, potevano sembrare i suoi quaderni di classe delle scuole elementari, ma che i ROS di Zanna si spera riusciranno a dimostrare essere le basi della cifratura di tutta la corrispondenza elettronica che il sindaco aveva nonché dei post del suo blog, molto attivo, in cui la scrittura di succinti interventi e recensioni librarie nascondeva, gli inquirenti ne sono sicuri, una vasta rete (internazionale?) di rapporti con la malavitosi.

Insieme al primo cittadino è stata arrestata una donna, sorpresa nello stesso letto, anche lei subito associata alle carceri di Zanna e la cui posizione è al vaglio degli inquirenti; essa sostiene di essere tale Gesuina Incroce, moglie del sindaco e ad asseverare questa affermazione ha prodotto come documentazione una carta di identità che si ritiene falsa e procurata alla giovane dal sindaco stesso, tramite collusione con l’Ufficio Anagrafe del Comune. La donna insiste nella sua posizione, dichiarando di essere anche la madre dei due bambini che sono stati trovati nella casa, e che adesso sono ospiti, per accertamenti, di un reparto della polizia, ascoltati da alcuni psicologi.

Alcune vicine hanno confermato di aver sentito, con cadenza pressoché quindicinale, rumori sospetti nella camera da letto del sindaco, e una voce femminile, con toni supplichevoli e incitanti, rivolgersi a qualcuno appellandolo “Piccolo, piccolo mio” e invitare il soggetto non identificato a compiere indicibili turpi  nefandezze. La durata di tali attività, si presume svolte nelle ore successive nel più completo silenzio, è stato testimoniata in dieci o dodici minuti dalla vedova R. che ha la camera da letto proprio sotto quella del sindaco.

Don Miro Dalontano, parroco del paese e cugino dell’arrestato, giura sull’innocenza del primo cittadino, uomo di specchiata moralità, ancorché non uso a frequentare la parrocchia; su richiesta esplicita di un giornalista il prelato, con molto imbarazzo, è stato costretto a dichiarare che il cugino non si è sposato in Chiesa.

La militanza decennale in un noto partito di Destro-Sinistra è la vera ragione, dichiara l’ufficio stampa del funzionario arrestato, per questo attacco ad personam perpetrato nei confronti di chi, cerchiobottista da sempre, ha per anni amministrato la cosa pubblica nel migliore dei modi possibili; il sindaco ha dichiarato, da parte sua, di credere nell’esistenza della giustizia, anche se questo è un atto di fede che chiunque si trovi nelle sue condizioni compie ormai quasi d’ufficio.

Nella tarda serata, sparsasi la notizia in tutto il circondario, un gruppo di extracomunitari ha organizzato una manifestazione non autorizzata a favore del Sindaco proprio davanti all’ingresso delle carceri di Zanna. Un gruppetto di africani, disperso poi con una certa difficoltà dalle forze dell’ordine, approfittando delle tenebre in cui mimetizzarsi, ha tentato un assalto al posto di custodia.

Il noto partito di Destro-Sinistra, la cui direzione provinciale si è potuta tenere solo nella tarda mattinata di oggi, a causa di improrogabili impegni politici dei componenti, impegnati il giorno precedente in varie sagre gastronomiche che fioriscono in questo periodo nella nostra zona, ha prudenzialmente sospeso il proprio iscritto “sino a quando non sarà fatta piena chiarezza sui fatti” con voto unanime. Il comunicato stampa ribadisce la certezza che “la magistratura farà chiarezza sugli orribili sospetti e la verità, come sempre avviene nel nostro Paese, verrà a galla per rendere giustizia al sindaco.”

Si indaga anche su chi sia il proprietario dell’appartamento, nel centro storico, che il sindaco aveva in affitto, si dice per una cifra simbolica.

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fuchs

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Sailing to Byzantium – 8


Ottava Parte.

Qui la Settima Parte.

La partenza della comitiva australiana, dopo due settimane di folle convivenza, rattristò Marcantonio. Guido, invece, tornò a rifiorire: si sentiva di nuovo il più forte, poteva dormire la mattina e rumoreggiare il resto del giorno e della notte, proprio come un tempo.

