scaffalecuboSeconda

Qui la Prima Puntata.

Da: vitale.studiolegale@libero.it
A: galba.demause@unino.it

Egregio Professore, il dr. Girolamo De Mause mi incarica di ricordarle che la clausola del testamento di vostro zio Tommaso de’ Tommasi De Mause relativa alle nozze di Lefteria Tolos non indica quale dei due fratelli debba impalmare la predetta.
Il mio cliente fa presente che già da tempo si sobbarca l’onere di ospitare la signorina Tolos, provvedendo con larghezza di mezzi al suo mantenimento, e nota che, in caso di non ottemperanza della clausola, quasi tutta la cospicua eredità di famiglia passerà ad Antiveduto De Mause, discendente in linea diretta del de cuius. In questo caso il conte Tommaso ha previsto un legato molto sostanzioso per la signorina Tolos, lasciando  a lei ed a suo fratello, solo le briciole del patrimonio.
A parere del mio cliente, tra i due candidati al ruolo di marito della Tolos, lei è senza dubbio il più adatto perché ancora giovane e già reduce da una felice esperienza matrimoniale, quindi fisicamente e moralmente in grado di affrontare la difficile prova in nome dei comuni interessi. La prega quindi di recarsi a Villa De Mause il secondo sabato del prossimo mese, nel pomeriggio, per cominciare a familiarizzare con la sua futura sposa.
Distinti saluti
Avv. Ivo Vitale

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Da: galba.demause@unino.it
a: girolamo.demause@libero.it

Fratello snaturato, ho letto con disappunto l’e-mail inviatami dall’avv. Vitale. Sono così adirato che non riesco a tenere in mano la penna d’oca per scrivere la risposta che meriti. Ma in questo caso anche una volgare e-mail può bastare. Ti sapevo egoista ma le tue pretese superano davvero tutti i limiti. Sai bene quanto mi senta ancora legato al ricordo della mia povera Diamante, per oltre venti anni fedele e silenziosa compagna nelle avversità della vita, e tuttavia vorresti costringermi a profanare la sua memoria unendomi nel sacro vincolo matrimoniale con una sconosciuta, per giunta di fede ortodossa. E’ vero che sono in ballo grossi interessi, ma il matrimonio è una cosa seria: per usare un termine che non fa parte del tuo vocabolario, è un  sacramento. Ti ho già scritto la settimana scorsa che non intendo piegarmi a questa imposizione e non recedo dalla mia decisione. Quanto al fatto che sono più giovane, ti ricordo che tra noi corrono solo cinque anni e Lefteria è tua coetanea.
Del resto, se ospiti da mesi quella donna, devi trovarla sopportabile o addirittura simpatica. Inoltre sei ateo e, per quanto ne so, privo di sentimenti, quindi potresti sposarla civilmente senza crearti troppi problemi. In fondo si tratta solo di firmare qualche carta in Comune e continuare una convivenza già in essere che sembra comunque non ti spiaccia troppo: alla faccia della tua leggendaria misoginia.
Considera poi che lo zio Tommaso, con queste nozze, intendeva offrire a Lefteria l’opportunità di portare il cognome che le spetta evitando un riconoscimento di paternità, procedura legale che lo avrebbe costretto a rendere di pubblico dominio il suo giovanile errore. Ora penso che tu non abbia dimenticato che all’anagrafe, per errore, sono stato registrato come Demause, quindi non porto il vero cognome di famiglia e sai quanto lo zio tenesse al prefisso ed al titolo nobiliare.
Anch’io desidero evitare che l’eredità passi quasi per intero ad Antiveduto, ma nel suo stesso interesse. Il comportamento sregolato del nostro giovane cugino mi preoccupa: trascinato dalla passione per le donne in breve dilapiderebbe tutti i suoi beni. E’ quindi opportuno che il patrimonio sia gestito da noi ancora per qualche anno, in modo che Antiveduto abbia il tempo di maturare e conquistare un equilibrio emotivo. Ma riguardo alle nozze con l’elleniche spetta a te, come primogenito e capofamiglia, il compito di risolvere l’inghippo. Galba


Da: girolamo.demause@libero.it
A: adelia.edelwaiz@libero.it

Signorina Edelwaiz, potzkuckuck! perché questa settimana non ho ricevuto la mia posta. Capperini!! Per caso, bei Got, che è  morta e non mi ha neanche avvertito?!!!   R.S.V.P.

