Di nuovo la sveglia, non sembrava neanche di aver dormito. Antonio si alzò, i jeans e la camicia, i libri. Alla fine il giorno dell’esame era arrivato. Arrivato in facoltà, andò subito a vedere nella bacheca di ateneo in quale aula si tenesse l’esame. “Ciao Alberto, anche tu l’esame?” “No, sono solo venuto a vedere, non ho ancora studiato, lo preparo per luglio e poi via al mare.” “Dove vai quest’anno?” “Ho prenotato in Grecia, ho una cugina là” “Ah, beato te… Si, sono io.” L’assistente aveva cominciato a fare l’appello. Antonio era il quinto. “Alberto, hai fatto colazione? Ti va un caffè? Se non mi sveglio…” “No, grazie Antonio, ma ho già fatto colazione a casa.”
Il professore cominciò ad interrogare, due 18, un bocciato, un 30 e infine Antonio.
Erano le 11.40 quando il libretto di Antonio rimase chiuso per l’ennesima volta. Quel Riccardi non voleva proprio metterla quella firma sul suo libretto. Antonio non aveva neanche voglia di mangiare e andò a sdraiarsi sul letto, la sera avrebbe di nuovo corso per tutta la città col suo motorino e il suo carico di margherite e birre.

“Ieri sera siamo andati a prendere quel tale!” “Chi? Di chi parli?” “Di quel tizio strano, quello che dice che la terra gira intorno al sole!” “Ah, quello dei Galilei…” “Si, si proprio quello. Abbiamo sfondato la porta e siamo entrati, era sul tetto con quel maledetto cannocchiale” “Ha provato a scappare?” “No, e dove volevi che andasse? Insomma, l’abbiamo preso, qualcuno gli ha anche sputato. In basso c’era anche uno degli scagnozzi del vescovo…” “L’avete portato al carcere?” “Certo, l’abbiamo portato in carcere e ora l’aspetta un bel processo e non credo che la farà franca, il vescovo è incazzato nero.” Finirono il vino e tornarono alle proprie vite.


Leggi anche la prima puntata di “Antonio e Antonio”: Terra Conquistata

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Juan