Coriolano però, dopo essersi divertito come il gatto col topo, non aveva affatto abbandonato l’idea di porre fine alle prevaricazioni del suo vicino e stava già elaborando un nuovo progetto. E, questa volta, non si trattava di un gioco: se tutto filava liscio, contava di eliminare Guido definitivamente facendo leva sulla sua stupidità. Al piano finale aveva dato anche un nome, “Tatami”, intendendo che al tappeto, una volta tanto, sarebbe finito il prepotente e non il più debole.

Intanto Coriolano era diventato quasi di famiglia in casa Traini. Don Casimiro, quando Carlo era costretto ad accompagnare Clotilde a qualche evento mondano ed i nipoti uscivano con gli amici, lo invitava a cena, con la scusa che a tavola, solo con la moglie, si annoiava. In realtà aveva intuito che Marcantonio stava architettando qualcosa e bruciava dalla curiosità di scoprire quale idea gli frullasse per la testa.

Donna Rosaria, subito dopo il dessert, con la scusa di lasciare gli uomini liberi di parlare dei loro argomenti preferiti, in primis le femmine, si ritirava in camera, giusto in tempo per vedere la nuova puntata della sua telenovela preferita, e così Coriolano rimaneva in balia del vecchio Inquisitore. Mentre giocavano a scacchi o passeggiavano nel parco della villa, illuminato da una luna quasi estiva, Don Casimiro tentava con ogni mezzo di estorcere al suo ospite qualche informazione sul piano segreto, ma Marcantonio eludeva abilmente tutte le domande sull’argomento “Guido”, anche le più astute ed indirette. Ovviamente non taceva per mancanza di fiducia: voleva risolvere da solo il problema ed il suo Mentore, una volta al corrente della faccenda, non gli avrebbe di certo lesinato buoni consigli, pretendendo magari di dirigere lui stesso le operazioni; inoltre l’azione, per avere successo, doveva sembrare del tutto casuale, benché fosse, al contrario programmato nei minimi particolari, e per evitare di dire o fare involontariamente qualcosa che potesse svelare l’esistenza di un progetto, Coriolano si era imposto di pensare al “Tatami” solo di notte, quando era chiuso nel suo studio.

Non era facile invertire gli addendi senza modificare la somma: occorreva prevedere le reazioni del nemico, entrare nella sua psicologia per indurlo a compiere una serie di azioni predeterminate come fossero improvvise e  volontarie. Così il giocatore di scacchi inesperto, pensando di escogitare mosse astute, in realtà segue le briciole di pane seminate con astuzia dall’avversario e finisce per darsi il “Matto” da solo.

Il piano “Tatami” prevedeva tre fasi: preparazione del terreno, posizionamento di una rete abilmente mascherata, infine richiamo della preda nella trappola utilizzando uno “zimbello”.

Per prima cosa, subito dopo la partenza di Ada, Coriolano cambiò atteggiamento nei confronti di Guido e smise di protestare per il suo comportamento incivile. Aveva trovato un modus vivendi per non farsi stressare dal rumore: la sera usciva quasi sempre con Carlo o si recava a cena dai vecchi Traini e rientrava a notte fonda, quando la confusione era già cessata Nel pomeriggio andava a scuola: si era offerto di impartire ripetizioni gratuite agli studenti di tutte le classi del liceo che avevano accumulato “debiti”, un’iniziativa molto gradita dai genitori e apprezzata anche dal preside. Nonostante le lezioni fossero ormai terminate, Coriolano ottenne l’uso di un’aula dalle due alle otto di sera, così evitava anche il fracasso pomeridiano.

Segue…

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Rosanna Bogo

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Il nonno

Nonno Biagio era sempre il primo a fare colazione; non che avesse particolarmente fame, la mattina: conduceva una vita molto tranquilla, vista l’età, ma la notte dormiva poco e quel primo pasto della giornata serviva a tenerlo impegnato e a fargli passare il tempo; si svegliava nel cuore della notte, dopo poche ore di sonno e se ne stava buono, buono, cercando di non muoversi per non far rumore e svegliare figli e nipoti.

In quelle lunghe ore di attesa pensava e nella mente gli passavano i tanti fatti della sua vita, le storie della sua famiglia ma soprattutto andava indietro nel tempo a quando era giovane e aveva lavorato, e duramente, per il sant’uomo; ora le ossa gli facevano male e si muoveva a fatica ma quanta strada aveva fatto, a piedi, accanto a lui, in giro per mezzo mondo!