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Da: adelia.edelwaiz@libero.it
A:girolamo.demause@libero.it

Dottor De Mause, ma cosa ha bevuto a cena? Secondo me deve avere esagerato con quell’intruglio di miele e vino che le propina la sua Lefteria! Straziare così la nostra bella lingua è un crimine e poi, ha forse perso il senso del tempo dopo la sua dotta disquisizione filosofica su sant’Agostino? Io non sono affatto morta, Gottlob, e lei sa bene che ogni anno trascorro l’ultima settimana di luglio alle terme di Provolano per fare un trattamento fisioterapico alle mie povere gambe: non posso certo sbrigare la sua posta e lavorare al computer immersa nel fango! Riprenderò il mio lavoro non appena tornata a casa. Una settimana di ferie all’anno non mi sembra un pretesa eccessiva, le pare?
Cari saluti da parte di Antiveduto che, rassicurato riguardo alla partenza dell’ex fidanzata dal suo loft, ha deciso di rinunciare all’esilio nelle selve di Pian d’Alma ed ora soggiorna con me in un tranquillo agriturismo. Parliamo a lungo del soggetto del suo nuovo romanzo, incentrato sulla rivalità tra due anziani docenti universitari che ignorano di essere gemelli. Mi ha detto di riferirle che la sua storiella biblica su Adamo ed Eva non lo interessa affatto. Un saluto al caro Ubaldo e, naturalmente, mi ricordi anche all’ineffabile signorina Lefteria.
P.S. anche se in vacanza, rimango la sua fedele Adelia.

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Da: adelia.edelwaiz@libero.it
A: girolamo.demause@libero.it

Sono certa che Antiveduto le ha già riferito del mio incidente alle terme ma, ora che mi sono del tutto ripresa dallo shock, desidero narrarle l’accaduto nei particolari e, per così dire, in soggettiva. Mi trovavo, come sempre nel primo pomeriggio, sul bordo della piscina intenta a leggere i versi immortali del mio amato Rilke quando una pallonata tirata da un piccolo teppista prontamente fuggito ha catapultato me e la mia carrozzina in acqua. Antiveduto si era allontanato a caccia di prede sotto gli “anta” e nei dintorni si trovava solo un giovane extracomunitario intento a tagliare il prato. Nonostante il rumore prodotto dal motore della falciatrice, il ragazzo si è accorto dell’incidente e, gettatosi in piscina, mi ha salvato da morte sicura. A causa della mia pressione bassa e dell’alta temperatura dell’acqua ero infatti svenuta. Ora comunque sono di nuovo in salute e la direzione delle terme, per evitare questioni, mi ha offerto un buon indennizzo ed una nuova carrozzina: si tratta di un mezzo elettrico veramente prodigioso, fornito di tutti gli optionals, compresi radio, tettino apribile e navigatore satellitare, una diavoleria in grado di stabilire in qualsiasi momento dove mi trovo. Con l’avanzare dell’età potrebbe essermi molto utile. Invecchiando si perdono colpi…come il camioncino di Baluardi.
Dimenticavo di dirle che il mio salvatore si chiama Pepos ed anche Antiveduto trova che sia un tipo simpatico: sa fare un po’ di tutto e, visto che gli devo la vita, ho deciso di ospitarlo come “badante”. Riguardo alla  riservatezza della sua corrispondenza non deve preoccuparsi perché Pepos non sa leggere e per il suo mantenimento utilizzerò l’indennizzo che ho ricevuto dalla direzione delle terme. Come dice il proverbio “non tutto il male viene per nuocere”.

Continua…

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Rosanna Bogo