scaffalecubosettima

Da: antiveduto.demause@libero.it
A: galba.demause@unino.it

Caro cugino, ti scrivo da dietro le sbarre del carcere mandamentale grazie alla complicità di un compagno di sventura che lavora nel “Call Center” della prigione.
La mia ex fidanzata, per vendicarsi dell’abbandono subito, nega la lite ed afferma che la notte dell’omicidio ha preso un potente sonnifero alle dieci di sera e quindi non può dire dove fossi alle undici, ora in cui è stato appiccato l’incendio. Anche i vicini sostengono di non avere sentito rumori o grida: detestano il mio vivace menage e, a loro avviso, meriterei di stare in galera a vita prescindendo dal delitto.
Con un movente convincente come l’interesse economico e senza uno straccio d’alibi, per il sostituto procuratore dottor Magistris è stato un gioco da ragazzi spiccare mandato di cattura nei miei confronti. Così ora mi trovo in cella, innocente!
P.S. Mandami al più presto qualche cambio di biancheria, scatolette di tonno e carne, biscotti e cioccolato. Ho già avuto un colloquio con Vitale. L’avvocato sostiene che non si può condannare un uomo accusato di omicidio sulla base di qualche indizio e di un presunto movente: evidentemente, nonostante frequenti da tanti anni le aule dei tribunali, è rimasto un inguaribile ottimista o, quantomeno, un pessimista poco informato.
Non tentare di contattarmi, mi farò vivo io tramite Vitale.
Tuo Antiveduto

Da: girolamo.demause@libero.it
A: adelia.edelwaiz@libero.it

Cara Adelia, anch’io sono convinto che Antiveduto sia innocente, ma la sua posizione è compromessa. Lo Bue ormai lo ha incastrato: può dimostrare che aveva il mezzo, l’occasione e il motivo per incendiare la villa. Per il momento dispone solo di indizi, ma un “impianto accusatorio”, in certi casi, regge anche senza prove, soprattutto in mancanza di un alibi e di colpevoli alternativi.
Bisogna comunque ammettere che l’interesse è una molla determinante per le azioni umane, oltre che un movente più che convincente in sede di giudizio. Al riguardo il testamento dello zio Tommaso parlava chiaro: il matrimonio di Lefteria avrebbe diseredato Antiveduto.
Non dimentichi poi, cara Adelia, che anche noi abbiamo sofferto. La polizia ha razzolato nelle nostre vicende private con intollerabile indiscrezione, siamo stati interrogati per ore, la nostra vita è stata sconvolta dal sospetto e questo tormento avrà fine solo quando il responsabile del delitto verrà rinviato a giudizio. Sia chi sia.
Consideri però che l’eventuale condanna di Antiveduto potrebbe comportare la sua esclusione dalla successione per indegnità: in questo caso io e Galba entreremmo in possesso di tutto il patrimonio dello zio Tommaso e può essere certa che ne faremmo buon uso.
Immagini Villa De Mause tornata all’antico splendore, la mia collezione di libri antichi reintegrata, lo Studio Bibliografico ingrandito, magari con qualche nuovo dipendente, e Galba presidente di quella Fondazione di Studi Paleografici De Mause che ha sempre sognato di creare.
Ovviamente continueremmo a prenderci cura di Antiveduto: con il denaro si può rendere sopportabile anche la vita in carcere. Per lui sarà come soggiornare in un collegio molto severo, sul tipo di quello in Carinzia dove io e Galba abbiamo trascorso gran parte della nostra infanzia. Non è stata una passeggiata ma, come vede, siamo sopravvissuti!
A questo punto, mia cara Adelia, anch’io comincio a pensare che non tutto il male venga per nuocere.
Girolamo De Mause

Da: galba.demause@unino.it
A: adelia.edelwaiz@libero.it

Cara Adelia, mio fratello mi spaventa: da quando si è trasferito nel mio appartamento parla a vanvera; dopo l’arresto di Antiveduto, sembra quasi sollevato all’idea che il nostro parente più stretto sia condannato per omicidio.
Comincio a pensare che Girolamo potrebbe aver architettato un piano diabolico per eliminare contemporaneamente l’aspirante moglie ed il principale coerede. Perché quella sera Lefteria aveva bevuto più del solito? perché Ubaldo, uomo robusto ed intrepido, non si è arrampicato fino alla finestra della stanza per svegliare la dormiente? perché i pompieri sono arrivati con tanto ritardo? L’avidità potrebbe aver fatto passare in secondo piano il morboso amore per i libri di mio fratello…
Questi sospetti non mi fanno dormire e poi anche la storia della relazione sentimentale tra lei, cara Adelia, e Girolamo mi pare incredibile! Lui nega, ma il commissario Lo Bue sembra disporre di informazioni di prima mano. Probabilmente ha svolto indagini tra i dipendenti dell’Istituto di Studi Medievali.
Di certo è al corrente di quando e dove vi siete conosciuti ed ha cercato di ricavare qualche informazione anche da me. Io però ho sempre accuratamente evitato di occuparmi della vita privata di Girolamo: per quanto mi risulta trentacinque anni fa mio fratello era un giovane studioso e frequentava l’Istituto in cui lei lavorava come aiutante bibliotecaria. Quando, a seguito di una caduta, lei rimase paralizzata, Girolamo l’assunse come segretaria del suo Studio Bibliografico e dama di compagnia dello zio Tommaso, all’epoca, già in pensione: altro non so; tuttavia, considerato l’egoismo e l’insensibilità di mio fratello, questa storia non mi ha mai del tutto convinto e non mi stupisce che un estraneo, ignaro della guerra dichiarata da Girolamo al bel sesso, possa pensare ad un retroscena sentimentale. L’amore spiegherebbe tante cose, però Girolamo nelle vesti di Romeo non è proprio credibile! Ma visto che ora il coperchio del vaso di Pandora è stato sollevato, mi piacerebbe sapere la verità sui vostri rapporti. Attendo di ricevere i chiarimenti di cui lei mi riterrà meritevole e può essere certa che sarò, come sempre, custode geloso dei segreti altrui. Suo affezionato Galba

Continua…

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Rosanna Bogo