I figli e i nipoti e anche i bisnipoti più piccoli lasciavano che fosse il  nonno a cominciare la colazione, per fargli scegliere prima di tutti quello che preferiva: tutti lo rispettavano, per la sua età, per la sua saggezza e perché aveva accompagnato il sant’uomo; Biagio masticava piano, i pochi denti rimasti erano tutti usurati e quel pasto per lui era una cosa lunga ma questo gli permetteva di fare due chiacchiere con la famiglia, che si trovava riunita in più di una generazione.

“Beato te che sei giovane” fece a un nipote (o era un bisnipote? Non se lo ricordava con precisione) “guarda che bella vita fai. Senza nessun merito, tutte le mattine eccoti la pappa pronta!”

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Dr J. Iccapot

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Sailing to Byzantium – 7


Settima Parte.

Qui la Sesta Parte.

Tre settimane dopo la telefonata la comitiva australiana sbarcò, stracarica di bagagli e strumenti, all’aeroporto della capitale: in tutto i viaggiatori erano sette perché Ada, all’ultimo momento, aveva deciso di portare anche il compagno in carica, un idraulico dai modi sbrigativi. Coriolano li attendeva al parcheggio del terminal con un pulmino a noleggio e subito simpatizzò con il quasi genero: alle nipotine voleva già bene e il suo affetto aumentò ulteriormente quando si rese conto che erano tranquille e ben educate, del tutto diverse da Ada bambina.

Nei giorni precedenti Clotilde Verdelli e la signorina Coriolano si erano scambiate una fitta corrispondenza via e-mail per organizzare, nei dettagli, la tournée del “Desert Sound Quartet”.

In quindici giorni l’ensemble si sarebbe esibito in dieci concerti pomeridiani, nel capoluogo e in alcuni comuni della provincia, ricevendo non un compenso ma un semplice rimborso spese: dopo tutto si trattava di manifestazioni di beneficenza e il soggiorno degli Australiani era interamente finanziato da Marcantonio. Clotilde aveva inserito nel programma anche una performance extra a villa Traini, riservata ai suoi ospiti: era un favore in più che Ada le doveva, considerato che, da oltre un mese, il suocero ed il marito si prendevano cura del padre, affetto da un’imprecisata malattia nervosa.

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Rosanna Bogo

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La lancetta

“Ecco, lo sento, sta per cominciare” disse la signora Margherita con tono irritato, posando bruscamente la pentola sul fornello. Il colpo secco risuonò per tutta la cucina e un po’ d’acqua uscì dalla pila, rischiando di spengere la fiamma.

“Sì, hai ragione, manca poco” rispose tranquillamente il marito, senza sollevare gli occhi dal giornale. Il gesto della moglie aveva un chiaro intento provocatorio, ma era sabato, fuori il sole brillava, gli uccellini cantavano e, per nulla al mondo, si sarebbe lasciato trascinare in una discussione domestica, soprattutto prima di pranzo.

“E’ insopportabile, mi fa impazzire. Lo odio, gli torcerei il collo! – proseguì la moglie, sempre più arrabbiata – sono una casalinga, io! a mezzogiorno devo preparare il pranzo per i figli che tornano da scuola: il mio è un lavoro, non un divertimento, e nessuno ha diritto di farmi uscire dai gangheri proprio mentre sto cucinando! E tu potresti almeno darmi ragione, una volta tanto, visto che non intendi reagire!”.

“Ma via, povero Professore! in fondo lo fa solo a mezzogiorno. Certo, se fosse mezzanotte…allora sì che avresti motivi per protestare. E poi, che mi dici di don Anselmo? quando andiamo in vacanza a casa dei tuoi tutte le mattine alle sei ci sveglia suonando a distesa le sue maledette campane e fa bestemmiare mezzo paese senza motivo, perché sa bene, il tonacone, che le vecchiette della prima messa stanno già in chiesa ad aspettarlo da un bel po’! vuoi eliminare anche lui?”

Margherita, cattolica praticante, trovò subito un argomento per controbattere la malevola osservazione del consorte:

“Don Anselmo con le sue campane almeno ci ricorda che abbiamo un’anima e un giorno dovremo renderne conto a Dio.”

