C’è qualcosa di inquietante in questo quadro di Albrecht Dürer.

I dotti, che stanno disputando con Gesù, hanno aperti o a portata di mano dei gran libri e sono pronti ad utilizzarli per supportare le proprie tesi.
Nessuno dei personaggi guarda verso un altro: gli sguardi non si incrociano, come succede durante una discussione, per attirare l’attenzione dell’altro con cui si dibatte; solo il secondo personaggio a sinistra, sul fondo, sembra guardare noi negli occhi.
Gesù, poi, rappresentato rosso di capelli come succede spesso, in questa sua età giovanile non è ancora caratterizzato come genere, e questa sua ambiguità sessuale in mezzo a un gruppo di vecchioni è imbarazzante.
Non sfuggirà certo il gioco di mani e di dita, che enumerano o tengono pronte le pagine dei libri, e di queste mani Dürer aveva fatto anche alcuni studi preparatori:


Infine ecco una curiosità, un segnalibro, nel volume a sinistra, in primo piano: l’autore lo ha usato per segnarci la data, 1506, e la sua sigla, una D all’interno di una A.

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fuchs

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