L’uomo che nutre il suo cibo questa sera nutrirà anche me. Sono giorni oramai che lo osservo. E’ arrivato, come al solito, veloce. Il suo rumore, come al solito, ha fatto tacere per un attimo gli uccelli. Si è fermato, si è liberato svelto della sua corazza colorata, è divenuto piccolo e lento e con le sue gambe si è diretto, ignaro, verso di me. Ho cambiato prospettiva, perché conosco il suo percorso. Non si è accorto di niente, ha fatto quello che fa ogni sera senza neanche guardarsi attorno. Ho visto da dove passa e ho visto da dove passerò io quando sarà calato appena il primo velo della notte. Sarà una notte senza luna, questa notte. Mi siedo dietro la siepe e lo osservo in silenzio. Sono di buon umore, perché sono sicura che andrà tutto bene.

Poco lontano da qui la mia famiglia mi sta aspettando, i piccoli sono ansiosi di vedere che cosa porterò a casa. Ecco, l’uomo tra poco finirà di dispensare cibo al suo cibo e prenderà la strada del ritorno. I miei muscoli sono tesi e pronti. Neanche il cane questa sera si è accorto che sono qui. Di solito abbaia a lungo con il muso verso il cielo, quando mi vede.

Stasera no, stasera è una sera speciale. Stasera l’uomo ha nutrito il suo cibo senza sapere, in realtà, di aver nutrito il mio.

Il mio e quello dei miei figli.

Il mio, e quello dei miei sei bellissimi cuccioli di volpe.


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Beatrix