“Beh, allora diciamo che il Professor Fausto D’Errico ci ricorda che esiste il tempo e un giorno per noi finirà” replicò conciliante il marito. Quindi girò rumorosamente il foglio del giornale con l’aria di dire “E ora lasciami leggere in pace.”

Margherita lo guardò da dietro le spalle con malcelato disprezzo: “Signor ‘porta pazienza’ dei miei stivali – pensò adirata – sono dieci mesi che questa storia va avanti! fossi io l’uomo di casa… sarebbe già finita da un pezzo, con le buone o con le cattive.”

Poi, per dare sfogo alla sua rabbia, prese il batticarne e iniziò a percuotere furiosamente una bistecca, immaginando di colpire la testa del vicino.

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Rosanna Bogo

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Sailing to Byzantium – 6


Sesta Parte.

Qui la Quinta Parte.

La sera i Traini con il loro ospite si riunirono nella sala da pranzo della villa, a pian terreno. Le tende erano ancora aperte e, attraverso le grandi vetrate, si vedevano, di tanto in tanto, baluginare nel buio luci di navi in transito e qualche timida stella.

“Il diavolo mi mise in casa, quella sciagurata di tua moglie! – dichiarò, appena seduta a tavola, donna Rosaria, rivolta a Carlo. Ovviamente alludeva alla povera Katia – Altro che badante! sono io che devo badare a quello che succede e fare il cane da guardia, alla mia età! La mia povera madre, lei sì che sapeva dare buoni consigli… quando andai sposa, mi disse: ‘Rosà, pigliati solo serve ammogliate e brutte, vedrai…lavorano di più e non danno pensieri”. E aveva ragione, santa donna, ma la signora Clotilde sbuffa, si vergogna di Maruzza, Caterina e Nennella, dice che sono tre vecchie balene… il personale, secondo lei, deve essere “fine”. Ma che differenza fa se la servitù è grassa o magra?”

“Non fine, mamma, “fain”, è inglese. Clo vorrebbe che il personale fosse bello, di piacevole aspetto” precisò Carlo, con tono leggermente spazientito.

“Il personale di Katia per essere bello è bello, questo non si può negare! e pure fine…” disse don Casimiro strizzando l’occhio a Marcantonio  “ma per me, ormai, è come guardare un quadro.”

“Di personale di servizio, parlavo. Scostumato! E poi non fare tanto lo spiritoso, altro che quadrati, circoli e triangoli, a voi uomini, finché respirate, non si devono mai allentare le redini, mai!” replicò indispettita donna Rosaria.

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Rosanna Bogo

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Una elle per ritrovarsi

Lucas non aspettava altro. Da alcuni mesi tormentava la madre per sapere quanto tempo mancasse alla fiera e chiedendole se per quell’occasione ci sarebbe stato anche il padre. Ma il padre era fuggito appena scoperta la gravidanza della compagna. E quella verità non era ancora pronta a raccontarla al figlio, così gli ripeté la solita bugia: “Forse viene, ma lo sai ha molto da lavorare…”

E finalmente il 5 settembre era arrivato. La festa patronale, la fiera con tutti i banchi e tante caramelle e giochi da sognare e scegliere “solo uno, eh! scegli quello che ti piace e compriamo solo quello!”. E poi la sera i fuochi d’artificio. Era davvero eccitato quel giorno, mentre sua madre cercava di farlo star calmo, ma gli aveva promesso che lo avrebbe portato alla festa, e questo bastava a suo figlio.

La madre si era raccomandata per tutto il tragitto in auto “Lucas, ci sarà tanta gente, per cui devi stare attento a non perderti, capito” “Si si, mamma”.

Arrivati in città, una pattuglia di vigili convogliava gli automobilisti verso il parcheggio più vicino. Scesi dalla macchina, Lucas prese la mano della madre e si incamminarono verso la fiera. Era disponibile anche una navetta per raggiungerla, dal parcheggio, ma erano poche centinaia di metri e la fila di persone per il bus era davvero lunga.

I primi banchi erano di vestiti, poi fiori, frutta, ancora vestiti, dolciumi e poi quello che più sperava di trovare Lucas: un banco grandissimo di giocattoli.

Rimase per un attimo stordito da tutte quelle luci e dalle grida dei ragazzini intenti a convincere i loro genitori dell’assoluta necessità di avere quel gioco. Fu solo un attimo. Soltanto un secondo di blackout, ma Lucas non vide sua madre che gli faceva cenno di sbrigarsi, perché aveva visto una signora con cui doveva assolutamente parlare. Era la sua inquilina ed era rimasta indietro con il pagamento delle mensilità. Fu solo un attimo, ma quando Lucas tornò in sé, sua madre era scomparsa, davanti a sé c’erano decine e decine di ragazzini con i loro genitori, ma nessuna traccia di sua madre.

Fu assalito subito dal terrore di non rivederla mai più. Ebbe paura, poi, di quanto forte l’avrebbe sgridato. E forse l’anno successivo non l’avrebbe riportato alla fiera. E sicuramente non gli avrebbe comprato il giocattolo.

Poi tutto ad un tratto tornò lucido, e si ricordò che l’anno prima sua madre gli disse di non perdersi, ma che se fosse successo, si sarebbero ritrovati davanti ad un banco la cui prima lettera del nome era una L, come il suo nome. A quei tempi non sapeva ancora leggere, riconosceva solo qualche lettera e questo era sembrato il modo migliore alla madre per dargli coraggio e avere la speranza di ritrovarlo nel caso in cui si fosse veramente perso. E si ricordò che quel giorno aveva guardato tutte le insegne e ogni volta che incontrava un banco con la L lo diceva alla madre. Chissà se lei, adesso, si ricordava quella vicenda. Valeva la pena provare. Naso all’insù a cercare quell’insegna con la L, era un banco di vestiti: avrebbe aspettato lì sua madre!

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Juan

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Dr J. Iccapot, Accadde all’Osservatorio

Dr. J. Iccapot, Accadde all'Osservatorio

Il primo volumetto con la nuova grafica per la raccolta dei nostri gialli. Qualcuno avrà l’impressione che questa cover sia un déjà vu.

Da scaricare, stampare e leggere in santa pace.

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admin

Sailing to Byzantium – 5


Quinta Parte.

Qui la Quarta Parte.

“Atropo può ben aspettare qualche giorno – mormorò Coriolano entrando in cucina: la ramanzina di don Casimiro lo aveva scosso ma, stranamente, anche rincuorato. Si preparò una doppia camomilla, per allentare la tensione, e si sdraiò sul divano del soggiorno. Con le cuffia imbottita dello stereo sparata al massimo ascoltò l’intera ‘Patetica’ di Tchaikovsky. Era il sottofondo musicale che aveva scelto per  il suo ‘ultimo atto’ perché, nel finale, il grande artista russo era riuscito ad esprimere come nessun altro compositore la tragedia dell’inevitabile resa dell’uomo di fronte alle trionfanti armate del male. “Chi sa se davvero si è suicidato… – si chiese Coriolano – e poi per una faccenda d’onore tanto banale, come riferiscono certi biografi. Avesse avuto un vicino come il mio! allora sì che si sarebbe ammazzato per una buona ragione, a meno di non essere, come Beethovhen, sordo peggio di una campana”.

Ascoltò ancora un po’ di musica classica rilassante, del genere  Pachelbel e Hendel, poi  verso le tre di mattina, quando ormai nel palazzo regnava il silenzio, andò nello studio e si mise alla scrivania. Prese dal blocco degli appunti un foglio bianco, aprì il cappuccio della sua fedele stilografica e si mise a fissare le righe della pagina: nonostante la frase del vecchio Traini “occhio per occhio, dente per dente, male per male” gli rimbombasse nella testa come un maglio, nessuna idea omicida si formava tra le sinapsi del suo cervello, abituate ai pacifici ragionamenti di un maturo professore di matematica. La sua mente  sembrava del tutto vuota.

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Rosanna Bogo

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Scrivolo

i racconti del nano grafomane

http://www.scrivolo.it

Segnalibri Sant’Agostino

Segnalibri Agostino

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant’Agostino. Un’occasione, per noi, per ricordare il grande lettore (e scrittore!), morto 1583 anni fa.

Da stampare fronte e retro e  ritagliare: Segnalibro Sant'Agostino (485)

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Dr J. Iccapot